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LIBRI

Vann Nath - A Cambodian Prison Portrait

A Cambodian Prison Portrait. One Year in the Khmer Rouge S-21

Vann Nath

Di Interno4

Pubblicato il: 17-07-2012


1998

"A Cambodian Prison Portrait" rappresenta un ricordo toccante di sette uomini, gli unici ad essere sopravvissuti al campo S-21, il famigerato campo di interrogatori e sterminio del regime di Pol Pot. L'autore é Vann Nath, uno dei sette. Nel libro Nath dieci anni dopo la sua scarcerazione incontra un suo carceriere, Huy. 

"A Cambodian Prison Portrait" costituisce un buon esempio di testimonianza che, se seguita da altre, potrebbe contribuire ad evolvere il discorso politico e civile del Paese.

Vann Nath lasció la prigione di Tuol Sleng vivo. Prima del suo arresto era un illustratore specializzato in paesaggi.

Dopo la caduta di Phnom Penh per mano dei Khmer Rossi Van Nath si trova a sopravvivere nella campagna cambogiana. Come molte altre persone viene coinvolto nella resistenza agraria progettata dalla dirigenza del DPK. Per questo viene arrestato e rinchiuso nella prigione di Tuol Sleng, nota come campo S-21.

La sua abilità di artista gli permise di salvarsi la vita. Il comandante Duch portò Van Nath e altri artisti fuori dalle sezioni destinate ai detenuti comuni. Gli artisti vennero ospitati in un piccolo blocco destinato solo a loro e obbligati sotto pena di tortura e morte a dipingere immagini di Pol Pot e di altri funzionari.

Vann Nath fu tenuto a S-21per circa un anno. Durante questo periodo fu testimone della follia di massa che afflisse la Cambogia sotto il dominio dei Khmer Rossi. La sua esperienza fu in seguito rappresentata nei molti suoi dipinti esposti nella prigione di Tuol Sleng, che é divenuta dopo caduta del regime, un museo dell'olocausto. Nei suoi lavori vengono ricordate le tante e diverse tecniche di tortura e di morte utilizzate nel campo. Oltre a catturare la vita e la morte dei detenuti all'interno del campo, Vann ricrea il tempo trascorso lavorando in campagna come strumento umano del Khmer Rossi. Le immagini sono davvero e potenti, fortemente evocative delle violenze subite dal popolo cambogiano.

In seguito alla caduta del regime, nel 1979, Vann Nath e altri volontari crearono il Museo di Tuol Sleng per tramandare alle generazioni future il ricordo di quell'eccidio come quello di Choeng Ek, luogo distante solo 15 minuti dalla città.

E' interessante considerare come il nome di Vann Nath compare in molte opere accademiche di importanti studiosi come David Chandler e Ben Kiernan. Oltre a immortalare gli orrori perpetrati a S-21 il lavoro di Vann Nath rappresenta una importante documentazione storica per tutti gli studiosi che si interessano di quel terribile periodo della storia cambogiana.

Vann Nath merita la nostra ammirazione per il suo sacrificio e per il ruolo che ha voluto assumere nel conservare la memoria di ciò che é realmente accaduto in quegli anni di psicosi sociale. Diversamente la follia di Pol Pot sarebbe rimasta sepolta in una tomba poco profonda nella campagna cambogiana.

 

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