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I PROTAGONISTI DELLA PRISON CULTURE

La regista Ludovica And˛

Ludovica And˛ regista e presidente dell'Associazione AdDentro

Musica e spettacolo nelle carceri di Civitavecchia

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 10-11-2017

Teatro Palladium
Roma, Lazio, Italia

2017 | 16 novembre

Mura che difendono dal nemico. Mura che proteggono, che fortificano. Mura che isolano, che dividono, che separano il dentro dal fuori e scandiscono un tempo altro, apparentemente fermo, in fuga costante.

Si intitola "Fortezza" lo spettacolo ispirato a "Il deserto dei tartari" di Buzzati, su idea di Emiliano Aiello, risultato del laboratorio di scrittura collettiva condotto nel carcere di Civitavechia dalla compagnia AdDENTRO con la regista Ludovica Andò. La "Fortezza" offre mura sicure che difendono dalle minacce esterne e ci rendono più forti. Sono, però delle barriere che ci impediscono di comunicare con l'esterno, dividono i gruppi e creano il concetto di dentro e fuori. Il concetto di mura fortificate, appunto quelle di una fortezza, che crea anche una particolare condizione temporale, condizionandoci alla percezione di un tempo tiranno che ci imprigiona nell'attesa e ci logora nella tragica consunzione della vita richiusa. Per descrivere la genesi dello spettacolo, Ludovica Andò, si affida alle parole di Buzzati che parla della nascita del suo romanzo:

« …dalla monotona routine redazionale notturna che facevo a quei tempi. Molto spesso avevo l'idea che quel tran tran dovesse andare avanti senza termine e che mi avrebbe consumato così inutilmente la vita. È un sentimento comune, io penso, alla maggioranza degli uomini, soprattutto se incasellati nell'esistenza ad orario delle città. La trasposizione di questa idea in un mondo militare fantastico è stata per me quasi istintiva”. »

Allo stesso modo, il lavoro di creazione teatrale per trasporre il mondo fantastico delll'autore, nelle dinamiche della vita carceraria, è proseguito in maniera istintiva trasfigurando la routine, la monotonia del trascorrere dei giorni senza occupazione, i regolamenti che opprimono ogni aspetto del quotidiano, e poi le aspettative, le relazioni con il poterre, il tempo a scartamento ridotto con l'esterno. Nello spettacolo "Fortezza" si coglie la prigione dell'anima, spesso autoprodotta nella trascuratezza del tempo che scorre meccanicamente, privo di emozioni. Il tempo e lo spazio della detenzione permettono anche di costruirsi una fortezza interiore e questo spettacolo apre una parentesi anche su questo aspetto della vita detenuta.

Regia di Ludovica Andò, aiuto regia di Marianna Arbia. Le musiche sono di Andrea Pandolfo.

Fortezza - Compagnia AdDentro - carcere di Civitavecchia

 

“Tutte le arti contribuiscono all'arte più grande di tutte: quella di vivere”. Berthold Brecht

La compagnia teatrale AdDENTRO è nata per concretizzare e portare avanti l'attività che la regista Ludovica Andò conduce, dal 2008, nelle carceri di Civitavecchia, con laboratori artistico-pedagogici insieme all'Associazione Sangue Giusto. Oltre all'amore per il teatro, Ludovica Andò opera per promuovere la conoscenza di questa pratica, come quella del canto e delle arti visive, al fine di permettere alle persone detenute di utilizzarle come strumenti di inclusione, recupero e prevenzione alla devianza. Ludovica Andò è fermamente convinta che la creatività sia un potente antidoto contro le pericolose derive del disagio psichico, sempre in agguato tra le mura di un carcere. Per questo occorre condurre i laboratori con impegno e continua ricerca, professionale e umana, trasformando il momento laboratoriale in una pratica relazionale che si fa ricerca e terapia esistenziale.

