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ARTE

La copertina di LiberAzioni festival - Davide Saraceno, 2017

La copertina del LiberAzioni festival

Davide Saraceno ha creato l'immagine guida della manifestazione

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 18-09-2017

Officine Caos - Casa di Quartiere Vallette, piazza Montale
Torino, Piemonte, Italia

2017 | 7 - 9 settembre

Un progetto ponte

A Davide Saraceno la richiesta di creare l'immagine rappresentativa del LiberAzioni festival, è partita dai due curatori Valentina Noya e Vittorio Sclaverani, che hanno chiesto all'autore di ragionare su un  tema complicato e delicato:il rapporto tra carcere e realtà libera. Formulata così potrebbe risultare una richiesta aperta a molteplici interpretazioni. La questione è, però, più specifica e complessa. Da circa un decennio in Italia, si è intensificato il dialogo su una pratica portata avanti da molte direzioni delle carceri italiane e incoraggiata dal Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria (DAP). Le molte attività culturali che sono state avviate prendono il nome di Progetti Ponte. Questa definizione sottolinea la principale finalità di corsi, mostre, spettacoli e altri eventi che vogliono creare un momento di condivisione tra un gruppo di detenuti e un gruppo di cittadini liberi. Nella realtà si traducono in corsi di formazione con studenti misti, detenuti e non, spettacoli allestiti con detenuti e studenti di scuole superiori esterne, pubblico esterno a spettacoli teatrali con attori detenuti. Il genere di attività è lasciata all'intraprendenza e alle risorse degli enti territoriali e delle organizzazioni impegnate sul singolo istituto.

La copertina

Davide Saraceno si è impegnato, quindi, a creare una immagine rappresentativa del concetto di progetto ponte e, nel caso specifico, della prima edizione del LiberAzioni festival. Una prima decisione è stata quella di consultare altri lavori ed evitare standard rappresentativi della detenzione. La sfida ha comportato unire il concetto universale con la particolarità del quartiere Vallette Torino, con il quale il carcere deve iniziare a dialogare, visto che si trova proprio ai confini dell'insediamento abitativo. L'autore si è concentrato su pochi, ma centrali, elementi: il quartiere, i giovani, il carcere, l'incontro fra i due mondi, la creatività. Lascio descrivere il messaggio all'autore:

"L'illustrazione è costruita su una metafora molto diretta e accessibile, la sala colloqui della casa circondariale, "affacciata" sul mondo dei liberi. Le dita dei due personaggi sono saluto, contatto e al tempo stesso scrittura della propria storia: un gesto apparentemente bizzarro che racchiude protagonismo e altruismo."

Non conoscevo Davide Saraceno. Prima di dialogare con lui, infatti, ho avuto modo di conoscere il suo lavoro e in particolare l'illustrazione che l'autore ha creato per il LiberAzioni festival. Una immagine talmente efficace, nel sintetizzare la mission del festival, e talmente originale da aver quasi subito creato un proprio mito. Le dita dei due personaggi, (padre e figlia?) che si toccano hanno riportato alla mente degli spettatori pattern storici della comunicazione visiva quali la creazione di Adamo dipinta da Michelangelo, sulla volta della cappella Sistina a Roma, e il contatto alieno del simpatico ET di Spielberg. Come tutte le immagini fortemente simboliche anche quella di Davide Saraceno ha fatto centro e rivela una grande dote di comunicatore.

L'illustrazione di Saraceno utilizza importanti meccanismi percettivi che catturano lo sguardo dello spettatore e gli impongono una riflessione. La figura speculare e simmetrica. Il sapiente contrasto di complementari blu e arancione. Il formato aureo dei due rettangoli. La scelta compositiva a x che mette in comunicazione i due ambienti fuori e dentro, con il centro coincidente con il punto di contatto delle due dita. Un robusto insieme di espedienti classici di equilibrio e tensioni già utilizzato dai grandi disegnatori del Rinascimento. Il messaggio dell'immagine ripreso, a livello simbolico nella ben articolata geometria compositiva. Tutti particolari apprezzati da un occhio esperto e dallo sguardo distratto del passante. Visto che ci sono scomodo anche il mio vate mediatico Umberto Eco la cui formula per stabilire il valore di un'opera era la sua capacità di comunicare efficacemente a più livelli di lettura. Da quella emotiva e superficiale a quella linguistica e semiotica. Simpatica anche la scelta del flat design e il taglio un po vintage che sdrammatizzano l'argomento e caricano la situazione di speranza.

L'autore si presenta:

Davide Saraceno è un illustratore/designer con base a Torino, impegnato su progetti di motion, pubblicità, editoria e digital, per lo più improntati all’illustrazione.

Nel 2000 ha cominciato a costruirsi una carriera da autodidatta nella cosiddetta "industria creativa” e dal 2007 ha lavorato come art director senior in Mutado (Milano).

Dopo anni di progetti coinvolgenti, nel 2013 è tornato freelance per concentrarsi su illustrazione, character design e storytelling per immagini.

Il sito di Davide Saraceno

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