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ARTE

Agnese Purgatorio - Dalla clandestinità - 2008

Dalla clandestinità di Agnese Purgatorio

Professoressa Mira Carello

Di Mira Carello

Pubblicato il: 10-11-2014

Note a margine di Artissima 2014 – Torino
Torino, Piemonte, Italia

2014 | 8 novembre

Anche quando visito una fiera come Artissima, apparentemente lontana dal mondo della scuola, non riesco a guardare le opere che affollano l’Oval senza pensare ai miei giovani allievi e ai risvolti didattici che quelle stesse opere potrebbero avere. E così, tenendo ben presenti la multietnicità delle mie classi e le mille difficoltà dell’integrazione e dell’accettazione dell’altro da sé, mi soffermo su un collage fotografico di Agnese Purgatorio, dal titolo Dalla clandestinità.

Su una carta geografica dell’Italia, colta in un’insolita prospettiva longitudinale, che ne annulla la stereotipata immagine a stivale, quasi sospesi su una nebbiolina autunnale, stanno dei migranti - bambini, donne, uomini - con lo sguardo smarrito che interroga l’osservatore. L’uso del bianco e nero contribuisce all’annullamento delle distanze temporali. E così non è possibile non sovrapporre a quell’immagine di migranti in arrivo le tante fotografie degli Italiani che tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento hanno lasciato il Bel Paese in cerca di fortuna, diretti soprattutto verso l’America. Chissà se i giovani Italiani lo sanno, se qualcuno ha mai narrato loro memorie di famiglia, di un bisnonno partito per una terra lontana e di una famiglia che lo attendeva… Alla sinistra dell’opera, staccata dai migranti, sorride una donna, bella e sicura, con lo sguardo sicuro rivolto in avanti. Scoprirò solo successivamente che si tratta della giovane promettente regista Alina Marazzi, in cui l’autrice ha identificato un archetipo dell’artista, il “clandestino” per eccellenza, colui che spesso deve vivere e lavorare di nascosto, in un sistema che lo ignora.

Riprendo a gironzolare tra gli stand. Ora ho qualche spunto in più per ragionare sul tema della clandestinità…

“Dalla clandestinità” è un'opera del 2008 di Agnese Purgatorio. L'artista ha realizzato un progetto con le detenute della Casa Circondariale di Bari per il Centro di Documentazione e Cultura delle Donne. I collages, frutto del laboratorio, sono stati esposti e presentati nelle edizioni 2012 e 2013 di Detenzioni.

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La mostra, che sarà possibile visitare fino al 18 aprile, offre una selezione di locandine cinematografiche di film a tema carcerario (prison movies) curata da Claudio Sarzotti e Guglielmo Siniscalchi che spazia dai primi anni trenta del secolo scorso fino ai giorni nostri; una panoramica, suddivisa per capitoli “tematici”, che ricostruisce tutte le disseminazioni e le contaminazioni visive del genere cinematografico “prison movie” cercando di coniugare la curiosità del cinefilo all’interesse del giurista.


Un mese di incontri, mostre, spettacoli teatrali e cinematografici che coinvolgeranno tutta la città. Un vero e proprio festival, unico in Italia, che per la prima volta vede la partecipazione delle menti più brillanti della Prison Culture italiana. Una rassegna che partirà con una rara mostra dedicata alle locandine del genere Prison Movie ubicata nella Main Hall del campus universitario di Torino. Una occasione unica per avvicinare ed approfondire le tematiche di una questione che, negli ultimi tempi, ha fatto parlare molto l'opinione pubblica ed i media.