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Rugby Terni

PRISON CULTURE - Gli speciali

Rugby Terni

Il rugby dietro le sbarre. Lo sport etico che offre un vero modello di riabilitazione

Marco Rabino

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 14-04-2015

Carceri nazionali
Italia

2015 | 14 aprile

"C'è umanità, dolore, coraggio. E c'è voglia di stare alle regole."

dalla presentazione del libro di Antonio Falda "Per la libertà. Il rugby oltre le sbarre".

Il rugby in carcere è da tempo una realtà, soprattutto in nazioni come il Regno Unito e gli USA, realtà detentive che hanno imparato che lo sport, non solo in carcere, è un potente strumento di formazione e di rieducazione in contesti nei quali occorre intervenire su personalità a rischio. In Italia il Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria (DAP) se n'è accorto e la dirigenza sta favorendo la nascita di progetti che, attraverso vari protocolli d'intesa, favoriscono la formazione di squadre e gruppi all'interno delle carceri italiane.

Il rugby, vuoi perché scarsamente diffuso in Italia, vuoi perché non si presta a singoli trionfalismi ed esaltazione del singolo giocatore, parte con un po di ritardo nelle proposte sportive all'interno degli istituti di pena per adulti e minori.

Per fortuna è arrivato Antonio Falda, scrittore e autore sardo, che con il suo libro,"Per la libertà. Il rugby oltre le sbarre", ha raccontato all'Italia la realtà del rugby giocato sui campi penitenziari. Antonio Falda, spinto da una passione umana e sociale, ha preso a viaggiare e si è recato personalmente all'interno delle carceri per incontrare i protagonisti di questo umanesimo sportivo. Sono stati otto gli istituti che Antonio Falda ha raccontato: il carcere minorile di Nisida, e gli istituti di Terni, Torino, Monza, Frosinone, Porto Azzurro, Bollate e Firenze, nei quali il rugby è presente da qualche anno o ha fatto la sua comparsa recentemente.

Per raccontare il rugby in carcere non basta ovviamente il libro di Falda perché, si spera, che in seguito la storia continui e abbia un futuro glorioso. "Per la libertà. Il rugby oltre le sbarre" è, però, il primo testo che ha saputo creare un totale consenso mediatico intorno all'argomento anche grazie alla disponibilità dell'autore a raggiungere molte località italiane per presentare il suo libro e alla sua generosità nell'offrirlo come esempio di azione sociale tra ambienti non canonici alla promozione della editoria di questo tipo quali le stesse carceri e le scuole.

Il Rugby, come il teatro e altre attività di espressione collettiva, sono la giusta risposta per arginare comportamenti devianti attraverso la forte componente socializzante.

Ed ecco giustificato l'entusiasmo di Antonio Falda quando dichiara che il fatto che lo inorgoglisce di più è il cortocircuito che ha creato il suo testo: da libro di mappatura, rispetto alle carceri che praticano il rugby, è diventato strumento di diffusione favorito dalla passione con la quale l'autore ha scritto il libro. 

 

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A differenza del calcio, che si presta a facili trionfalismi e a discutibili esaltazioni del singolo giocatore, il rugby è un gioco nel quale il gruppo è un assoluto protagonista e l'impegno del singolo contribuisce direttamente al successo della squadra.


"Per la libertà. Il rugby oltre le sbarre" è molto più che una raccolta di interviste. Le testimonianze che Antonio Falda ha raccolto rivelano, in realtà, quale sia il significato di libertà per una persona che ne è priva.