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DOCUMENTARI

Ombre della Sera, il documentario, opera prima, della regista teatrale Valentina Esposito

Il difficile ritorno dopo un lungo viaggio dietro le sbarre

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 30-09-2017


2017 | 30 settembre

Valentina Esposito ha deciso di esordire nella regia raccontando la prigione. O meglio, la detenzione vissuta all'esterno, in misura alternativa, e la prigione passata di ex detenuti. Detenuti che tornano agli affetti e si lasciano alle spalle le ombre di un passato criminale e di recidive. Sono mariti, padri, nonni che devono ricostruire i rapporti familiari congelati al momento della detenzione. Bello l'inizio, con un incipit intenso e delicato che mi ricorda la prima scena, profetica, nel Basquiat di Julian Schnabel e dichiara poeticamente la fonte di ispirazione del titolo. I cinque protagonisti, recitano con i gesti e gli sguardi di chi ha realmente vissuto l'esperienza di vita. Loro sono stati davvero "Ragazzi di vita", che vivevano dentro quelle baracche di legno, delle periferie romane, raccontate da Pier Paolo Pasolini nelle sue opere. Chi, invece, esce per iniziare un percorso di comunità trova un groviglio di relazioni, regolate da una rigida routine giornaliera. Fuori, come dentro, rimangono profondamente segnati, ossessionati dalle ombre del passato che si allungano fino al loro presente. Nel vedere certe scene di smarrimento del protagonista, perso in una città ormai sconosciuta, viene da pensare con tenerezza al Totò di Dov'è la libertà? Film di Rossellini del 1952 che racconta con ironia e poesia il dramma dello scollamento dal presente che determina una lunga detenzione.

"Ombre della Sera" è una produzione Simonfilm e Lupin Film ed è stato patrocinato dal Ministero della Giustizia, dal Consiglio Regionale del Lazio, segno di un interesse sempre alto delle istituzioni del territorio verso temi sociali quali il reinserimento e l'inclusione post detenzione. Sono arrivati anche il riconoscimento del Mibact Direzione Cinema e il sostegno del Fondo Cinema e Audiovisivo della Regione Lazio per completare un incoraggiameno istituzionale che dal punto di vista culturale e non solo politico amministrativo. Il sostegno delle istituzioni responsabili della cultura ad opere sociali e pacificanti come "Ombre della sera" è insostituibile perchè oltre all'innegabile base economica che possono erogare, è importante dare un segnale all'opinione pubblica rispetto al valore effettivo che possiede un'opera audiovisiva distribuita sul territorio.

Purtroppo i palinsesti televisivi sono lontani dalla tv di Umberto Eco e Gianni Vattimo, ai programmi educativi del maestro Manzi che hanno alfabetizzato gli italiani. L'alfabetizzazione di base si è compiuta, (davvero?), adesso occorre realizzare un'alfabetizzazione sociale e civile, rivolta a formare un insieme di valori umanitari e di legalità. "Ombre della Sera" di Valentina Esposito, come altri documentari che esordienti e autori più esperti, hanno realizzato, dovrebbero essere obbligatoriamente inserito nei palinsesti televisivi, almeno quelli nazionali, ma non dopo mezzanotte o in seconda serata. Il fatto che non avvenga, e le relative limitazioni motivate dall'audience, sono scuse per creare una tv populista e allontanare il cittadino dalla vita dello Stato, creare generazioni di irresponsabili sociali che, oltre a non voler guardare, e affrontare, i problemi della propria comunità, non riescono nemmeno a concepirli. L'opera di Valentina Esposito fa aprire gli occhi raccontando ed emozionando, presupposti indispensabili di ogni efficace insegnamento.

"Ombre della sera" dovrebbe essere, obbligatoriamente, visto nelle scuole dove esiste una materia trasversale, che può essere affrontata in ogni disciplina, che è cittadinanza e costituzione. Ecco un buon modo per investire nella società e nell'istruzione. Dare le risorse necessarie agli autori per produrre le proprie opere e presentarle agli studenti attraverso progetti scolastici finanziati dalle istituzioni. I problemi sociali ci sono, sono molti, vanno considerati, analizzati e affrontati. Cominciamo ad insegnare ai ragazzi questa buona pratica civile e riprendiamoci la gestione, morale e civile del territorio. La pratica del "ci pensa la politica a risolvere i problemi e tu non preoccuparti e stai tranquillo a guardare la partita" ha portato ad un allontanamento del cittadino dalla vita sociali, disaffezione alla vita politica e frustrazione.

