Immagine di copertina del libro di Antonio Falda
Rugby in carcere

ANTONIO FALDA IL RUGBY OLTRE LE SBARRE

Disegno di Marco Rabino

Invisibile

Antonio Falda

Di DETENZIONI redazione

Pubblicato il: 09-04-2016


2016 | 9 aprile

Invisibile = Così come si può sentire un disabile in carrozzella che per quanto provi e riprovi, non riesce a trovare un punto di risalita in un marciapiede. E resta in attesa. Per quei pochi miserabili centimetri. Profondamente avvilito. Sino a quando qualcuno, finalmente, si decide a dargli una mano.

Invisibile = Così come si è sempre sentita quella donna che avrebbe voluto qualcosa di più dalla vita. Qualcosa di più. Rispetto alla sola condizione di madre e di moglie. Qualcosa di più. Che le consentisse di far parte di quel mondo che sta oltre le mura di casa. Di quella casa che sa quasi di prigione.

Invisibile = Così come, oramai, si ritrova chi ha commesso un reato e vive oltre quella porta blindata. Tormentando, a morsi, i propri ricordi e le unghie delle dita. Che vorrebbe ogni tanto qualcuno con cui parlare. E si sente dimenticato. Da lei. Da tutti. Dimenticato per sempre.

Invisibile = Così come quel migrante bruciato dal sole. Arrivato con la speranza di una vita meno peggio di quella che già viveva e che già faceva schifo. Quasi come questa. Che non vuole, comunque rassegnarsi. E che non ha alcuna intenzione di tornare indietro. E prova a confondersi. Mischiandosi agli altri. Tra la gente.

Invisibile = Così come questa frase scritta nella polvere. Che già non si vede più. E che questa brezza leggera, porterà via per sempre con se. Ancora pochi attimi e insieme alle parole svanirà tutto. Tutto ciò che c’era di raccontato e quel che ancora c’era da scrivere. Che ancora è qui … con me.

Invisibile = …

 

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