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Presa diretta - Le carceri della Norvegia - Bastoy - Carlo Iacona RAI, 2016

Presa diretta - Le carceri della Norvegia - Bastoy

Carlo Iacona RAI

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 19-02-2016


Bastoy, Outer Oslofjord, Norvegia

2016 | 14 febbraio

Un servizio sulle carceri norvegesi che garantiscono un trattamento umano e una vera riabilitazione per i detenuti ospitati.

Le carceri norvegesi sono un esempio molto importante per noi perché in Italia si pensa che per combattere la criminalità bisogna gettare i delinquenti in galera e buttare la chiave. La Norvegia dimostra che questa non è la politica giusta se vuoi veramente abbattere il crimine in un paese.

Carcere di Bastoy in Norvegia

"Sono stato 7 anni in carcere sono entrato e uscito diverse volte per tanti anni fino all'età di 30 anni ero uno dei più attivi criminali di Oslo nella vita c'è bisogno di qualcuno che ti dia un po' di aiuto qualcuno che ti dica come stanno veramente le cose può darsi che ce l'avrei fatta lo stesso ma di certo la prigione mi ha costretto a cambiare. Penso che senza l'aiuto che ho ricevuto sia dentro che fuori la prigione adesso sarei ancora in carcere. A me piaceva essere un criminale."

Yhomas Miraf fino a non  molto tempo fa era uno dei quasi 4000 carcerati delle prigioni norvegesi come lui sono tantissimi gli ex detenuti che ce l'hanno fatta.

In Norvegia torna a delinquere solo il 20% dei carcerati da noi, in Italia, è quasi il 70%, ma non è sempre stato così fino a vent'anni fa anche qui in Norvegia la metà dei detenuti tornava a commettere un reato mapoi hanno capito che per cambiare le persone bisognava cambiare l'idea stessa di come pensiamo il carcere e la pena.

Sull'isola di Bastoy settanta km a su di Oslo si arriva solo con un battello. Fa due corse al giorno una al mattino presto per andare una al primo pomeriggio per tornare. Ci vuole un quarto d'ora per attraversare il fiordo. A guidare la barca sono dei detenuti.

Carcere di Bastoy in Norvegia

Fino a quarant'anni fa la chiamavano l'isola del diavolo perchè qui c'era un riformatorio durissimo per ragazzi. Adesso Bastoy, grande due chilometri e mezzo, è un carcere aperto unico al mondo. Per entrare bisogna lasciare all'ingresso documento e il cellulare ma una volta passati i controlli non ci sono ne celle ne luchetti ne porte di ferro.

I detenuti vivono in case in legno sparse nel bosco, non hanno nessuna regola particolare se non quello di presentarsi 4 volte al giorna per farti contattare dalle guardie e restare in casa dalle 11:00 di sera alle 7:00 del mattino. Ma durante il giorno possono fare quello che vogliono lavorare andare in bicicletta, correre, studiare.

Carcere di Bastoy in Norvegia

"Questa è l'aula di informatica idetenuti qui imparano a usare i programmi e i programmi per disegnare col computer. Vi è una stampante tridimensionale con cui possono realizzare i loro progetti. Nella nostra scuola quasi tutti i detenuti o lavorano o studiano e possono dare gli esami dalle elementari fino all'università".

In tutta l'isola ci sono solo 115 detenuti. A Bastoy si viene per scontare l'ultimo pezzo della pena massimo 5 anni. Per essere accettati i prigionieri devono mandare una lettera di richiesta. Fra i carcerati ci sono assassini, stupratori, rapinatori, truffatori la terraferma e la libertà sono ad un soffio da qui solo una lingua di mare di 3 km. Eppure da Bastoy non scappa quasi mai nessuno.

"L'estate scorsa un prigioniero èfuggito usando una vecchia tavola da surf ma l'abbiamo preso subito e ora sta in un carcere di massima sicurezza. Succede molto raramente che qualcuno scappi da qui. L'ultima volta è stato 5 anni fa."

Carcere di Bastoy in Norvegia

Tom Eberart è il direttore di Bastoy su questo foglio è segnato la percentuale dei prigionieri che torna a commettere un reato dopo essere uscita di qui è tra le più basse al mondo solo il 16% ancora meno della media nazionale del paese che al 20%.

"Le cabine telefoniche si possono utilizzare i detenuti normalmente le usano dopo il lavoro e pagano con una carta speciale che abbiamo sull'isola. Nelle carceri di massima sicurezza i telefoni vengono intercettati, in quelle di bassa sicurezza come Bastoy no, Molto raramente. È un principio fondamentale: qui a Bastoy ridare fiducia ai detenuti. Di solito nelle carceri non si fidano di te prendi pochissime decisioni quasi vengo a darti da mangiare col cucchiaio. Invece qui è il contrario quando dai fiducia e responsabilità a una persona aumenta la stima in se stesso questo vale anche per me e per te."

Si fidano così tanto a Bastoy dei loo detenuti che le guardie non portano nemmeno le armi.

"Non ci sono armi in questo carcere penitenziario giriamo solo con questo, un coltellino da lavoro. Abbiamo il compito della sicurezza anche quello di parlare con i carcerati di socializzare con loro e girare armati non aiuterebbe."

Guardie e ladri, insieme, senza distinzione. A Bastoy non riesci nemmeno a capire chi sono i detenuti e chi gli agenti penitenziari.

Carcere di Bastoy in Norvegia

"Ho studiato cucina in carcere, tra poco prenderò il diploma. Io non voglio più essere un delinquente però guardate anche se qui che vado a correre tutti i giorni vado in palestra e lavoro molto bella ma è pur sempre una prigione".

Carcere di Bastoy in Norvegia

Ho 23 anni sono dentro per tentato omicidio qui ora mi occupo delle mucche e della stalla. Non l'avevo mai fatto prima. Mi sento migliore. Qui a Bastoy riesci a sentirti più o meno come una persona normale, non ti chiudono dentro una cella."

Carcere di Bostoy in Norvegia

"Se in Italia coloro che entrano in carcere escono peggiori di prima, allora penso che il vostro sistema carcerario sia strutturato male. A Bastoy pensiamo che l'unica punizione per chi commette un reato deve essere la privazione della libertà e questo è già moltissimo. In molti altri paesi la vendettamè rilevante nel sistema penale. Vendicare un atto criminale non funziona e sono secoli ormai che lo sappiamo in tutto il mondo. Se noi trattiamo senza umanità e senza rispetto i detenuti per punirli di quello che hanno commesso se non li trattiamo come persone, se non insegnamo loro nulla, e li teniamo sotto chiave, allora una volta fuori di qui saranno un rischio per la società." 

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Erlin è un adolescente sospettato di omicidio. Viene spedito sull'isola di Bastøy, in un fiordo norvegese dove si trova una dura colonia penale minorile. Siamo nel 1915 e le autorità non si preoccupano di programmi di rieducazione e i ragazzi sono costretti a subire violenze, umiliazioni e utilizzati come manovalanza gratuita per la manutenzione della colonia.


A Bastøy si può e si deve lavorare e studiare. Essere liberi non significa poltrire. I prigionieri possono dare il loro contributo, retribuito, in cucina, nella serra, con gli animali, nella falegnameria. Possono svolgere attività come giardinieri, meccanici o addetti alle pulizie.


Il fotografo tedesco Espen Eichhöfer è stato nella prigione di Bastøy in Norvegia per raccontare come vivono i poco più di 100 detenuti nella prigione più umana al mondo.