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Urla nel silenzio - Disegno di Giacinto Ferrero su carta riciclata

PRISON CULTURE - Gli speciali

Urla nel silenzio - Disegno di Giacinto Ferrero su carta riciclata

Il ruolo politico e sociale delle organizzazioni che operano per il carcere

Cooperative e associazioni, cultura, formazione e pratica lavorativa sono esempio di un attivo impegno nella vita dello Stato

Di Chiara Castiglioni e Marco Rabino

Pubblicato il: 20-10-2017


2017 | 16 ottobre

Viviamo in tempi di scarsa partecipazione civile e la voce dei cittadini si affievolisce, ogni giorno di più. Si tratta forse di irresponsabilità, dovuta alla delusione dei molti che vedono nelle difficoltà quotidiane l'impossibilità di avere una parte attiva nella gestione dello Stato. Forse la cultura è profondamente cambiata e la globalizzazione ha disintegrato il senso di comunità territoriale, che porta invece alla cura e alla gestione del territorio, del quartiere.

Non invidio il politico. Quel politico virtuoso che porta avanti la sua attività con l'intenzione di governare un popolo, di qualunque orientamento siano le sue idee. Non quel politico che scala la gerarchia del potere per costruirsi vantaggi personali. In realtà non lo chiamerei politico ma usurpatore del mandato popolare. Il popolo si lamenta, certo come sempre, piove e la colpa è del governo che, come sempre, ruba.

Mettiamo pure che il Governo rubi, come urla il popolo quando è arrabbiato in piazza brandendo i forconi. Ma al pensionato che si lamenta sul tram o al ragazzo che lancia veleni sociali dal suo canale youtube mi verrebbe voglia di chiedere: e tu cosa fai per la tua comunità, per proteggere lo stato sociale?

La politica ha il ruolo di scrivere le regole della convivenza pacifica, garantire i servizi e rispondere ai bisogni. Soprattutto ha il dovere di ascoltare i cittadini. Ma se i cittadini non parlano e si limitano a lamentarsi inesorabilmente, e indiscriminatamente? Quale politico presta attenzione ad un popolo che urla, insulta, minaccia. Allora facciamo la rivoluzione, poi però perdiamo tutte le comodità che ancora ci restano e spengono internet e i telefonini. Non c'è nulla da fare, tanto fanno sempre quello che vogliono, tutti, e continuano a rubare.

E invece da fare, qualcosa c'è. E lo fanno in tanti, forse non sono così visibili all'opinione pubblica. Le molte organizzazioni italiane che operano nelle carceri, nelle scuole, in città per portare cultura, arte, e formazione, fanno pratica sociale e si occupano delle comunità. In qualche modo contribuiscono al governo del territorio. Sicuramente fanno sentire la propria voce al politico che deve tener conto di queste attività, deve sostenere organizzazioni che operano verso il cittadino in modo capillare.

Portare la filosofia nelle carceri è una pratica politica, organizzare laboratori e spettacoli teatrali dentro è un'azione di contenimento della recidiva, fare arte è una pratica di salute sociale, formare ad un mestiere è uno strumento di legalità. Questo vorrei ricordarlo a tutti gli operatori che lottano ogni giorno con la mancanza di fondi e di spazi. Registi, autori, artisti, formatori, scrittori, insegnanti, il vostro lavoro è una barriera contro la barbarie, lo scontro sociale e, di sicuro, la vittoria dei pochi sui tanti.

Torno, quindi, al pensionato che invece di continuare a lamentarsi sul tram (anche perchè no?) va anche a far volontariato nel parco o nella scuola del quartiere e al ragazzo che lancia le sue denuncie dalla rete e, poi, si occupa di allenare i ragazzini della zona. Questa, mi pare, sia una partecipazione alla vita dello Stato e Governo dal basso, che deve essere sostenuta e incentivata dal politico. E dopo andiamo tutti insieme a sentire cosa ci dice dal palco e portiamoci qualche trombetta, se è il caso, se no lo applaudiamo e lo votiamo.

Marco Rabino


 

Chiara Castiglioni - Filosofia DentroSpesso, in questi "tempi bui per l'umanità" la tendenza dominante è il disincanto e la lamentazione rispetto alla cattiva politica e a tutto ciò che non funziona e soffoca la nostra esistenza. 

