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LIBRI

Il terzo Strike. La prigione in America - Elisabetta Grande

Il terzo Strike. La prigione in America

Elisabetta Grande

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 01-03-2012

Sellerio editore

2007

"La proporzione di gente in prigione non è un indice della criminalità e dell'insicurezza di un paese: è solo un indice della politica penale di quel paese" (Adriano Sofri).

Il testo è una approfondita analisi del sistema penitenziario statunitense, ad oggi il modello più seguito da altre nazioni. Riflettendo sul sistema detentivo italiano, Elisabetta Grande, ci racconta il carcere americano, sempre più rivolto a circoscrivere il detenuto all'interno di un recinto, consolidando nell'opinione pubblica un'idea di sicurezza nell'estromissione dalla vita sociale del condannato.

Ne "Il terzo Strike. La prigione in America", l'autrice sottolinea come il sistema statunitense abbia abbandonato l'edea della proporzionalità della pena al reato, della risocializzazione del condannato, e della flessibilità della pena. Si paventa persino il pericolo di speculazione economica (vedi alcune pellicole di fantasociologia quali Fuga da Absolom con  Regia di Martin Campbell e 2013:la fortezza . di Stuart Gordon).

Il problema vero è affrontare delle riforme che depenalizzino alcuni reati, di scarsa pericolosità, e diano un ventaglio di possibilità riabilitative, diverse dalla prigione.

Si può leggere parte di una nota di Adriano Sofri sulla pagina dedicata al testo, sul sito della Sellerio Editore. Scheda del testo

Elisabetta Grande insegna Sistemi giuridici comparati nell’Università del Piemonte Orientale. Si occupa di diritto e procedura penali comparati, con particolare riguardo al mondo giuridico statunitense. Ha pubblicato: Accordo Criminoso e Conspiracy (1993) e Imitazione e diritto: ipotesi sulla circolazione dei modelli (2000). Ha pubblicato inoltre diversi saggi, uno dei quali – critico della recezione italiana del modello processuale penale statunitense ed apparso sull’«American Journal of Comparative Law» del 2000 – le ha permesso di vincere il premio «Yntema», conferitole dall’Associazione americana di diritto comparato.

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