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MUSEI

Il museo della Memoria Carceraria - Saluzzo Cuneo

Museo della Memoria Carceraria

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 13-02-2017

Ex carcere della Castiglia
Saluzzo e Torino, Piemonte, Italia

2014 | 22 febbraio - inaugurazione

Finalmente un museo che racconta la storia e la realtà della detenzione in modo scientifico, attraverso una tecnologia avanzata e allestimenti di alto profilo. La sede è particolarmente adatta perchè si tratta di un ex carcere e di un edificio di grande valore storico e architettonico. Il Museo della Memoria carceraria si trova a Saluzzo, in provincia di Cuneo, allestito all'interno dell'edificio chiamato la Castiglia che è stata destinata a tale uso nel 1828 e ha accolto detenuti durante il Risorgimento, il ventennio fascista e la Repubblica, fino al 1992 anno della sua chiusura. Dirige il Museo della Memoria carceraria il professor Claudio Sarzotti dell'Università di Torino che ha pensato un allestimento in grado di soddisfare il pubblico adulto, quello specializzato e le scolaresche, di ogni ordine e grado, che vorranno visitare questo importante museo che ha tanto da insegnare. In anni in cui l'insegnamento della legalità e della convivenza civile ha sempre maggiore valenza, visitare un museo come questo può risultare un grande esempio concreto di quanto la strada della illegalità può danneggiare il cittadino.

Museo Della Memoria Carceraria di Saluzzo - CN

L'Allestimento

Il professor Claudio Sarzotti ha voluto, con questo allestimento, ripercorrere il processo che ha portato all'istituzione del carcere disciplinare, tipico delle moderne democrazie occidentali. Le celle ospitano documenti e scenografie e le ricostruzioni si basano su ineccepibili ricerche scientifiche che non sacrificano, però, potente impatto emotivo. Il Museo della Memoria carceraria è ospitato nel seminterrato della Castiglia e questo contribuisce a rendere l'atmosfera più scenografica creando un clima drammatico che aiuta a fruire degli allestimenti con il giusto stato d'animo.

I personaggi storici

Particolare attenzione è stata data al profilo dei personaggi che nel tempo sono stati i protagonisti della storia della moderna detenzione. Cesare Lombroso, Silvio Pellico, Giulia Falletti di Barolo, Cavour, e altre personalità, funzionari dello Stato o intellettuali illuminati, vengono rappresentati e portati alla conoscenza del grande pubblico distante dalle vicende e dalla storia della detenzione. Non mancano i detenuti famosi come il brigante Francesco Delpero rappresentato attraverso un manichino parlante posizionato all'interno di una cella. Dobbiamo ricordare che i veri protagonisti di questa storia sono stati coloro che hanno sofferto all'interno di queste celle per condanne di natura politica, reati realmente commessi o ingiustamente rinchiusi.

Museo Della Memoria Carceraria di Saluzzo - CN

Il racconto

Il primo carcere moderno del regno sabaudo viene presentato qui al grande pubblico senza filtri di natura ideologica o di posizione culturale. Vengono raccontate le detenzioni di poveri emarginati, detenuti per motivi politici o religiosi come il popolo di fede valdese. L'intento del percorso storico narrativo che guida l'allestimento del Museo della Memoria carceraria di Saluzzo è quello di raccontare la storia di un singolo carcere senza trascurare quella dell’intera istituzione penitenziaria italiana e internazionale. Le fonti sono state documenti storici e documenti mediatici accuratamente vagliati per evitare storture giornalistiche che avrebbero reso meno scientifica l'operazione intera. Gli organizzatori segnalano lo sforzo di reperire oggetti e arredi storici dall'incuria avvenuta in seguito alla chiusura del carcere e alla ricerca di memorabilia carcerarie che la dismissione di un istituto di tanta memoria ha innescato. La Castiglia infatti nel momento della chiusura è stata incustodita e per questo alla mercé di furti smembramenti di materiale interno.

Un racconto autobiografico

Da considerare che il Museo della Memoria carceraria di Saluzzo si trova all'interno di un vero carcere quindi, come raccontano gli organizzatori, prima di tutto mostra se stesso, le pareti con le iscrizioni che realizzavano i detenuti, gli arredi, gli ambienti e gli spazi allestiti per la detenzione. Gli spazi sono quelli semi-interrati che sono stati utilizzati come celle di disciplina e di isolamento fino alla sua dismissione nel 1992. La conservazione di questi ambienti è pressoché identica al momento di chiusura. Le tracce di vita detentiva, reperite dai graffiti che i detenuti realizzavano sulle pareti della cella, risale a circa 250 anni fa. Sono stati anche di molto aiuto i racconti ottocenteschi mutuati dai documenti e dai giornali dell'epoca. Il tutto è stato mixato in un quadro narrativo veramente emozionante anche grazie a pannelli espositivi, video che illustrano gli aspetti della storia della detenzione moderna, immagini che raccontano in modo vivo e diretto le vicende carcerarie.

