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I PROTAGONISTI DELLA PRISON CULTURE

Francesco Lo Piccolo

Francesco Lo Piccolo

Giornalista italiano

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 14-09-2015


Abruzzo, Italia

2015 | 14 settembre

Francesco Lo Piccolo è un personaggio che rappresenta in pieno la Prison Culture. Operatore mediatico, quindi, esperto di comunicazione, ha messo al servizio del carcere la sua decennale esperienza al fine di contribuire al dialogo che sulla pena, fortunatamente, il paese porta avanti da tempo. lo definirei un operatore militante, di una militanza non autoreferenziale ma sociale ed etica. Della sua esperienza personale e professionale, Francesco Lo Piccolo, ha fatto una pratica democratica utilizzando lo strumento associativo e fondando l'Associazione Onlus Voci di dentro, della quale è presidente e che si occupa del reinserimento degli ex detenuti delle carceri abruzzesi. Azzarderei il paragone con i grandi artisti del nostro Rinascimento, esperti e attivi in ogni campo del sapere, la cui pratica artistica era profondamente intrecciata alle loro convinzioni e alla personale esistenza. Alla pratica sociale, Francesco Lo Piccolo, unisce quella di formatore attraverso i laboratori di scrittura e sulla legalità nelle carceri di Chieti e Pescara, Lanciano e, ora concluso, a Vasto. La sua nota biografica si chiude confermando l'idea che per far fronte alla crisi sociale che da tempo ci assedia, più che azioni di economia bellica, sia necessaria una nuova idea di Rinascita umanistica e morale.

Marco Rabino

Francesco Lo Piccolo è giornalista dal 1980. Ha cominciato la sua attività professionale a metà degli anni Settanta collaborando col settimanale Nord Est a Venezia. Dopo un breve periodo al Diario di Palermo, Lo Piccolo, è stato assunto a il Mattino di Padova. Dal 1986 fino al 2011 ha lavorato a Il Messaggero nelle redazioni di Roma, Milano e Chieti. Francesco Lo Piccolo ha visitato paesi, vissuto e raccontato la tragedia della fame in Etiopia a metà anni Ottanta, il fermento che animava Berlino Est pochi giorni prima della caduta del Muro, le prime timide rivolte in Albania al tempo di Enver Hoxha, la città di Mosca a pochi mesi dall’elezione di Gorbaciov…

Francesco Lo Piccolo ha avuto la fortuna di aver incontrato buoni maestri. Da loro, oltre che da suo padre, che era maestro di scuola, ha appreso che chi scrive, chi è giornalista, ricerca la verità e non manipola i fatti ad uso e consumo di una o di un’altra parte politica. Attualmente ha un blog sul sito Huffingtonpost Italia dove scrive di informazione, giustizia, diritti, carcere. Da otto anni dirige Voci di dentro, rivista scritta dai detenuti che partecipano ai laboratori di scrittura che tiene in alcune carceri abruzzesi.

Entrato nel mondo del carcere come volontario, ha fondato con altri l’associazione Onlus Voci di dentro (della quale è presidente) che si occupa del reinserimento degli ex detenuti. Molti i progetti realizzati dall’Associazione Voci di dentro: accoglimento presso la sede di detenuti in articolo 21 ed ex detenuti affidati dalla Uepe Abruzzo, organizzazione di “buone partiche” con inserimento al lavoro di una decina di ex detenuti.

Fortemente convinto che non ci sono muri da innalzare ma porte da aprire e che occorre dare opportunità di vita e di conoscenze a persone che, non per colpa loro, queste opportunità non hanno avuto, tiene dei laboratori di scrittura e sulla legalità nelle carceri di Chieti e Pescara, Lanciano e fino a poco fa a Vasto. Ha fondato ed è presidente di Alfachi cooperativa sociale di tipo B con l’intento di creare occasioni di lavoro per detenuti ed ex detenuti. Grazie a questa iniziativa all’interno del carcere di Pescara ha organizzato un laboratorio di digitalizzazione con sei detenuti che nel 2014 hanno scannerizzato e indicizzato oltre 100 mila documenti dell’archivio ambiente della Provincia di Pescara. Ama leggere, scrivere, studiare, conoscere.

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Voci di dentro journal è il blog dell'Associazione Voci di dentro, attualmente diretta da Francesco Lo Piccolo


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Il corso "L'Archeologia apre lo sguardo" vuole contribuire, attraverso l’archeologia, ad aiutare i detenuti a superare almeno con il pensiero il momento contingente.