logo

LIBRI

Urla a bassa voce, dal buio del 41 bis e finepenamai - A cura di Francesca de Carolis, 2013

Urla a bassa voce, dal buio del 41 bis e finepenamai

A cura di Francesca de Carolis

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 02-09-2015

Stampa Alternativa
Italia,

2013

"Urla a bassa voce, dal buio del 41 bis e finepenamai”, è un libro collettivo scritto da 36 ergastolani ostativi e curato da Francesca de Carolis, la prefazione è stata scritta da don Luigi Ciotti. Il libro, è stato scritto, raccoglie voci che urlano dal buio della detenzione a vita, chiamata ergastolo ostativo, che in Italia è stato comminato a circa 1500, (alla fine del 2011 il totale degli ergastolani ostativi ammontava a 1.528) colpevoli di gravi crimini legati alla criminalità organizzata.

Nella prima parte dl testo si possono leggere le vite degli autori dei testi. Questo libro è una testimonianza molto scomoda perché oltre a parlare di carcere raccogli le testimonianze di protagonisti di una realtà italiana molto difficile da accettare e che, in un modo o nell'altro, riguarda tutti gli italiani. 

L'ergastolo ostativo non prevede sconti o benefici di pena ed equivale, quindi ad una condanna a morte da scontarsi in vita. Il dialogo rispetto a questo tipo di pena è vivo in ambito legislativo come in quello sociale viste le implicazioni morali che solleva. Nell'aprile del 1998 il Senato approvò un disegno di legge in tal senso che vide 107 voti a favore, 51 contrari e 8 astenuti. La riforma non prosegui l'iter fermandosi alla Camera. La politica, spesso nelle mire della mafia vive in modo molto contraddittorio il dibattito su tale pena.

Attualmente il dibattito legislativo ha portato a inasprire il sistema delle pene e la situazione delle carceri è al limite della sostenibilità a causa di malessere dei detenuti, degli agenti di polizia penitenziaria e del sovraffollamento. Inoltre la crisi economica ha portato la società a nutrire maggiori intolleranze che portano ad una certa insensibilità sociale. Da mettere in conto anche le numerose sanzioni che l'Europa ha destinato all'Italia per questioni di inosservanza di norme che garantiscano il diritto umano all'interno di molte carceri della Nazione.

La curatrice pone delle domande che portano inevitabilmente a considerare sul serio l'efficacia di un ergastolo ostativo nell'ottica di una pena che ha come finalità quella riabilitativa oltre alla sua coerenza costituzionale.

LEGGI ANCHE