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LETTERATURA

L’uomo è morto - Wole Soyinca

L’uomo è morto

Wole Soyinca

Di Anna Maria Nosotti

Pubblicato il: 14-12-2012


Africa,

1967 - 1969

Nel 1986 lo scrittore nigeriano Wole Soyinca è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura. Eppure, il maggior intellettuale dell’Africa Sub-Sahariana ( è nato infatti in Nigeria nel 1934) ha vissuto anch’egli l’esperienza del carcere.

Scrittore,poeta, drammaturgo, professore universitario, venne incarcerato dal 1967 al 1969 per aver chiesto,in un suo articolo apparso su un giornale del suo paese,il cessate il fuoco durante la guerra civile nigeriana. Dai 22 mesi passati in carcere è nato uno dei suoi migliori romanzi, “L’uomo è morto”.

In questo testo Soyinca ci parla dell’ingiustizia, della libertà,del suo arresto,dei suoi terribili interrogatori,della sua vita da detenuto in cella d’isolamento. L’esperienza fu durissima,ma lo scrittore africano riuscì a farne tesoro, a trasformarla in un’occasione di crescita, morale e intellettuale. Quando finalmente venne scarcerato,continuò a scrivere il romanzo,per testimoniare, con il suo stile secco, meticoloso,quasi spietato, la lotta contro l’ingiustizia e la tirannia.

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