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LIBRI

Luigi Morsello - La mia vita dentro

Luigi Morsello

La mia vita dentro

Di Interno4

Pubblicato il: 20-11-2011


2010

La mia vita dentro è un libro sulla realtà detentiva vista dall’ottica di un direttore, Luigi Morsello. Trentasei anni passati come direttore carcerario in sette case di pena e funzionario in missione in altre ventidue, hanno consegnato a Luigi Morsello una vasta conoscenza dell’universo carcerario.
L’umanità e le storie avverse dei detenuti, la fatica del lavoro del personale di sorveglianza, costretto, a volte, a lavorare in condizioni di estreme ristrettezze.

L’autore durante la sua lunga carriera, ha conosciuto personaggi che lo hanno segnato, umanamente e professionalmente. Persone comuni dalla grande umanità e altre che hanno segnato e ferito la storia politica dell’Italia.

In una intervista alla domanda: “carcere, come è e come dovrebbe essere” , Luigi Morsello risponde:


Come è: invivibile. Il sovraffollamento mortifica ogni possibilità di intervento trattamentale efficace. A distanza di appena tre anni dall'indulto del 2006. Le cause: l'inesistenza di una politica criminale e dell'esecuzione penale. Troppi tipi di reati a basso allarme sociale nel codice penale e nelle altre centinaia di leggi penali, che potrebbero essere derubricati a infrazione amministrativa e sanzione pecuniaria; una politica sbagliata di approccio al gravissimo fenomeno delle tossicodipendenze, che portano in carcere persone per tipi di droghe e quantità insignificanti. Vi sono carceri e sezioni di carceri in attesa di essere utilizzati, fermi per mancanza di personale e risorse economiche.

Come dovrebbe essere: ho letto che un intervento normativo produrrebbe la rapida scarcerazione di almeno ventimila detenuti. Le nuove carceri dovrebbero essere di 300 posti per le case circondariali e 200 per le case penali, con celle standard di venti metri quadri servizi compresi per tre detenuti, laboratori per attività lavorative e corsi professionali. Occorrono educatori, psicologi e criminologi a tempo pieno, le misure alternative alla detenzione debbono essere applicate con rigore ma, in modo massiccio e rigorosamente mirato al trattamento dei detenuti invece che trasformate in una sorta di area di parcheggio.

Da un articolo di di SILVANA MAZZOCCHILa Repubblica.it(10 marzo 2010)

Leggi l’articolo con l’intervista di Silvana Mazzocchi

La scheda del libro

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