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LIBRI

Miserere. Vita e morte di Armida Miserere, servitrice dello stato

Miserere. Vita e morte di Armida Miserere, servitrice dello stato

Cristina Zagaria

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 19-06-2012


2006

"Miserere" é un libro di Cristina Zagaria che indaga la vita pubblica e privata della donna che a 28 anni inizia una difficile carriera nella giustizia. Armida Miserere è stata direttrice di carcere a ha svolto il suo compito facendosi la fama di una professionisra dura e deterninata.

Il libro della Zagaria si avvale anche di documenti forniti dalla famiglia e prende le mosse dal 19 aprile 2003 quando sul letto dell'appartamento attiguo al carcere di Sulmona, la Miserere si suicida con un colpo di pistola.

L'autrice non ha volutamente costruito una biografia in senso canonico ma piuttosto la cronaca di una vita. Zagaria alla notizia della morte della donna fu colpita dal gesto che rivelava una personalità fragile e complessa. Per avvicinare la figura della Miserere la scrittrice si recò al paese d'origine della donna, Casacalenda. Incontra le persone che erano vicine a lei sul lavoro. Dai magistrati agli uominni della scorta. La famiglia é stata molto generosa verso l'autrice contribuendo con lettere, documenri e con un diario.

La tesi di fondo del libro é che la cita di Armida Miserere sia stata guidata dalla testardaggine e dal coraggio. La testardaggine di voler sempre compiere al meglio un incarico destinato agli uomini, a volte lottando contro le insidie di coloro che avrebbero dovuto essere dalla sua parte. Il coraggio di voler comprendere l'omicidio del compagno, Umberto Mormile, ucciso a Milano dalla criminalità organizzata. Omicidio che ha visto puniti gli esecutori. Per scoprire i mandanti, Armida Miserere, impiegò molte energie ma i veri responsabili non sono stati trovati.

Forse lei sapeva come sapeva forse qualcosa sul suicidio in carcere del finanziere siciliano Michele Sindona, morto suicida nel 1983.

La Zagaria, alla fine del testo, accenna a delle ipotesi ma non vuole scoprire altre carte. Ritiene non sia compito suo ma della giustizia trovare i veri colpevoli di un evento che segnò profondamente la vita della donna fino a condurla al suo tragico epilogo.

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