Si ha la sensazione di non riuscire più a incidere sul reale né attraverso la politica né attraverso le relazioni sociali dominate perlopiù da dinamiche di tipo utilitaristico e così ci si ripiega in posizioni di vittimismo e passività.

Non parlo in astratto o di altri, perché conosco il disincanto e lo vivo quotidianamente sulla mia pelle e forse proprio se si ama la politica, nel senso sano della parola di cura del bene comune e partecipazione, non si può non attraversare questo senso di impotenza diffuso in prima persona e con grande angoscia.

Ma la differenza sta proprio, secondo me, nella capacità di Resistere, nonostante tutto. E forse proprio partendo dal proprio smarrimento esistenziale che può diventare risorsa,  ci si accorge che ”qualcosa da fare c’è” - come tu scrivi – e che non è poco. 

E’ con questo spirito che ho sempre lavorato nel sociale e che ho ideato e conduco oggi il progetto “Filosofia come cura di sé. Dialoghi dal carcere” nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino (narrato nel mio nuovo libro “Filosofia dentro” di cui hai fatto di recente una bellissima recensione proprio qui su Detenzioni), consapevole che se da un lato nell’immediato una Rivoluzione globale è impraticabile, dall’altro lato tante piccole “rivoluzioni” dal basso sono possibili e potenti... E proprio a partire da ciascuno di noi e dalle reti umane che siamo in grado di attivare e “rianimare”. 

E la Filosofia è uno strumento straordinario in questo senso, come mi sta mostrando la preziosa esperienza che sto vivendo in carcere. La filosofia è, come tu scrivi, “pratica politica e sociale” in diversi sensi: perché sviluppa pensiero critico e innesca processi di autonomia e consapevolezza; perché attraverso la riflessione sulla condizione umana di finitudine ci riporta alle radici di una comune e fondamentale uguaglianza rispetto alla Vita (di fronte alla “malattia mortale” che per Kierkegaard è l’esistenza stessa di ciascuno di noi, svanisce ogni differenza sociale), diventando così potente strumento di uguaglianza e di difesa della dignità umana e dei diritti umani; perché è per costituzione pratica di espressione e libertà; infine perché costruisce “comunità” e legame sociale attraverso il dialogo e il confronto tra diverse visioni del mondo.  

Come ci ricorda Giuseppe Ferraro, docente di filosofia morale, nel bellissimo testo “Filosofia fuori le mura”: “La Filosofia è l’unica espressione di sapere che porta un sentimento nella sua denominazione. ‘Filia’. E’ la manifestazione di legame. Un legame che fa luce. Della natura dell’umano. La filia è generativa …è sapersi legare..fare sapere insieme…la Filosofia sa di un legame come del sentimento più importante: il sentimento del mondo e della vita”.

Forse solo riscoprendo questo profondo sentimento di legame con la vita e con gli altri essere umani oggi è possibile innescare processi di rigenerazione autentica della Politica.

Chiara Castiglioni - Consulente filosofico-Dr.ssa di ricerca in filosofia e Presidente di Infiniti Mondi Onlus

Chiara Castiglioni, consulente filosofico e dr.ssa di ricerca in filosofia, presidente Infiniti Mondi Onlus -  Chiara Castiglioni, nata a Torino nel 1970, è laureata in Filosofia all’Università di Torino e ha conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università di Trieste. Nel 2012 ha pubblicato il libro "Tra estraneità e riconoscimento. Il sé e l’altro in Paul Ricoeur" (Mimesis). Nel 2015 ha conseguito il master in consulenza filosofica dell’Università di Venezia e ha cominciato la sua attività di consulente filosofico in carcere, in altri contesti e come libera professionista. Nel 2017 pubblica il suo secondo libro "Filosofia dentro. Pratica e consulenza filosofica in carcere. Metodi e esperienze" (Mursia). Cultore della materia in sociologia, ha conseguito un master in cooperazione internazionale (Unesco) e ha lavorato per diverse organizzazioni nell’ambito dell’intercultura e della formazione. È presidente di Infiniti Mondi Onlus, socia SFI (Società Filosofica Italiana) e di Aim Confil (Associazione italiana dei consulenti filosofici).

Chiara Castiglioni - Filosofia dentro, MursiaFILOSOFIA DENTRO. Pratica e consulenza filosofica in carcere. Con una premessa teorica e una parte pratica che racconta i laboratori di Chiara Castiglioni nelle carceri torinesi.

Il Sito di Chiara Castiglioni

 

 

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