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MUSEI

Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso

Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 12-01-2012


Torino, Piemonte, Italia

1892

Dal 1866, durante la sua attività di medico militare, Cesare Lombroso, raccolse molti reperti umani, anatomici e manufatti, creando la prima raccolta privata di questo tipo. In particolare l'interesse era concentrato nei crani, che il medico raccoglieva sui campi di battaglia, nelle località che visitava e si faceva mandare da luoghi geografici lontani, carceri e manicomi.

Nle 1884, durante l'Esposizione Nazionale di Torino il medico espose per la prima volta pubblicamente la sua collezione. L'interesse du tale da replicare l'esposizione e costituire, nel 1892 il Museo Psichiatrico e Criminologico.

Durante il Congresso Penitenziario Internazionale di Roma nel 1885, venne riproposta la collezione ampliata con reperti, provenienti da altri colleghi del Lombroso. In seguito fu ospitata anche nel 1889 in occasione del Secondo Congresso Internazionale di Antropologia criminale di Parigi.

Il Museo Psichiatrico e Criminologico venne finanziato dal governo nel 1892 e gli venne attribuito lo status di strumento di ricerca scientifica, riconosciuto anche dal ministero della Pubblica Istruzione. Divenuto l'unico centro di raccolta di manufatti e scritti, venne sostenuto attraverso una circolare che imponeva ai direttori degli istituti di pena di inviare i materiali al museo lombriosiano.

In seguito ampliato e annesso agli ambienti universitari torinesi, venne inaugurato nel 1898, in occasione del Primo Congresso Nazionale di Medicina legale.
Nel 1904 Mario Carrara, nominato direttore del museo, curò il trasferimento e l'allestimento dei reperti nei nuovi locali dell'Istituto di Medicina Legale, al Valentino in via Michelangelo. Nel 1909, con la morte di Cesare Lombroso, il museo accolse i resti della sua salma: lo scheletro, il volto, il cervello e le visceri. La morte dell'antropologo, però, segnerà anche una fase di declino del museo.

Dal 1910, i reperti provenienti dagli ambienti detentivi, non vennero più inviati. obbligatoriamente, ai musei di Torino e di Roma ma solo quelli della città. Scheletri di delinquenti morti nelle carceri, sulla la forca cittadina, e in istituiti di costrizione ospedalieri.

Intanto la famiglia dello scienziato donò l'intero studio di Lombroso, completo di scrivania, biblioteca, appunti autografi, ricordi personali all'istituzione. Nel 1932 il museo passò sotto la direzione del preside della facoltà Vergano e poi di Giorgio Canuto (1932-1933), fino al 1962 la reggenza fu di Ruggero Romanese. Con gli anni il museo prese la fisionomia di un museo di medicina legale, anche perché ormai le teorie positiviste avevano perso credibilità scientifica. Nell'immediato secondo dopoguerra, nel 1948 il museo subisce un nuovo trasferimento nei locali appositamente costruiti per l'Istituto di Medicina Legale in corso Galileo, destinato all'Istituto di Antropologia Criminale

Nel 2009 la collezione di reperti e manufatti raccolti da Cesare Lombroso, trova una nuova sede in via Pietro Giuria 15 a Torino. Con il nome di Museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso presenta al pubblico l'opera del criminologo e la contestualizza nella cultura dell'epoca.

Oltre ad essere un documento che presenta il lavoro di pioniere di Lombroso, in relazione alle teorie del tempo, il materiale esposto, permette ai visitatori di avvicinarso al modo in cui si valutano le persone che ci circondano e quanto il nostro bagaglio culturale influisce sulla loro conoscenza.

 

Vedi anche

Il padre della criminologia | Cesare Lombroso

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