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MUSICA

Prisoner 709, Caparezza, 2017

Il detenuto 709 Caparezza, la sua personale detenzione nel corpo malato

Un racconto in capitoli da ascoltare come una prison rapsody

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 22-11-2017


2017

Non sono un critico musicale, quindi, non è il caso che mi lanci in considerazioni personali sulla qualità del suono di questo lavoro di Caparezza. Da sempre lo ascolto ma spontaneamente e, con lo stesso spirito leggo ciò che viene scritto su di lui.

Personalmente ho sempre apprezzato il contenuto e la forma dei suoi testi. Caparezza racconta delle cose, usa argomenti poco comuni, le sue rime chiedono di essere approfondite. Ha un linguaggio ricercato e non comune. Menomale.

La prima traccia di Prisoner 709 si intitola Prosopagnosia, voi sapete cosa significa? Io non lo ricordavo. Letta la definizione mi è tornato alla mente. Insomma chi segue l'artista ha capito. Per coloro che ricordano distrattamente le hit radiofoniche di Caparezza  (era uscito dal tunnel del divertimento tanto tempo fa), può approfondire l'ascolto di Prisoner 709 per apprezzare la sua poetica.

Intanto, il video della title track, Prisone 709, è stato girato all'interno dell'ex carcere di Sant'Agata a Bergamo, ultimamente sede di eventi e mostre. Le 16 tracce dell'album sono concepite come una narrazione consecutiva della sua simbolica prigionia causata da un serio acufene, insorto nel 2015, probabilmente in seguito al continuo ascolto di musica ad alto volume.

La sequenza delle tracce ricorda il plot di un Prison Movie, del quale riprende i principali snodi narrativi e li trasforma in brani che raccontano la sua crisi personale con digressioni in molte direzioni. Il titolo del brano è seguito da un sottotitolo che lo collega ad un aspetto con della realtà detentiva. Segue l'aggancio alla sua condizione personale e al tono del brano.La Prison rapsody di Michele, o Caparezza, inizia con il Reato, al quale consegue La Pena, raccontata dal video nel carcere di Sant'Agata. Il Peso, Lo psicologo, Il conforto, La Lettera, Il Colloquio, L'ora d'aria, (espliciti richiami alla routine della detenzione). Il flashback, La tortura, La rivolta, La guardia, Linfermiera, La Rivolta, L'evasione, La latitanza. Tutti momentimtopici del Prison Movie, con l'unica differenza che raramente l'evasione si sviluppa nella latitanza. Nel Prison Movie, di ogni epoca, è quasi, moralmente, vietato rappresentare una realtà nella quale l'evaso diventa un latitante.

I riferimenti alla galera nella musica di Caparezza non mancano. Ne Storia di Luigi delle Bicocche l'autore racconta di precari finiti in carcere perché in balia della malavita. Luigi delle Bicocche è un personaggio simbolico, eroe della sopravvivenza popolare. Caparezza percorre la città dentro ad una gabbia a misura singola come il Brancaleone di Monicelli, quando Vittorio Gasmann finisce imprigionato da Guccione e cammina sollevando la gabbia in attesa di essere liberato. Caparezza canta le sue prigioni personali subite a partire dalla sua adolescenza a scuola, circondato da compagni interessati solo dalle apparenze e insegnanti compiacenti.

In passato Caparezza è stato ingabbiato nel video del brano La mia parte intollerante. Il cantante va in giro per la città camminando all'interno di una cella. Forse una citazione di Gasmann che si trascina dentro alla gabbia di tortura nel fil Brancaleone di Monicelli.

Sono i tuo sogno eretico è un altro brano con un video detentivo. La canzone è dedicata alle figure eretiche di personaggi processati e condannati a morte dell'Inquisizione. Giovanna d'Arco, Savonarola e Giordano Bruno.

Prosopagnosia (Il reato - Michele o Caparezza) (con John De Leo) – 3:45

Prisoner 709 (La pena - Compact o streaming) – 3:57

La caduta di Atlante (Il peso - Sopruso o giustizia) – 4:26

Forever Jung (Lo psicologo - Guarire o ammalarsi) (con DMC) – 4:21 (testo: Michele Salvemini, Darryl Matthews McDaniels)

Confusianesimo (Il conforto - Ragione o religione) – 4:27

Il testo che avrei voluto scrivere (La lettera - Romanzo o biografia) – 4:32

Una chiave (Il colloquio - Aprirsi o chiudersi) – 4:05

Ti fa stare bene (L'ora d'aria - Frivolo o impegnato) – 4:10

Migliora la tua memoria con un click (Il flashback - Ricorda o dimentica) (con Max Gazzè) – 4:45 (testo: Michele Salvemini, Max Gazzè)

Larsen (La tortura - Perdono o punizione) – 4:20

Sogno di potere (La rivolta - Servire o comandare) – 4:02

L'uomo che premette (La guardia - Innocuo o criminale) – 3:20

Minimoog (L'infermeria - Graffio o cicatrice) (con John De Leo) – 1:45

L'infinto (La finestra - Persone o programmi) – 4:15

Autoipnotica (L'evasione - Fuggire o ritornare) – 5:10

Prosopagno sia! (La latitanza - Libertà o prigionia) – 4:21

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