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Cosa ci faccio qui dentro. Itinerario nel carcere minorile Ferrante Aporti

Cosa ci faccio qui dentro. Itinerario nel carcere minorile Ferrante Aporti

Testi di Angela Lostia

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 03-03-2014

Omega
Torino, Piemonte, Italia

1988

I giovani chiedono perché siamo qui - che ci stiamo a fare? Per poter rispondere resta un unico modo: parlare con loro, incontro forse difficile al quale non siamo preparati se non è affrontato il problema essenziale della loro presenza nella comunità. La crisi  che attraversa il mondo moralmente e politicamente è risolvibile solo attraverso giovani, esortandoli al coinvolgimento, quali possibili portatori di valori e di attese del mondo moderno coordinando la propria identità per poter agire in prima persona inaugurando un nuovo atteggiamento nel tessuto sociale, vale a dire nella vita. La “vicenda giovani” si arricchisce di giorno in  giorno di avvenimenti spesso drammatici di episodi, dati e cifre, spingendo le istituzioni a ricercare rimedi adeguati sul piano legislativo e dei servizi.

Occorre rendere i problemi sempre più accessibili all’opinione pubblica, essi richiedono per la loro soluzione o più semplicemente per la loro impostazione l’adesione di tutte e forze politiche e sociali. Per questo la creazione del "consiglio nazionale per la tutela dei minori” con specifici compiti di ricerca e di consulenza e di collaborazione. Vale la proposta alla società di affrontare tutti gli aspetti della crescita in una comune priorità verso una ricerca di giustizia sociale ma ancor più come .manifestazione di un diritto assoluto: il diritto all’avvenire di ogni essere umano. La domanda che ci poniamo tutti è che cosa fanno gli altri, quale è la situazione, che orientamenti esistono?

Necessitano incontri coi vari rappresentanti degli organismi pubblici e privati per costruire con gradualità in tutti i contesti urbani cioè quella solidarietà le cui maglie sembra talvolta si scaldino troppo facilmente. Ad evitare il malessere che caratterizza la condizione dei giovani, può servire l’aiuto offerto nello scoprire la propria coscienza, la propria dignità il valore più significativo del proprio "io”, per poter sentire l'esigenza ed il gusto dell’affermazione della propria personalità; prendere coscienza del significato e del valore della realtà ed in pari tempo della sua responsabilità di fronte ad esse, comprendere il vero significato del proprio agire.

Tutto ciò non tanto per adeguarsi utilitaristicamente alla società, ma principalmente per assumere un atteggiamento costruttivo di trasformazione, cercando di accettare l’altro per quello che è non per quello che si vorrebbe che fosse, tendendo in tal modo ad appagare le fondamentali vocazioni dell’uomo: la vocazione personale dell'intimo, del privato e la vocazione del sociale.

I giovani hanno diritto assoluto all’avvenire, cioè di poter contare in un possibile inserimento fruendo di preparazione e responsabilizzazione. Questo è un diritto che assomma tutti gli altri valori: libertà, giustizia, onestà e partecipazione. Vorrei concludere rispondendo che le iniziative seguite sono indicative per la impostazione di una nuova politica della società verso di loro. L’UNICEF che ha intrapreso una difficile ma, sicura lotta, per il riconoscimento dei "giovani” considera e riconosce il vostro progresso verso la realizzazione degli obiettivi che costituiranno un domani di sicurezza e di pace.

Il Presidente del Comitato Regione Piemonte per l'UNICEF 

Prof. Dott. Gianfranco Chiappo

 
Titolo: Cosa ci faccio qui dentro. Itinerario nel carcere minorile Ferrante Aporti
Autore: A. Lostia
Editore: Omega
Collana: Orizzonti
Data di Pubblicazione: Ottobre 2006
ISBN: 8872412072
ISBN-13: 9788872412077
Pagine: 133

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