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Umanità ed eroismo nella vita segreta di Regina Coeli - Amedeo Strazzera-Perniciani

Umanità ed eroismo nella vita segreta di Regina Coeli

Amedeo Strazzera-Perniciani

Di

Pubblicato il: 14-06-2012


1946

Amedeo Strazzera-Perniciani scrisse Umanità ed eroismo nella vita segreta di Regina Coeli immediatamente dopo la liberazione di Roma. Oggetto del testo fu il resoconto della sua difficile missione affidatagli nel gennaio del 1942 dal procuratore del re Gabriele Volpe. Amedeo Strazzera-Perniciani era stato nominato presidente della Commissione Visitatrice e di assistenza ai carcerati.

L’autore porterà avanti il suo incarico fino al giugno del 1944. Durante il suo mandato, svolto in gran parte sotto l’occupazione nazi-fascista della città, il presidente si prestò ad azioni caritatevoli e di sostegno verso coloro che venivano arrestati , torturati ed incarcerati per motivi politici.

Spesso Perniciani si adoperava per impedire la deportazione e, e quindi la morte, di molti detenuti. Dava consigli su come fingersi malati e come comportarsi durante l’arresto e la detenzione. Inoltre, d’accordo con le più importanti figure dell’antifascismo romano, teneva i contatti tra dentro e fuori il carcere di Regina Coeli che ospitava il famigerato 3° braccio, comandato da un ufficiale tedesco, ed il 6° che ospitava i prigionieri politici a disposizione del governo fascista.

Perniciani racconta di eventi efferati ma anche di una realtà intensa intrisa di grande umanità. Suore, medici e agenti di custodia spesso sfidarono la crudeltà nazista per agevolare i detenuti.

Con l’arrivo delle truppe di liberazione la situazione politica si capovolse e aumentarono di molto anche le carcerazioni comuni. Perniciani divenne reggente del carcere d Regina Coeli e attraverso il nuovo ruolo assunse una conoscenza completa della questione carceraria. Forte di questa posizione esporrà le sue idee di una valida riforma del sistema carcerario. Soluzioni che ancora oggi sono di evidente contemporaneità.

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