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Il delitto, la legge, la pena - Vincenzo Ruggiero

Il delitto, la legge, la pena

Vincenzo Ruggiero

Di Sara Fornera

Pubblicato il: 26-11-2012


2011

Vincenzo Ruggiero insegna Sociologia presso la Middlesex University di Londra. Ha condotto ricerche per molte agenzie nazionali e internazionali, tra le quali l’Home Office britannico, la Commissione Europea e le Nazioni Unite.

"Il delitto, la legge, la pena" inizia con l'analisi del pensiero abolizionista a partire dal rigetto della netta distinzione tra bene e male.
A proposito della questione carceraria Vincenzo Ruggiero passa in rassegna le riflessioni di diversi studiosi: Kant, Hegel, Marx, Durkheim, Rusche e Kirchheimer, Foucault.
Diversi studiosi smontano l’idea del carcere riabilitativo visto che gli effetti carcerari in termini di prevenzione della recidiva risultano davvero trascurabili.
La detenzione pare, piuttosto, peggiorare la condotta visto che i detenuti hanno la tendenza ad interiorizzare quei valori e quelle regole che regolano la vita di un ambiente violento come il carcere; da qua discende l’idea del carcere come scuola del crimine.


I criminologi critici tendono poi a svalutare la teoria retributiva.
Ruggiero approfondisce gli approcci di Louk Hulsman, Thomas Mathiesen e Nils Christie, che rappresentano alcune tra le figure più importanti del pensiero abolizionista.

"Il delitto, la legge, la pena" si occupa della giustizia ripartiva. Nell’approccio abolizionista si rifiuta l’idea che sia un’organizzazione statale ad avere il monopolio della definizione delle condotte criminali. Per gli abolizionisti il crimine dovrebbe essere intesto come una “disputa partecipativa” ove tutti gli attori implicati negli eventi, rei compresi, dovrebbero farsi carico direttamente della discussione finalizzata a risolvere in qualche modo il contenzioso. Il metodo partecipativo permette di produrre conoscenza relativa alle situazioni problematiche che si intendono affrontare.
E’ sull’onda di tali ragionamenti che lo studioso Herman Bianchi ha sviluppato il concetto di “giurisdizione partecipativa” ove il reo viene inteso come debitore tenuto ad assumersi la responsabilità umana dei propri atti partecipando attivamente alla ricerca di una riparazione.
Nell’idea di Bianchi, però, le pratiche di restituzione e riparazione non mirano, come in Durkheim, a ristabilire le condizioni precedenti l’atto ma, piuttosto, hanno come finalità quella di promuovere rapporti solidali tra gli individui, dunque, a modificare le condizioni ante-crimine. Il contenzioso diventerebbe quindi  un’occasione per costruire dialogo e rapporti più profondi tra i membri di una comunità.

Concludendo: il carcere sta scoppiando in ogni parte del mondo e  Il numero dei detenuti aumenta ovunque in modo esponenziale. Parallelamente cresce il senso di insicurezza dei cittadini dimostrato, tra l'altro, dal boom degli acquisti di armi per difesa personale.
In questo contesto ripensare la natura, la funzione e la filosofia della pena non è un necessario esercizio di realismo. È questo il senso di "Il delitto, la legge, la pena" in cui Ruggiero esamina criticamente, partendo dai classici, le idee che stanno alla base dei sistemi penali moderni e della stessa concezione dei delitti e delle pene.

Titolo: Il delitto, la legge, la pena
Autore: Vincenzo Ruggiero
Editore: EGA-Edizioni Gruppo Abele
Collana: Le staffette
Data di Pubblicazione: Maggio 2011
ISBN: 8865790083
ISBN-13: 9788865790083
Pagine: 272

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