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ARTE

I disegni dei panos - Carcerati latinoamericani

I disegni dei panos

Carcerati latinoamericani

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 13-11-2013

55. Esposizione Internazionale d'Arte
Venezia, Veneto, Italia,

2013 | 1 giugno - 30 novembre

Disegnati dai reclusi delle prigioni degli Stati Uniti sudoccidentali, i panos, o tessuti, sono parte di una tradizione artistica profondamente radicata nella cultura messicano-americana. Come molta dell'arte realizzata da carcerati, sono prodotti con mezzi assai spartani: penne biro e qualsiasi tipo di fazzoletto si possa trovare nello spaccio del carcere. Progettati ed eseguiti da reclusi specializzati in questa produzione, i panos entrano a far parte dell'economia interna della prigione (un pano può, per esempio, essere scambiato con due pacchetti di sigarette) e al contempo costituiscono una forma essenziale di comunicazione con il mondo esterno. I reclusi mandano ai loro cari, come segno di affetto, panos fatti da loro o commissionati ad altri carcerati. In passato, attraverso riviste chicane come "Teen Angels" (che iniziò a essere pubblicata nei primi anni Ottanta del Novecento), gli artisti dei panos erano soliti anche mettere annunci per cercare persone con cui scambiarsi lettere, creando contatti con donne attratte dalla prospettiva romantica di corrispondere con uomini di prigione.

Ogni artista dei panos possiede un personale catalogo di copias, copie dei motivi che inserisce nei suoi disegni. Tratte da fonti varie - riviste pornografiche o di automobili, libri di storia messicana, iconografia cattolica e fumetti - le immagini sono inserite in composizioni fittamente intricate e accuratamente impaginate, che sfruttano ogni centimetro di spazio a disposizione. Soggetti ricorrenti dei panos sono i diversi aspetti della vita dei carcerati: l'angoscia della reclusione; la droga, la violenza e altri risvolti della vita di strada; storie d'amore, reali e immaginate; simboli di devozione religiosa e di orgoglio etnico. Le immagini riflettono l'estetica dei graffiti del barrio e, significativamente, hanno analogie con quella dei tatuaggi: come questi ultimi, infatti, i panos, permettono ai prigionieri di resistere agli effetti disumanizzanti della carcerazione semplicemente attraverso la forza di immagini che restituiscono un'identità personale e collettiva, preservano i ricordi e veicolano l'espressione di desideri fisici e spirituali.

SB

 

Pano Drawings

Inked by inmates in prisons rhroughout the Southwest United States, panos, or cloths, are part of an artistic tradition deeply rooted in Mexican-American culture. Like much art produced by those incarcerated, they are made with utterly economical means: pens and whatever handkerchiefs are stocked in the commissary. Designed and executed by inmates who specialize in their production, the panos circulate within the economy of the prison (one pano might be traded for two packs of cigarettes) and constitute a critical form of communication with the world outside. Inmates send panos that they have either made themselves or commissioned to their loved ones as tokens of affection. In thr past, through Chicano magazines such as Teen Angels  (first published in the early 1980s), pano artists could also advertise for pen pals, creating new avenues of exposure among the women who were drawn to the romance of corresponding with men behind bars.

Each pano artist maintains a personal library of copias, copies of designs that he incorporates into his drawings. Culled from a variety of source-pornography and lowrider magazines, Mexican history, Catholic iconography, and cartoons, among others-the images are integrated into dense, carefully laid-out compositions that seem to make use of every inch. Common themes illustrate various aspects of inmates' live: the anguish of confinement; drug trips, violence, and other aspects of life on the steet; love affairs, real and imagined; symbols of religious devotion and of ethnic pride. The images reflect the graffiti aesthetic of the barrio (neighborhood) and overlap significantly with that of tattoos; like tattoos, panos allow prisoners to resist the dehumanizing effects of incarceration through images that symbolize personal and collective identity, preserve memories, and express physical and spiritual desires.

SB

 

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