Nel film troviamo anche Pippo Delbono, regista dalla grande sensibilità sociale, che partecipa in tono amichevole e, con la sua presenza, testimonia il valore della produzione. Al centro del lavoro vi è il percorso di riabilitazione che compie un detenuto per tornare libero e integrato nel tessuto sociale. Si tratta di un riciclo umano, nel senso più nobile del termine. Siamo in un'epoca molto conflittuale e terribilmente complicata dal punto delle dinamiche sociali di massa e la ricaduta che ogni nostra azione ha sulla realtà, se sincronizzata ad altre simili, in rete, può essere di grande impatto ed efficacia. Mentre, in campo di tutela ambientale si auspica il riciclo dei materiali, dobbiamo favorire, in campo sociale, il riciclo delle esperienze. L'insegnamento più efficace giunge dalle vite difficili e drammatiche come quelle di una persona che è incorsa nella detenzione. I protagonisti del docu film di Valentina Esposito sono detenuti in misura alternativa e ex detenuti attori del carcere di Roma Rebibbia che oggi recitano insieme nella Compagnia Fort Apache. Si mostrano alla telecamere, si raccontano, insieme alle loro famiglie, e descrivono i passaggi umani che hanno attraversato durante il percorso di restituzione. Valentina Esposito considera il suo lavoro un film sul ritorno, ai propri affetti, alla propria casa dopo anni di separazione fisica ed emotiva. É un documentario che si muove tra passato e presente per raccontare l'Odissea di questi umili Ulisse che, come per l'eroe di Omero, i venti del destino hanno allontanato da casa costringendoli ad un lungo viaggio di riscoperta e di redenzione prima di approdare, tutti insieme, sulle ostiensi coste sabbiose di quella patria ruvida e cruda dove il Profeta laico, che per primo li cantò, trovo la morte.

"Ombre della sera" ha raccolto e sta raccogliendo consensi e riconoscimenti. É stato candidato ai Nastri D'argento 2017 per la sezione Docu-Film, ha ottenuto la Menzione Speciale al Bafici Film Festival di Buenos Aires e ha partecipato al Sofia International Film Festival (Fuori Concorso), al RIFF - Rome Independent Film Festival e al Cairo International Women Film Festival. Valentina Esposito ha presentato il suo lavoro alla Commissione Diritti Umani del Senato della Repubblica.

Valentina Esposito è una regista teatrale che opera nel carcere di Roma Rebibbia. Dal 2004 dirige una compagnia di detenuti attori. Durante le riprese del film “Cesare deve Morire”, film diretto da Paolo e Vittorio Taviani, tra il 2011 e il 2012, è stata responsabile organizzativo dela componente teatrale.

Il tour di presentazione del docu-film "Ombre della Sera" pevede proiezioni in sale indipendenti, sedi associative, Università e carceri.

Segui le date di proiezione sul sito ufficiale del film

In calendario:

Genova il 2 ottobre 2017, Cineclub Nickelodeon

Firenze il 6 ottobre 2017, Cinema Cinecittà

Ancona il 9 ottobre 2017, Cinema Italia

Cagliari l'11 ottobre 2017, Cinema Alkestis

Torino il 12 ottobre 2017, ore 17, Aula Magna, Campus Luigi Einaudi Lungo Dora Siena 100/A

Bergamo il 17 ottobre, Cinema San Marco

Livorno il 19 novembre, Cinema Grattacielo

"Ombra della sera", la statuetta citata nel film, è una piccola scultura votiva etrusca ritrovata a Volterra, la Velathri dell'epoca realizzata circa 2.300 anni fa (III sec. a.C.). Si hanno notizia certe della sua appartenenza alla famiglia Buonarroti nel 1737 grazie allo studioso fiorentino Anton Francesco Gori. Si trova ora al museo Guarnacci che porta il nome del nobile prelato che la custodì, donandola con tutta la sua collezione, alla città di Volterra. Fu, forse, Gabriele D'Annunzio a darne il nome di "Ombra della sera", a causa della forma allungata che ricorda quelle delle ombre al tramonto. Le stesse caratteristiche stilistiche si ritrovano nelle statue dell'artista svizzero Alberto Giacometti.

Ombre della Sera Regia di Valentina Esposito. Con Alessandro Bernardini, Matteo Cateni, Pippo Delbono, Romolo Napolitano, Giancarlo Porcacchia, Sandro Verzili Documentario, durata 90 min. - Italia 2016.

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