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FOTOGRAFIA

Costruire ponti - fotografia di Pasquale Tabacchino

Costruire ponti nel carcere minorile Ferrante Aporti con il fotografo Pasquale Tabacchino

Un progetto fotografico per creare una connessione tra il carcere, il museo e la scuola sul territorio

Di DETENZIONI redazione

Pubblicato il: 07-07-2017


Torino, Piemonte, Italia

2017 | aprile, maggio giugno

Il progetto "Costruire ponti", ideato dal docente e fotografo Pasquale Tabacchino, è incentrato sulle emozioni suscitate dai colori espresse attraverso il linguaggio fotografico, l’uso della tecnologia per realizzare ponti comunicativi e attività creative svolte presso i laboratori dell’istituto per minori Ferrante Aporti di Torino, la scuola Dante Alighieri di Torino e il Dipartimento Educazione della GAM.

Protagonisti del progetto sono i ragazzi dell’istituto penale e quelli della scuola secondaria: attraverso la pratica fotografica, analizzano tematiche emozionali legate al colore. La scelta di questi incontri verte su problematiche adolescenziali in rapporto al rispetto delle regole, la possibilità di riscattare gli eventuali errori attraverso il ruolo fondamentale della cultura, vissuta nell’ottica della necessità e del diritto.

L’iniziativa è stata finalizzata all’educazione e alla ri-educazione, alla crescita culturale e al reinserimento sociale di ragazzi che vivono una momentanea pena detentiva. Questa assume, nell’ottica di molti studenti, non una mera esperienza punitiva ma educativa.

Gli studenti della Dante Alighieri e un gruppo di giovani adolescenti del Ferrante Aporti di Torino hanno interagito per costruire un ponte di collegamento tra il museo, la scuola e il carcere minorile: un impegno pedagogico-educativo finalizzato ad offrire prospettive positive per i giovani detenuti e non, un futuro all’insegna del senso di comunità cui tutti apparteniamo.

Punti di forza del progetto sono: il lavorare su tematiche complesse che fanno parte dell’adolescenza; condividere momenti e materiali, rispettando l’originalità e l’individualità di ogni partecipante, cercando di far emergere le competenze di ognuno; inoltre si intende dimostrare che l’esperienza carceraria può essere vissuta come un percorso educativo che porta, oltre alla comprensione degli errori commessi, alla consapevolezza e alla piena espressione delle potenzialità personali e delle competenze come sancito dall’art. 27 della Costituzione.

Il progetto è stato sviluppato nei mesi di aprile, maggio e giugno 2017.

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