La missione è quella di portare la pratica teatrale negli ambienti del carcere che con "Amleto Dentro" vengono trasformati e perdono, almeno momentaneamente, la loro drammatica connotazione di fortezze di reclusione. Si tratta, quindi, di avviare un processo che permetta una spinta di riflessione, un viaggio nella propria coscienza che, spesso, nel caso di persone detenute non rimane inesplorata e produce impulsi non riconosciuti e mancanza di equilibrio interiore che può condurre al sonno dello spirito e alla morte, anche fisica. La componente canora non è un ingrediente secondario nel lavoro teatrale coordinato dalla regista. Il canto popolare considerato come "canto necessario" a canalizzare ed esprimere le emozione, è alla base delle attività con le detenute ed è presente in tutti gli spettacoli. Giovanna Marini, la fonte di ispirazione per Ludovica Andò, sarà presente, dopo lo spettacolo, insieme al Coro Inni e Canti di Lotta, del quale fanno parte anche la regista e Marianna Arbia per sostenere il lavoro teatrale nelle carceri di Civitavecchia.

Cosa farne del teatro? La mia risposta, se debbo tradurla in parole, è: un’isola galleggiante, un’isola di libertà. Derisoria, perché è un granello di sabbia nel vortice della storia e non cambia il mondo. Sacra, perché cambia noi. Eugenio Barba

Gli spettacoli che Ludovica Andò ha permesso di allestire attraverso la sua opera di formatrice sono molti e di alto profilo. Ricordo che la Compagnia Sangue Giusto ha aderito al progetto di monitoraggio e diffusione che il professor Vito Minoia ha promosso fondando il Coordinamento Nazionale Teatro in carcere. "Uomo si nasce" è del 2016, un libero adattamento da I masnadieri di F. Schiller. Lo spettacolo si è avvalso di scenografie realizzate dalla faleganmeria del carcere. Protagonisti sono i briganti, orgogliosi della propria condizione, che marciano verso la libertà intonando il loro inno. Per la prima volta detenuti e detenute recitano insieme nel carcere di Civitacecchia nello spettacolo "Romeo e Giulietta Studio scenico sull'amore diviso". Amori divisi dalla lontananza raccontati dalle parole di William Shakespeare, del 2016. Peter Pan è il protagonista dei laborori del 2014 con il titolo "La strada poi la trovi da te", un chiaro riferimento anche al brano musicale del cantautore Edoardo Bennato che dedicò un intero album al romanzo. Il primo spettacolo che la Compagnia Stabile Sanguegiusto, della Casa di Reclusione Passerini ha portato all'esterno è stato "L'Orda Viva" che racconta la vicenda di cinque italiani coraggiosi che negli anni dell'immmigrazione italiana, lasciano famiglia e affetti per trovare fortuna oltreoceano. Lo spettacolo trae liberamente spunto dal libro “Il lungo viaggio” di Leonardo Sciascia, e da rifermenti al saggio di Gian Antonio Stella “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi”.

L'Associazione SANGUEGIUSTO

Nel febbraio 2007 viene fondata l’Associazione Compagnia SANGUEGIUSTO da parte di Sarah Sammartino e Ludovica Andò L'Associazione SANGUEGIUSTO inizia le attività nelle carceri di Civitavecchia nel 2008 con laboratori artistico-pedagogici:

- Laboratorio teatrale nelle sezioni maschili della Casa Circondariale e nella Casa di Reclusione di Civitavecchia

- Laboratorio interculturale di teatro, canto popolare e narrazione nella sezione femminile della Casa Circondariale di Civitavecchia.

Negli anni la Compagnia SangueGiusto ha collaborato con Provincia di Roma (Assessorato alle Politiche Scolastiche e formazione continua), Regione Lazio (Direzione Regionale Enti Locali e Politiche di Sicurezza), Regione Lazio (Assessorato alla Cultura), l’Ufficio del Garante dei Diritti dei Detenuti della Regione Lazio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia il Comune di Civitavecchia (Assessorato alla Cultura), l'Università degli Studi Roma Tre (Dipartimento Filosofia Comuncazione Spettacolo)

Il sito della compagnia: http://addentro.weebly.com/

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