Il brigante Francesco Delpero

Nel museo è presente un manichino parlante veramente inquietante che rappresenta un famoso brigante piemontese dell'Ottocento, Francesco Delpero. Francesco Delpero fu impiccato nella piazza del mercato di Bra nell'estate del 1858 e fece due soggiorni presso il carcere di Saluzzo. Il manichino è ospitato in una cella che ricostruisce la drammaticità della detenzione dell'epoca.

Museo Della Memoria Carceraria di Saluzzo - CN

La vita quotidiana

La colonna sonora della visita è stata mutuata dalle canzoni di musica popolare italiana che raccontano il carcere come i testi di Fabrizio De Andrè e di Lucio Dalla. In un angolo, di particolare suggestione, sono raccolti piccoli manufatti che i detenuti hanno realizzato durante il loro soggiorno detentivo. Sono simulacri di una vita normale, oppure rappresentazioni della loro stanza, come fece il celebre pittore Van Gogh nel ritrarre la sua stanza manicominale, nel tentativo di filtrare attraverso l'arte l'esperienza di vita trasformandola in un gesto poetico e artistico per rendere un diverso significato all'esperienza carceraria trasformsandola in un gesto comunicativo per coloro che vedono e osservano la rappresentazione dall'esterno. Sarzotti e i curatori non hanno voluto trascurare la vita del detenuto, da sempre drammaticamente costretto a fare i conti con la propria prigionia fisica e soprattutto interiore. In una cella è rappresentato un episodio di suicidio che spesso affligge le carceri italiane. L'associazione Antigone della quale il curatore professor Claudio Sarzotti è un attivo sostenitore, è da sempre presente, all'interno delle carceri italiane, per controllare lo stato di detenzione delle persone ospiti.

Gli esterni del Museo

Anche il percorso esterno del Museo della Memoria carceraria di Saluzzo permette di osservare gli spazi utilizzati dai detenuti durante l'ora d'aria e il camminamento che gli agenti di polizia penitenziaria utilizzavano per la sorveglianza esterna.

Il progetto on line

Il sito on line del Museo della Memoria carceraria è un vero progetto multimediale che permette di avvicinarsi agli spazi consultando documenti e immagini tratte dagli archivi esposti e che anno ispirato il suo allestitore professor Claudio Sarzotti. Una sezione illustra le diverse stanze tematiche come la detenzione politica e religiosa, il carcere e il mondo dell'arte. Particolarmente curata è la parte dedicata alle testimonianze di coloro che hanno operato, come volontari o come figure professionali, all'interno delle carceri italiane. Questo è un ulteriore progetto promosso da Claudio Sarzotti per fornire al Museo della Memoria carceraria, un apparato di video testimonianze che ricordano la detenzione e trasformino le esperienze in memoria. Prisons of the world è una sezione che racconta le carceri del mondo e segnala articoli di importanza architettonica e culturale che riguardano il mondo della detenzione. Sul sito si trovano anche delle news rispetto alle attività culturali, artistiche e di altro genere che vengono attivate all'interno degli istituti penitenziari italiani.

Il Sito on line del Museo della Memoria carceraria

La cultura sulla detenzione

Il Museo della Memoria carceraria unitamente al suo progetto online è, quindi, un importante sforzo di sistematizzazione e di ricordo rispetto al mondo della detenzione. Un mondo che spesso non interessa a nessuno se non a coloro che tristemente ne vengono ospitati, o a coloro che vi lavorano o che vi operano. L'opinione pubblica spesso considera il mondo della detenzione attraverso i media e lo spettacolo che lo rappresenta in modo falsato o comunque funzionale al racconto di storie di resa drammatica o sentimentale. Il Museo della Memoria carceraria è, quindi, una grande opportunità per i cittadini e per gli studenti che possono confrontare i testi che trovano sui libri con una ricostruzione che mostra direttamente la realtà carceraria.

