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PROGETTI

Valelapena. il vino del carcere di Alba

Valelapena. Il vino del carcere di Alba

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 05-08-2015

Casa di Reclusione Giuseppe Montalto
Alba, Piemonte, Italia,

dal 2014

Giovanni Bertello, insegnante e tecnico agronomo che opera all'interno della Casa di Reclusione di Alba, nell’autunno del 2009 ebbe l'idea di utilizzare le uve coltivate all'interno del carcere, dai detenuti, per produrre del vino. Bertello chiese, quindi, aiuto all'amico Paolo Lambertini, manager di Syngenta per avviare la formazione interna e poter contare su sostegno economico e formativo.

Il direttore del carcere Giuseppina Piscioneri e il personale dell'area trattamentale diede il suo sostegno e in poche settimane fu pronto il progetto che coinvolge quindici detenuti all'anno ai quali viene consegnata la qualifica di operatore agricolo. I vitigni coltivati sono nebbiolo nera, barbera nera, dolcetto e cortese. La vinificazione viene realizzata dall'Istituto Enologico di Alba. La produzione è di 1.400 bottiglie all’anno di un rosso rubino dal sapore morbido.

La finalità prima di questo progetto è quella di permettere il recupero sociale dei detenuti che ottengono la qualifica e  vivono una esperienza formativa che rende la loro detenzione una opportunità di miglioramento personale.

Contribuiscono alla realizzazione del progetto: l’istituto enologico Umberto 1° di Alba, che svolge il processo di vinificazione, imbottigliamento ed etichettatura; la Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri ONLUS, che assicura la formazione professionale regionale per Operatori agricoli e il Gruppo Operativo locale composto da Amministrazione Penitenziaria, Enti locali, Servizi Sociali e Sanitari, coordinato dai Comuni di Alba e Bra.

Il vino Valelapena può essere acquistato direttamente dal Carcere al prezzo di € 5 a bottiglia più i costi di spedizione scrivendo una mail a cc.alba@giustizia.it. Il libro “Valelapena, storie di Riscatto dal carcere di Alba” sarà disponibile su richiesta, fino ad esaurimento scorte, inviando un’email a rosa.granitto@syngenta.com.

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