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I PROTAGONISTI DELLA PRISON CULTURE

Professor Claudio Sarzotti

Claudio Sarzotti, alla premiazione del LiberAzioni festival a Saluzzo, sezione speciale

Festival, convegni, mostre. Sono tante le manifestazioni promosse da uno dei protagonisti del dialogo contemporaneo sulla pena

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 20-09-2017


2017 | 20 settembre

Il professor Claudio Sarzotti, martedì 19 settembre 2017 alle ore 21 presso il Salone Rovasenda della Castiglia ha consegnato il Premio Menzione speciale “Museo della memoria carceraria di Saluzzo” ad un autore detenuto selezionato tra quelli che hanno partecipato al concorso letterario nazionale “LiberAzioni, storia tra dentro e fuori”. Il premio ammonta a 300 euro ed è stato stanziato dal Comune di Saluzzo, dall’associazione Bella Ciao e dall’associazione Antigone Piemonte. È previsto anche un premio, dello stesso ammontare, per cortometraggi. Claudio Sarzotti fa parte del comitato scientifico che ha partecipato al LiberAzioni festival di Torino ed è il fondatore della manifestazione E-Visioni che parte da un approccio sociologico della detenzione. Per ampliare e divulgare il dialogo in seguito alla proiezione di documentari, film, presentazioni librarie e mostre viene dato spazio a incontri e dibattiti. E-Visioni è una manifestazione che propone un'analisi completa della realtà penitenziaria partendo dalla rappresentazione artistico-culturale.

La realtà della detenzione è scomoda e difficilmente trova spazio sui media. Se ne parla quando le urgenze politiche hanno necessità di attirare l'attenzione del cittadino, quando il palinsesto di canale deve essere compilato, spesso in tarda serata. La prigione è un argomento scomodo, divide l'opinione pubblica, suscita dibattiti, spesso scontri basati su convinzioni pregresse e poco negoziabili. Il carcere è stato trascurato per anni dai mezzi informativi, considerato e relegato a soggetto utilizzabile per sperimentazioni di comunicazione sociale, da ambienti progressisti e schierati politicamente e storicamente che hanno prodotto qualche inchiesta interessante, difficilmente rintracciabile. Claudio Sarzotti, nelle sue varie e ormai decennali iniziative propone un approccio il più possibile completo della prigione, che riveli la complessità dell'argomento, calato nel quotidiano attraverso manifestazioni e realtà territoriali.

Una di queste è senza dubbio il Museo della Memoria Carceraria, unico in Italia, per la sua impostazione che, all'interno dell'ex carcere di Saluzzo della Castiglia, integra diversi percorsi di fruizione articolati tra le celle e gli spazi comuni della storica struttura architettonica. Le installazioni multimediali, gli allestimenti scenici, le esposizioni di oggetti originali e le testimonianze dell'epoca contribuiscono ad un approfondimento storico della detenzione alla Castiglia e nelle carceri ad essa contemporanee. Un progetto fortemente voluto da Claudio Sarzotti che riesce a dialogare con le istituzioni del territorio e a convincerle gli amministratori a contribuire al progetto di divulgazione della cultura che racconta e spiega la detenzione al cittadino. Questa intenzionalità rientra a pieno titolo nell'impegno che Sarzotti porta avanti all'interno dell'Associazione Antigone (http://www.associazioneantigone.it), in qualità di responsabile della Regione Piemonte e della Rivista che pubblica i risultati degli studi ed i rapporti annuali.

Il dialogo sulla detenzione deve essere supportato da dati reali, oltre che da studi seri, ed ecco che Claudio Sarzotti si fa promotore di una iniziativa in collaborazione con l'associazione Sapereplurale di Torino (http://www.sapereplurale.net) intitolata "Gli archivi della memoria carceraria: le carte e le voci”. Si tratta di un "percorso di formazione di raccoglitori di video e audio narrazioni autobiografiche del e dal carcere in collaborazione con Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, Videocommunity, Antigone, I Granai della Memoria". Descrive bene il senso di questo progetto Susanna Ronconi, dell'Associazione Sapere plurale, quando parla di contronarrazione, un modo per testimoniare la verità, , la voce dei protagonisti, contro l'omologazione ideologia della comunicaziine di massa e una certa deriva semplicistica e strumentale della storia.

