logo

LIBRI

Il bibliotecario carcerario: una nuova professione? - a cura di Amelia Brambilla, Emanuela Costanzo

Il bibliotecario carcerario: una nuova professione?

a cura di Amelia Brambilla, Emanuela Costanzo e Cinzia Rossi

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 29-09-2015


Italia

2013

Il bibliotecario carcerario: una nuova professione? è stato anche il titolo di un convegno che ha portato a conoscenza dei molti una realtà spesso non considerata, la grande importanza della lettura dietro le sbarre di una cella carceraria. Le biblioteche carcerarie, negli ultimi anni hanno avuto un  notevole impulso anche grazie a donazioni di privati e organizzazioni presenti sul territorio. 

In particolare, in questo caso, si fa riferimento al progetto “Sistema Bibliotecario Carcerario Regionale delle Marche", una iniziativa sperimentale della Regione Marche  finanziato dall’Assessorato alle Politiche Sociali, attraverso l’attuazione della L.R. 28/08 e sostenuto anche dall’Assessorato alla Cultura. Il progetto “Sistema Bibliotecario Carcerario Regionale” vede coinvolti:

gli Ambiti Territoriali Sociali di Camerino, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Fossombrone, Montefeltro e Pesaro, i Direttori degli Istituti Penitenziari della Casa di Reclusione Ancona Barcaglione, della Casa Circondariale di Ancona Monteacuto, della Casa Mandamentale di Macerata Feltria, della Casa Circondariale di Pesaro, della Casa Circondariale di Ascoli Piceno, della Casa Circondariale di Camerino, della Casa di Reclusione di Fermo e della Casa di Reclusione di Fossombrone, i rispettivi operatori, il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria Marche (P.R.A.P.), l’Assessorato alle Politiche Sociali della Regione Marche, l’Associazione Italiana Biblioteche Sezione Marche e Cooperativa CoopCulture.

Finalità dell'intervento è attivare e mantenere in vita le biblioteche carcerarie che offrono alla popolazione detenuta un necessario ponte con la realtà esterna. La lettura è da considerarsi non solo uno strumento di svago o di evasione mentale ma una opportunità di recupero e di riflessione sulla propria condizione esistenziale.

Il libro è un documento scritto su iniziativa dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB) in accordo con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) in collaborazione con il Ministero della Giustizia e i rappresentanti degli Enti locali che vuole essere un documento unico di riferimento. Contestualmente, attraverso un protocollo di intesa, sono state definite le relazioni tra carcere e biblioteca.

Punto centrale è stata la necessità di promuovere la formazione di una nuova figura professionale, il bibliotecario carcerario, definendone le competenze, i ruoli e le funzioni al fine di allineare il maggior numero di carceri possibili con le linee guida prescritte dall'International Federation of Library Associations and Institutions (IFLA), il principale organismo di raccordo delle associazioni bibliotecarie internazionali.

LEGGI ANCHE