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PROGETTI

La vera sfida è vivere - Gruppi poetici - Associazione Lavori in corso, 2010

La vera sfida è vivere - Gruppi poetici

Associazione Lavori in corso

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 08-05-2015

Casa Circondariale
Lucera, Puglia, Italia

2010

I limiti del linguaggio significano i limiti del mondo (Ludwig Wittgenstein)

Il progetto “La vera sfida è vivere” ha preso il via nell'ottobre 2010 per opera dell'Associazione Lavori in corso Onlus all'interno della Casa Circondariale di Lucera

Il primo laboratorio ad essere realizzato è stato quello dei “Gruppi poetici” che ha incontrato il favore di molti detenuti. Finalità del laboratorio è quello di "recuperare il tempo sospeso dalla detenzione, rompere la solitudine, diminuire l’isolamento e affrontare le problematiche del reato, migliorare le modalità di comunicazione, offrire la possibilità di esprimere attraverso la scrittura e le attività di gruppo l’emotività, gestire pacificamente i conflitti, identificando fonti di stress e collera e i modi di gestione appropriati, sentirsi persone tra persone."

Presupposto dell'attività di questo laboratorio è la diversa percezione che ognuno di noi ha della realtà, che cambia anche nella visione personale rispetto alla prospettiva che si assume e al linguaggio usato per descriverla e le categorie utilizzate per spiegarla.

I detenuti che partecipano al laboratorio partono da livelli molto precari di conoscenza della lingua utilizzata nell'esprimere le proprie esperienze. Il linguaggio viene spesso utilizzato come strumento di immediata espressione emotiva, senza controllo razionale e, purtroppo, come strumento di offesa. Il pensiero espresso risulta legato alla lamentazione personale, alla "distribuzione di colpe" e frutto di atteggiamenti vittimistici rispetto alla giustizia e al resto della società.

Il laboratorio, attraverso il dialogo e l'espressione guidata, permette di spostare l'attenzione del partecipante verso un diverso piano rispetto alla realtà immediata, costituita dai disagi della vita detentiva, concentrandosi sul fuori. Questa operazione, non certo priva di sofferenza, permette di assumere posizioni mentali più costruttive. 

Referente: Dott. Umberto Di Gioia 

Coordinatrice: Avv. Antonietta Clemente

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