logo

FOTOGRAFIA

Stefania Giannuzzi - Fumne - A mano libera

Fumne - A mano libera

Stefania Giannuzzi

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 17-03-2012


2011

Il servizio fotografico di Stefania Giannuzzi rivela quanto una attività produttiva di tipo manuale sia essenziale all'interno di un contesto detentivo. Nelle foto, realizzate con un occhio complice ed estremamente divertito, si coglie l'empatia di Stefania verso le donne che prtecipano alle attività del gruppo di lavoro.

La natura stessa del laboratorio porta a predisporre un ambiente familiar-laboratoriale, un'oasi di femminilità quasi domestica all'interno della prigione. E' in un clima come questo che si realizza l'effetto terapeutico del lavoro, restituendo la dimensione individuale alla donna, attraverso una giusta valorizzazione delle sue abilità creative.

La gioia complice e un pò adolescenziale, che emerge da alcuni scatti, è sicuramente frutto del momento, ma non sarebbe possibile in un altro ambiente del carcere, dove mura e spazi ricordano impietosamente la condizione di reclusa.

....Così descrive il suo lavoro Stefania Giannuzzi:

Il progetto fotografico "Fumne - A mano libera" prende vita all’interno della Casa Circondariale Lorusso Cutugno di Torino ed è stato realizzato nell’ambito del progetto nazionale ITAca – Storie d’Italia del fotografo Giovanni Marrozzini, che ha viaggiato in camper per l’Italia alla ricerca di storie, persone, realtà italiane per realizzare un quadro sociale e culturale degli Italiani nell’anno del 150° anniversario dell’Unità (per info: www.itaca.me). Durante questo viaggio Marrozzini ha scoperto le storie degli Italiani di oggi e ha dato la possibilità a tutti i partecipanti dei suoi workshop, di prendere parte alla sua opera con un proprio progetto fotografico nello spirito della narrazione, per riconoscere quegli aspetti del territorio e delle persone che meglio descrivono la realtà sociale e la storia della contemporaneità.

Ho scelto quindi di realizzare i miei scatti durante i laboratori mensili che l’associazione culturale Lacasadipinocchio realizza in uno spazio promotore della filosofia eco-sostenibile e dell’autoproduzione di manufatti. Un luogo senza barriere, in cui le persone detenute e le persone libere s’incontrano per dar vita ad una scuola dove le prime, abili nelle loro competenze, trasmettono le loro conoscenze pratiche alle donne libere che vorranno apprendere. (per info: www.lacasadipinocchio.net). L’idea di fotografare questa “scuola al rovescio” è nata perché vorrei diffondere, attraverso la fotografia, la filosofia della "seconda opportunità" sia per le detenute che si rinnovano e possono immaginare concretamente una loro vita, sia per la "doppia vita" dei tessuti.

Un messaggio di speranza, di concretezza e solidarietà sia per le donne che verso l'ambiente, che non è indirizzato solo a chi sta all’interno della prigione ma anche verso un mondo esterno frettoloso, desideroso di riappropriarsi del lavoro artigianale che da anni non viene più tramandato come un tempo.

Guarda le foto di Stefania Giannuzzi

LEGGI ANCHE