L'impegno di Claudio Sarzotti si declina anche come autore di un testo teatrale, La carogna da dentro me, tratto da una sentenza che ha dovuto lasciare impuniti dei comprovati fatti di tortura perpetrati nei confronti di due reclusi all’interno di un carcere del Nord Ovest, nel dicembre 2004. Il lavoro è stato messo in scena dalla compagnia sperimentale Sudatestorie nel 2012. Si tratta di una riflessione molto cruda sui fatti avvenuti e sulla dinamica umana che ha portato alla morte di uno dei detenuti. La presenza dell'autore a convegni, manifestazioni e iniziative culturali è segno di quanto la comunità scientifica e artistica riconosca in lui un ruolo importante nella divulgazione della Prison Culture, termine ancora poco diffuso ma che lascia intuire il collante concettuale delle varie discussioni che, in Italia, si portano avanti nelle Università e sul territorio.

Claudio Sarzotti è professore Ordinario di filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Torino. Dal 1982 ha all'attivo molte ricerche condotte per conto di Enti ed Istituzioni riguardanti problematiche di grande rilevanza e attinenti il mondo della carcerazione. Del 1986 è  il “Progetto-Torino” condotto con il "Gruppo di Ricerca sui Problemi dell’Alcolismo e delle Tossicodipendenze" diretto dal prof. Amedeo Cottino. Del 1991 è 1992 la partecipazione, in qualità di coordinatore responsabile, alla ricerca, finanziata dall'Istituto Superiore della Sanità, sul tema delle problematiche etico-giuridiche della detenzione in carcere di soggetti sieropositivi o malati di Aids. Sempre negli stessi anni ha partecipato alla ricerca, finanziata dal Ministero dell'Interno e condotta dal Centro Studi e Ricerche del Gruppo Abele, sulla legislazione regionale in materia di giovani e adolescenti. Del 1999 vi è la partecipazione alla ricerca “La cultura giuridica degli operatori penitenziari”, finanziata dall’Istituto Superiore di Sanità per conto dell’Associazione Antigone e la  partecipazione alla ricerca “Modelli organizzativi e la cultura giuridica dei dirigenti delle cooperative sociali” nell’ambito del Progetto Integra del Gruppo Abele di Torino. Nel 2009 - 2010 ha partecipato, in qualità di responsabile scientifico nazionale, alla ricerca “Analisi dell'impatto della riforma della sanità penitenziaria sulla condizione dei detenuti  sieropositivi” del Ministero della Salute. Claudio Sarzotti ha partecipato alla discussione avviata durante gli Stati Generali dell'esecuzione Penale del 2015-2016 in qualità di coordinatore del tavolo 17 - Processo di reinserimento e presa in carico territoriale i cui partecipanti si sono occupati di "individuare strumenti legislativi e organizzativi utili ad avviare effettivi percorsi inclusivi che accompagnino il reinserimento sociale di chi ha scontato una pena, stabilendo rapporti continui con gli Enti e i servizi territoriali per facilitare sia la fase di preparazione al rilascio, sia quella di presa in carico esterna una volta che questo sia avvenuto." Questi sono alcuni passaggi del suo curricolo professionale che è ricco di saggi e pubblicazioni e rivela un forte impegno sociale unito alla convinzione che un operatore della cultura debba necessariamente impegnarsi nella divulgazione dal basso, portando il discorso fuori dalle aule universitarie, direttamente al cittadino, con un linguaggio attuale e adeguato ai nuovi media.

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