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LIBRI

Abolire le carceri. Un'idea dalla Mesopotamia - Claudio Saporetti

Abolire le carceri. Un'idea dalla Mesopotamia

Claudio Saporetti

Di Sara Fornera

Pubblicato il: 29-10-2012


2010

"Abolire le carceri: un'idea dalla Mesopotamia" di Claudio Saporetti e' un libro intrigante ed interessante. Perché intrigante? Perché e' sicuramente curioso poter leggere  ed apprendere che alternative al sistema carcerario così come oggi lo intende la nostra società, possono esistere e potrebbero anche risultare funzionali.

Se e' vero che dal passato e soprattutto dagli errori commessi nella storia si deve imparare, allora sono d' accordo con l' autore del libro che rivolge la sua attenzione a come veniva punito chi sbagliava al tempo degli Assiri, dei Sumeri e dei Babilonesi.

Come deve essere punito chi commette reati? Claudio Saporetti trova la risposta proprio  decifrando le scritture cuneiformi delle antiche civiltà.

L' aurore di "Abolire le carceri: un' idea dalla Mesopotamia" ha studiato le antiche leggi della Mesopotamia, ha tradotto in italiano il codice di Ammurabi e, decifrando queste norme, ha visto che tali civiltà usavano un sistema sbagliato. Punivano i criminali con pene fisiche, flagellazione, taglio degli arti, secondo la legge 'occhio per occhio dente per dente'. E anche loro si chiedevano che senso avesse il carcere". 

Le leggi assire erano "violentissime", sottolinea lo storico, “se una persona, ad esempio con un colpo, provocava l'aborto ad una donna, il marito aveva il diritto, una volta che la moglie dell'autore del crimine fosse rimasta  incinta, di provocarle a sua volta un aborto. Se una donna veniva violentata, il marito poteva a sua volta violentare la moglie del violentatore. Un occhio per occhio dente per dente davvero acerrimo". 

Ma la risposta vera di civiltà è arrivata dai Sumeri, spiega Saporetti in "Abolire le carceri: un' idea della Mesopotamia". Questo popolo ha trovato per primo  il sistema del risarcimento della vittima attraverso una specie di multa che veniva pagata dall'autore del reato, attraverso il lavoro. 

Oggi, invece, si manda una persona in carcere e si dice che una volta scontata la pena ha pagato un debito con la società, ma cosa ha pagato concretamente? 

E' proprio questo il punto critico del problema.

Saporetti sostiene che  le carceri così come sono andrebbero abolite. Un'alternativa alla detenzione è il giusto risarcimento della vittima del reato: occorre ripagare con il denaro chi patisce il reato. Il  giudice deve stabilire quanto deve pagare il reo, il quale deve lavorare per lo Stato senza essere pagato. Il suo 'stipendio' in questo modo va alla vittima del reato e il detenuto, finchè non paga il debito, deve lavorare gratis.

Due esperienze personali, la frequentazione di carceri nell'ambito di un'attività universitaria e la conoscenza dei sistemi punitivi descritti nelle più antiche testimonianze dell'umanità hanno indotto l'autore a considerare la storia passata e l'odierna realtà del carcere per giungere alla conclusione che deve essere assolutamente abolito, non solo per il catastrofico fallimento dei suoi fini, ma perché la sua esistenza va contro le più elementari norme morali contro la sopraffazione e la violenza.

Sulla stessa corrente di pensiero di Saporetti si pone Lino Buscemi, segretario generale della Conferenza Italiana dei Garanti Regionali dei diritti dei detenuti, nonché presidente nazionale del comitato scientifico dell'Associazione Nazionale Difensori Civici Italiani (ANDCI), che scrive la prefazione a questo libro.

Claudio Saporetti si è laureato con due tesi in Assiriologia prima all'Università Cattolica del Sacro Cuore e poi al Pontificio Istituto Biblico. Ha insegnato ad Heidelberg ed è docente di Assiriologia presso le Università di Pisa e di Viterbo.

Borsista presso l'Istituto di Studi Storici B. Croce a Napoli e per due volte della von Humboldt StAftung.

Direttore della rivista «Geo-Archeologia» e vice presidente della Società Italiana per la protezione dei beni culturali.

Ha scritto oltre una ventina di libri ed oltre altri 200 contributi scientifici. Si è occupato anche di arte medioevale, di Ciprominoico e di Archeologia greca. In ambito assiriologico, attualmente dirige a Pisa i Progetti "Analisi Elettronica del Cuneiforme" ed "Esnunna".

Gli è stato conferito dal Ministero degli Esteri l'incarico di catalogazione e riproduzione virtuale dei reperti dello Iraq Museum di Baghdad, dove dirigerà il Progetto DR "Duplicazione e Rinascita").

 

Titolo: Abolire le carceri. Un'idea dalla Mesopotamia
Autore: Claudio Saporetti
Editore: Aracne
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 8854830526
ISBN-13: 9788854830523
Pagine: 80

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