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ARTE

Agnese Purgatorio - Prima Visione

Prima Visione, il lavoro di Agnese Purgatorio nel carcere di Bari

Le donne detenute interpretano i lavori di Meret Oppenheim

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 09-10-2017


2013

Agnese Purgatorio, nel 2013, ha condotto un laboratorio, durato cinque mesi, all'interno della Casa Circondariale di Bari intitolato Prima Visione. L'artista ha coordinato un gruppo di donne detenute guidando un percorso di autonarrazione che si è, in seguito, concretizzato nelle opere realizzate con tecnica collage e fotocomposizione di ispirazione surrealista e dadaista.

Il laboratorio ha richiesto una particolare attenzione, come tutte le attività condotte all'interno di realtà detentive. L'artista ha colto questi limiti per trasformarli in risorse e stimolare il potenziale creativo delle partecipanti. Il lavoro di autonarrazione è stato portato avanti anche attraverso l'osservazione e l'approfondimento di opere delle avanguardie del novecento, in particolare dell'artista Meret Oppenheim in occasione del centenario della sua nascita.

Le immagini prodotte sono risultate emotivamente molto coinvolgenti e dissacranti, cariche di ulteriori significati. Durante gli incontri i temi si sono così ampliati e hanno dato la possibilità alle partecipanti di affrontare altri argomenti da sviluppare con il media del collage fotografico.

Prima visione di Agnese Purgatorio rientra nel progetto di percorsi artistici e autobiografici intitolato 'Immagini invisibili' finanziato dal ministero delle Giustizia, dal Provveditorato dell'amministrazione penitenziaria e promosso dalla Casa circondariale di Bari insieme al Centro di documentazione e cultura delle donne.

Agnese Purgatorio è un'artista che ha deciso di formarsi in seguito ad esperienze di viaggio e di conoscenza, per raccontare le diverse realtà sociali che ha incontrato nei luoghi in cui ha vissuto. Agnese Purgatorio nasce a Bari, di fronte al mare, e durante l'infanzia fantastica sui nativi americani, disegna e studia pianoforte. Le sue urgenze creative la portano a studiare teatro e a scrivere una sceneggiatura destinata ad un pubblico di bambini. Inizia nel 1984 a viaggiare, in Europa e in Brasile e nel 1985 vive a Israele nel Kibbutz Hatrotrim. Torna a vivere con il fratello in Brasile nel 1987. Frequenta la scuola libera del nudo a São Paulo, di fotografia del Museo Lasar Segall e altri corsi di formazione presso Dalton De Luca e istituzioni della città. Agnese Purgatorio torna quindi a Bari con un bagaglio internazionale e una visione ampia ma determinata rispetto a quale contributo vuole dare all'arte contemporanea. Segue alcuni workshop con fotografi di fama mondiale e si reca a Lisbona e nuovamente a Bari nel 1993. Inizia quindi il suo percorso di autrice con mostre e partecipazioni di alto profilo e il lavoro nelle carceri in collaborazione con l’Opificio per le Arti del Kismet Opera e con il Centro di Documentazione e Cultura delle Donne di Bari. Attualmente, la sua vita si divide tra Belgrado e Beirut.

Martina Corgnati

Meret Oppenheim

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