Non solo detenzione

Nello stesso edificio della Castiglia si trova il Museo della civiltà cavalleresca di grande validità storico-scientifica. Questo abbinamento permette a coloro che vogliono permettersi un viaggio culturale e di svago, di percorrere 700 anni di storia italiana tra racconti, immagini e opere d'arte.

Claudio Sarzotti

Claudio Sarzotti è professore ordinario di filosofia del diritto presso il dipartimento di giurisprudenza dell'Università di Torino. Il professor Sarzotti è un attento conoscitore del mondo della detenzione italiana e internazionale e si può considerare, a tutti gli effetti, un esperto di quella cultura del mondo carcerario che difficilmente si può incasellare all'interno di una sola disciplina. Il professor Claudio Sarzotti è spesso promotore di attività culturali, seminari, progetti e iniziative che coinvolgono diverse professionalità intorno al discorso contemporaneo sul trattamento della pena. È da considerarsi uno dei massimi conoscitori della realtà storica e contemporanea della detenzione.

Claudio Sarzotti e anche un importante membro dell'associazione Antigone che si occupa di monitorare la condizione di vita dei detenuti all'interno delle carceri italiane.

Di Claudio Sarzotti è "La carogna da dentro a me" un testo teatrale di tema carcerario tratto da una sentenza che ha dovuto lasciare impuniti dei comprovati fatti di tortura perpetrati nei confronti di due reclusi all’interno di un carcere del Nord Ovest nel dicembre 2004.

eVisioni è un festival di prison movie che il professor Sarzotti organizza a Torino con diverse sedi diffuse nel territorio cittadino. Cinema ma non solo, anche teatro incontri e seminari.

Il professor Sarzotti è promotore, dal 2015, della prima rete museale dedicata alla memoria carceraria in piemonte.

L'attività di Claudio Sarzotti, unitamente ad altri, pochi intellettuali e professionisti italiani, ha contribuito alla nascita di un nuovo ambito del sapere che si potrebbe definire come cultura della detenzione, in assonanza con il genere cinematografico Prison Movie.

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Percorso di formazione di raccoglitori di video e audio narrazioni autobiografiche del e dal carcere in collaborazione con Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Videocommunity, Antigone, I Granai della Memoria.


Si tiene oggi a Torino il seminario di presentazione della rete museale dedicata alla memoria carceraria. 28 le sedi che racconteranno la storia della carcerazione in Piemonte.


Giovedì 9 ottobre 2014 si inaugura presso il Campus Luigi Einaudi di Torino la seconda edizione della rassegna cinematografica eVisioni. Cinque sezioni racconteranno gli spazi violenti di detenuti, migranti e rifugiati. 


La mostra, che sarà possibile visitare fino al 18 aprile, offre una selezione di locandine cinematografiche di film a tema carcerario (prison movies) curata da Claudio Sarzotti e Guglielmo Siniscalchi che spazia dai primi anni trenta del secolo scorso fino ai giorni nostri; una panoramica, suddivisa per capitoli “tematici”, che ricostruisce tutte le disseminazioni e le contaminazioni visive del genere cinematografico “prison movie” cercando di coniugare la curiosità del cinefilo all’interesse del giurista.


Claudio Sarzotti racconta ne: "La carogna da dentro a me" sotto forma di piece teatrale e attraverso i verbali del processo penale la vicenda avvenuta dentro un carcere italiano dove due detenuti hanno aggredito un agente di polizia penitenziaria e, per questo, sono stati immediatamente portati nelle celle di isolamento dove inizia per loro una lunga ed estenuante serie di atti di tortura ed umiliazioni che porterà  al tentato suicidio di uno dei due detenuti.


"La carogna da dentro a me" è un testo tratto da una sentenza che ha dovuto lasciare impuniti dei comprovati fatti di tortura perpetrati nei confronti di due reclusi all’interno di un carcere del Nord Ovest nel dicembre 2004. Scritto da Claudio Sarzotti (presidente di Antigone Piemonte) viene letto e portato in scena dalla compagnia sperimentale Sudatestorie.


Un mese di incontri, mostre, spettacoli teatrali e cinematografici che coinvolgeranno tutta la città. Un vero e proprio festival, unico in Italia, che per la prima volta vede la partecipazione delle menti più brillanti della Prison Culture italiana. Una rassegna che partirà con una rara mostra dedicata alle locandine del genere Prison Movie ubicata nella Main Hall del campus universitario di Torino. Una occasione unica per avvicinare ed approfondire le tematiche di una questione che, negli ultimi tempi, ha fatto parlare molto l'opinione pubblica ed i media.