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ARTE

Beato Angelico, Deposizione dalla croce, 1430

Beato Angelico, Deposizione dalla croce. Analisi e Interpretazione

Marco Rabino

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 24-02-2017

Convento di San Marco
Firenze, Toscana, Italia

1430

Descrizione e composizione della Deposizione di Beato Angelico

La struttura dell'opera, rispetto al suo centro di interesse, è piramidale e la scena principale è posta al centro della composizione. La base di questa piramide cilindrica è rappresentata da una linea che parte dalle due figure di dolenti inginocchiate e vestite con un panneggio rosso. La figura geometrica prosegue in alto verso la sommità della cuspide toccando la croce con Cristo che viene calato a terra, sorretto, la croce e la figura di Nicodemo e San Giovanni, contrapposte, che accolgono il corpo di Cristo. L'immagine di Cristo è costruita e dipinta trasversalmente rispetto al triangolo. Posto sulla sinistra si trova un gruppo di donne mentre a destra vediamo un gruppo di uomini che assistono, secondo quanto indica la tradizione medievale, alla Deposizione. In alto a sinistra si intravvede la città di Gerusalemme, rappresentata come una “città ideale”, costruita attraverso alcuni volumi che si vedono sovrapposti a formare un gioco di figure fantastico e complesso. La natura è descritta con particolare attenzione e interesse. Il pendio collinare sulla destra del paesaggio dello sfondo, e le erbe primaverili, di molte varietà, dipinte in modo particolareggiato sul terreno ai piedi della croce.

Il Colore

I colori appaiono molto forti e vividi quasi trasparenti, caratteristica che Beato Angelo eredita dalla pittura medievale. Anche l'uso di una uguale l’intensità coloristica sia per il primo piano sia per lo sfondo è tipico di una pittura che non ha ancora acquisito le regole della prospettiva aerea. Questo uso del colore, più simbolico che descrittivo, assegna alle opere del Beato Angelico un valore poetico a scapito della narrazione.

Lo Stile

La descrizione dello spazio è costruita attraverso l'utilizzo di una corretta prospettiva e giuste proporzioni figurative. I volumi e le forme sono appena accennati e il rilievo alle figure risulta poco sviluppato come spesso si può osservare nei dipinti di Beato Angelico.

Iconografia della deposizione di Cristo dalla croce

Secondo la dottrina cristiana la deposizione di Cristo è l'ultimo momento della sua passione, in seguito alla morte per crocifissione, come narrata nei Vangeli. In particolare nella deposizione viene rappresentata la rimozione del corpo dalla croce, per la sepoltura.

Se vogliamo interpretare l'immagine in senso laico possiamo descriverla come la rimozione del corpo di un condannato a morte in seguito alla sua avvenuta condanna per crocifissione.

Durante i secoli questo evento fu rappresentato con modalità diverse. Si possono, comunque, riscontrare elementi in comune ad ogni rappresentazione. Storicamente, la rappresentazione della deposizione di Cristo, alcuni autori, la fanno risalire ad una miniatura del Codex Egberti datato ca. 980 e conservato presso la Stadtbibliothek a Treviri. In questa illustrazione possiamo osservare solo le immagini di Giuseppe d'Arimatea e di Nicodemo, che prelevano il corpo di Cristo morto dalla croce. Dal sec. XI, dopo l'anno mille, vengono aggiunti i personaggi della Vergine, le pie donne e San Giovanni Evangelista. Un esempio di questa versione iconografica sono i bassorilievi di Benedetto Antelami datati intorno al 1178 che si trovano nel duomo di Parma e alcune deposizioni lignee che si trovano a Tivoli e a Volterra del XIII secolo. Nel primo e nel secondo Rinascimento l'iconografia della deposizione si articola compositivamente con l'aggiunta di altre figure come quella della Maddalena esempi di deposizioni considerate dagli storici di alto valore sono le opere di Beato Angelico del 1430 che si può ammirare nel convento di S. Marco a Firenze, Bronzino, Michelangelo, Raffaello, Caravaggio, Rosso Fiorentino, Rubens, Jusepe de Ribera Rembrandt, Delacroix.

La storia della Deposizione di Cristo dalla croce del Beato Angelico

Gli autori della deposizione dalla croce, pala d'altare realizzata a tempera su tavola, sono Beato Angelico e Lorenzo Monaco. Gli anni di realizzazione sono quelli che vanno dal 1432 il 1434. La pala d'altare fu commissionata da Palla Strozzi e destinata alla Cappella Strozzi nella sacrestia di Santa Trinita. Nella raffigurazione il personaggio che porta un copricapo di colore nero mentre un familiare degli Strozzi è ritenuto il giovane col berretto rosso dipinto all'estrema destra delle figure centrali.

Vita del Beato Angelico

Giovanni da Fiesole (1395 circa-1455) è soprannominato il Beato Angelico per via della sua beatificazione avvenuta nel 1984. Il soprannome di Beato gli fu attribuito immediatamente dopo la sua morte grazie al senso di religiosità che emanava da tutte le sue opere e per le sue doti di umanità e umiltà. Beato Angelico iniziò fin da giovane a lavorare nella bottega di Lorenzo Monaco, pittore e miniaturista. Accanto all'artista il giovane Beato Angelico si avvicina alle innovazioni dell’arte rinascimentale come la nuova concezione prospettica dello spazio e una resa più consistente dei volumi. Nel 1421 Beato Angelico affronta la sua conversione ed entra nel convento domenicano di Fiesole, avvia il suo percorso di studi di teologia e viene consacrato sacerdote. Nel 1427 gli viene assegnata una nuova sede e si trasferisce nel convento di San Marco a Firenze. A Beato Angelico viene assegnato l'incarico di affrescare le celle dei monaci residenti nel convento. La sua interpretazione del vangelo è semplice e cerca di esprimere con chiarezza il messaggio evangelico per fornire ai monaci la possibilità di trarre dai suoi dipinti occasioni per meditare. Con il tempo la sua capacità di tradurre in immagini la i precetti religiosi e le storie del vangelo si diffonde e Beato Angelico riceve molte commissioni. Per far fronte alle richieste provenienti da molte chiese della Toscana Beato Angelico organizza all'interno del convento di San Marco una bottega nella quale vengono impiegati aiutanti laici e frati. Nel laboratorio organizzato nel convento vengono realizzate molte pale d’altare destinate alle chiese del territorio. Una di queste è proprio la Deposizione del 1430. Beato Angelico, convenzionalmente, dagli storici dell'arte è alcune considerato un esponente rappresentativo che testimonia il passaggio tra lo stile medievale e quello rinascimentale. Nelle sue opere, affreschi e dipinti su tavola, Beato Angelico utilizza sfondi dorati e un cromatismo trasparente e molto acceso, caratteristiche della pittura medioevale. Di nuova concezione è la resa prospettica, l'uso di una solida prospettiva, la modellazione di volumi più maturi e l'attenzione alle proporzioni delle figure.

Scheda tecnica

Beato Angelico
Deposizione dalla croce
1432 - 1434
tempera su tavola,
176 x 185 cm.
Museo Nazionale di San Marco, Convento di San Marco,Firenze,Italia

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