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DOCUMENTARI

Fratelli e sorelle - Regia di Barbara Cupisti

Fratelli e sorelle

Regia di Barbara Cupisti

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 07-06-2012


2012

Fratelli e sorelle è un documentario diretto da Barbara Cupisti e andato in onda per la prima volta su RAI 3 in due puntate lunedì 28 maggio e lunedì 4 giugno 2012.

Le immagini non sono commentate da una voce narrante ma sono le parole dei protagonisti che raccontano l'emergenza delle carceri di oggi. Detenuti, familiari, agenti di polizia penitenziaria e direttori.

Il sistema penitenziario è in profonda crisi che nasce dal modo in cui oggi si utilizza l'Istituto di pena. Tossicodipendenza, immigrazione clandestina, spaccio, malattia mentale, il carcere è diventato un luogo di ripiego dove tenere nasconste alla società libera le emergenze sociali.

Il progetto "Fratelli e sorelle" è stato voluto anche dal Presidente di RAI cinema Franco Scaglia. Anche Lorenza Lei, Presidente della RAI commenta soddisfatta che gli alti indici di ascolto della trasmissione rivelano l'interesse che l'opinione pubblica comincia a maturare verso tematiche sociali molto complesse e urgenti.

Nella prima parte, di 50 minuti, viene trattato il problema del sovraffollamento delle carceri che genera tensioni tra la popolazione detenuta e complica fortemente la gestione da parte del personale di sorveglianza.

Anche le tossicodipendenze ospitate in prima istanza in carcere, prima di approdare alle comunità, sono fattori di difficile integrazione vista l'inadeguatezza della struttura carceraria a trattare tali problematiche.

Il direttore del carcere di Trieste, Enrico Sbriglia, sottolinea come per reati legati a piccoli furti un detenuti possa sommare un mese di detenzione che costa al contribuente fino a 6000 euro. Se la pena per il furto di un pezzo di formaggio passa a 6 mesi il costo arriva a 36.000 euro.

Fratelli e sorelle è stato girato nelle carceri di: Torino, Milano, Padova, Trieste, Trento, Roma - Rebibbia, Napoli - Poggioreale, Secondigliano, Pozzuoli e Terni.

Il video vuole andare oltre le inevitabili cifre e raccontare l'umanità sofferente che soggiorna all'interno degli Istituti. Soprattutto le madri ed i bambini che fino al terzo anno di età vivono in reclusione e dopo subiscono il dramma della separazione dalla madre.

Nella seconda parte parla Pietro Buffa il direttore della Casa Circondariale di Torino e ammette che occorre avere pudore nel parlare di carcere perchè il vero soggetto del discorso è la sofferenza che ogni direttore amministra all'interno del proprio Istituto.

L'ultima parte del filmato è dedicata ai tentativi di attuazione della normativa che obbliga a concepire la detenzione come rieducazione e reinserimento della persona detenuta. La riabilitaione passa attraverso la scuola, il lavoro e la presa si coscienza del proprio posto in società. il lavoro è una chimera, tranne qualche rare eccellenze, e coloro che riescono ad ottenere un titolo di studio, una volta usciti trovano un ambiente difficile se non ostile e spesso la recidiva in detenzione è inevitabile.

 

Una produzione Clippermedia con la collaborazione di Raicinema e Raiteche
Soggetto e sceneggiatura di Barbara Cupisti
con la collaborazione di Patrizia Todaro
Montaggio di Erika Manoni
Fotografia di Sandro Bartolozzi
Organizzazione Natascia Palmieri
Suono in presa diretta Stefano Civitenga

 

Guarda il documentario sul sito RAI

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