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LETTERATURA

D. Bonhoeffer  Resistenza e resa: Lettere e scritti dal carcere (1943-1945)

Resistenza e resa: Lettere e scritti dal carcere (1943-1945)

D. Bonhoeffer

Di Anna Maria Nosotti

Pubblicato il: 29-03-2013


Berlino, Germania,

1948

Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) è ritenuto uno dei massimi teologi protestanti del XX secolo. Da giovanissimo si avvicinò allo studio della teologia, manifestando sempre un grande interesse per il mondo che lo circondava e opponendosi all'ideologia nazista. Nel 1931 era già uno stimato docente universitario: decise poi di recarsi all'estero, ma rientrò in Germania all'inizio degli anni '40 per unirsi al gruppo della resistenza anti hitleriana. Arrestato dalla Gestapo il 5 aprile 1943, iniziò un calvario nelle varie prigioni del Reich, e durante la prigionia scrisse lettere e testi di teologia, finchè venne ucciso nel lager di Flossemburg, dopo un processo sommario, il 9 aprile 1945, a soli 39 anni.

Resistenza e Resa” raccoglie le lettere ed altri testi scritti da Bonhoeffer nel carcere berlinese di Tegel, dove fu detenuto dall’aprile ’43 all’ottobre ’44, per poi essere trasferito nel carcere sotterraneo della Gestapo in Prinz-Albrecht-Strasse.

Il libro inizia con un prologo: si tratta di pagine scritte in precedenza, nel Natale ’42, nelle quali Bonhoeffer traccia un bilancio degli ultimi dieci anni. Alcune riflessioni appaiono già straordinariamente profonde ed interessanti; l’Autore si delinea come persona che sa compromettersi, agire nella storia con coerenza, accettare anche il pericolo: “Attendere inattivi e restare ottusamente alla finestra non sono atteggiamenti cristiani”. E' qui presente l’accettazione della sofferenza, solo se inevitabile, in piena libertà sulle orme di Cristo.

Le lettere sono poi suddivise in quattro parti: periodo degli interrogatori. Aprile-luglio 1943; In attesa del processo. Agosto 1943-aprile 1944; Sopravvivere fino al colpo di stato. Aprile-luglio 1944; Dopo il fallimento. Luglio 1944-febbraio 1945. Nella lettera del 21 febbraio ’44 Bonhoeffer si chiede dove sia il confine tra la “necessaria resistenza” e la altrettanto necessaria resa al «destino».

Ne deduce che il destino vada affrontato e, se è il caso, ci si debba sottomettere ad esso. “Possiamo parlare di «guida» solo al di là di questo duplice processo; Dio non ci incontra solo nel «tu», ma si «maschera» anche nell’«esso», ed il mio problema in sostanza è come in questo «esso» («destino») possiamo trovare il «tu» o, in altre parole,come dal «destino» nasca effettivamente la «guida».

I limiti tra resistenza e resa non si possono determinare dunque sul piano dei principi; l’una e l’altra devono essere presenti e assunte con decisione. La fede esige questo agire mobile e vivo. “ Solo così possiamo affrontare e rendere feconda la situazione che di volta in volta ci si presenta”.

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