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LETTERATURA

Diario dal carcere - Egon Schiele

Diario dal carcere

Egon Schiele

Di Interno4

Pubblicato il: 25-11-2011


1922

"Finalmente! - Finalmente! - Finalmente! - finalmente un sollievo alla pena! Finalmente carta, matite, pennelli, colori per scrivere, per disegnare. Posso dipingere e così sopportare ciò che altrimenti sarebbe stato insopportabile. Mi sono sottomesso e umiliato per averli, ho chiesto, pregato, mendicato, avrei anche piagnucolato se non ci fosse stato altro modo. Oh, Arte! - Cosa non sopporterei per te!"

L’artista austriaco Egon Schiele fu arrestato nella cittadina di Neulengbach, vicina alla capitale imperiale Vienna, nell’aprile del 1912. Per tre settimane fu detenuto nel carcere della stessa città senza che gli venisse comunicata la ragione dell’arresto: un’accusa di violenza contro un quattordicenne e la presunta pornografia dei suoi lavori.

Le accuse si rivelarono infondate e il rapimento della minorenne montato ad arte. Furono inoltrate da una cerchia di cittadini bigotti che, considerando le immagini dell’artista offensive della loro sensibilità, le definirono “immorali”.

Quattro anni dopo la morte prematura dell’artista, nel 1922, il suo mecenate e storico d’arte Arthur Roessler, pubblicò il diario scritto durante le settimane passate in carcere da Schiele. In realtà sembra che l’artista abbia acceso i toni del racconto, esasperando il senso di angoscia e i patimenti subiti. Nonostante la finzione letteraria, rimane la cronaca di una esperienza profondamente traumatizzante.

Il Diario dal carcere è stato pubblicato in occasione della mostra: "Schiele e il suo Tempo", aperta dal 24 febbraio al 6 giugno, Palazzo Reale, piazza Duomo 12, Milano. L’evento è stato realizzato in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna, promosso dal Comune di Milano, coprodotto e organizzato da Palazzo Reale e Skira editore.

Egon Schiele (1890-1918) è stato uno dei massimi esponenti dell’Espressionismo austriaco. Molto noti sono suoi disegni e dipinti erotici che rappresentano spesso il corpo nudo e la sessualità maschile. Inoltre utilizzava spesso giovani modelle, atteggiandole in pose estremamente erotiche e sensuali. Muore nel 1918, a 28 anni, a causa della febbre spagnola, tre giorni dopo la morte sua compagna incinta del loro figlio.

Articolo su “La Repubblica” di LAURA LARCAN (26 febbraio 2010) - Egon Schiele l'"immorale" il racconto delle sue prigioni

Articolo di Andrea Bedetti – SuperEva - La prigione come catarsi: il caso di Egon Schiele

Scheda del libro





Un documentario RAITRE sulla vita di Egon Schiele

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