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DETENUTI FAMOSI

Lady Jane Grey

Lady Jane Grey

Regina d'Inghilterra

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 12-01-2013


UK,

1536/1537 - 1554

La vicenda si svolge in Inghilterra, al tempo del Re Edoardo VI, in carica dal 1547 al 1553, figlio del più noto Enrico VIII. In tutta l'Europa si estende la Riforma della Chiesa cristiana che ha come obiettivi il ritorno ai principi del cattolicesimo e l'affrancamento dal potere papale di Roma. Molti regnanti abbracciano questa opportunità per opporsi ad un potente alleato pontificio, la Spagna.

Attraverso Martin Lutero e Calvino il Protestantesimo prende piede in tutta l'Europa del Nord. In Inghilterra a partire dal dal 1534, Enrico VIII interrompe i suoi rapporti con il Papato ed assume il titolo di Capo supremo della Chiesa.

La formazione di Lady Jane enl periodo in cui il calvinismo in Inghilterra si diffonde presso la nobiltà e i  circoli intellettuali. Lady Jane è la primogenita della famiglia Grey, imparentata con i Tudor, la dinastia regnante.  I Gray sono titolari del Ducato del Suffolk ed educano i figli alla religione protestande.

La famiglia Grey appoggia una fazione politica che ambisce alla corona, in seguito alla morte del Re Edoardo VI, facendo in modo di destinare alla carica proprio Jane. La giovane però regnerà solo per nove giorni. Maria Tudor, figlia di Enrico VIII e di Caterina d’Aragona ordinerà la sua condanna a morte e di molti altri protestanti e riformatori inglesi.

Marco Rabino


Dal sito www.riforma.net

Una volta nella Torre, Jane è portata nella Sala delle udienze, dove prende posto sotto il baldacchino reale. Sbrigate, così, tutte le formalità ufficiali, consapevole della realtà della situazione e dei doveri che si assume una regina, la vita nella Torre comincia a seguire quella routine che i governanti prima di lei avevano seguito da secoli. Il Consiglio della Corona lavora alacremente ed è dominato dal Duca Northumberland e dal Suffolk. Jane firma tutte le carte che le sono sottoposte. Per alcuni giorni, Northumberland sta accanto a Jane, portandole documenti da firmare e dicendole generalmente ciò che deve fare. Molte di queste carte riguardano la comunicazione della nuova situazione ai regnanti stranieri ed esortazioni ai vari nobili del regno di sottomettersi a Jane. Molti fra questi, però, presupponendo che la corona sarebbe stata diritto di Maria, si erano già sottomessi formalmente a quest'ultima, e non a Jane.

Una questione che subito sembra stare a cuore a Jane è quella di esaminare la lista di coloro che sono tenuti prigionieri alla Torre. Esamina, così, ogni caso individuale, e in diversi casi concede loro la libertà, fra cui Lady Laurana de' Medici, imprigionata con sua madre e vittima delle persecuzioni accese dal Vescovo Cranmer contro quei cattolici che avrebbero potuto minacciare lo stabilimento della Riforma nel Regno. Il resoconto della sua vicenda che fa alla Regina Jane [riportato in una lettera di Anne Grey (Taylor, 61 e ss.) è, in realtà, la storia d'amore fra lei ed un altro prigioniero, Edward Courtney, relegato anch'egli nella Torre per un suo coinvolgimento in un complotto contro il Re. La storia commuove Jane, che provvede alla liberazione dei due.

La questione più spinosa da da affrontare, naturalmente, è quella di Maria, che non solo rifiuta di sottomettersi, ma pretende la corona e raduna attorno a sé un esercito di sostenitori pronti a prendersi con la forza ciò che sono persuasi sia loro diritto.

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La sera dell'11 un messaggero arriva alla Torre con una lettera di Maria, con data del 9 luglio. Nella lettera Maria si proclama Regina e chiede che sia evitato un bagno di sangue. La lettera viene letta ad alta voce ed è seguita da un lungo silenzio, rotto solo dai singhiozzi delle due duchesse. Lady Jane non dice nulla. Dopo un lungo dibattito, si decide che due fratelli di Guildford, il conte di Warwick e Lord Robert Dudley, vadano ad incontrare Maria. Vi arrivano il 12 e fortunatamente sono distratti dalla sua attenzione, il che salva verosimilmente loro la vita. Ora Maria decide di marciare su Londra, alla testa di un intero esercito.

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Il processo avviene solo nel periodo che segue l'incoronazione di Lady Mary. 

Il 13 novembre, Jane, Guildford Dudley, l'arcivescovo Cranmer ed i lord Ambrose e Henry Dudley sono scortati da 400 uomini armati dallaTorre alla Guild Hall sotto l'accusa di alto tradimento, “per avere mosso guerra contro la Regina e cospirato per metterne un'altra al suo posto”. Tutti si dichiarano colpevoli, e la sentenza loro comminata viene susseguentemente confermata da un decreto del Parlamento.

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La data dell’esecuzione è fissata per venerdì 9 febbraio 1554. Maria, che aveva così odiato l’idea di dover far morire sua cugina, fa un ultimo tentativo almeno di salvare la sua anima... sperando che lei si converta al Cattolicesimo. Le manda, così, John Feckenham, decano di S. Paolo affinché le parli e la persuada. Gli dà alcuni giorni per cercare di convertire Jane alla fede cattolica. Jane, privata a lungo della sua compagnia di intellettuali e di dibattiti teologici, si comporta in modo gentile, ma contestando punto per punto le affermazioni del Feckenham. Forse non aspettava migliore occasione per testimoniare della sua preziosa fede. Dopo ore di discussione, Jane rimane protestante.

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L’11 febbraio Jane assiste all’esecuzione di suo marito da una finestra. Viene portato dalla Torre di Beauchamp alle 10 del mattino, e condotto nell’area delle esecuzioni di Tower Hill. Jane sta alla finestra e lo vede andare alla morte. Guildford muore con grande coraggio e dignità e, quando passa il carretto che porta il corpo di Guildford, Jane piange e mormora: “Oh Gildford! Gildford! Oh, quanto è amara la morte!”. Forse si rende conto di essere pure stata una vittima. In ogni caso, Jane vede il corpo di lui coperto di sangue, gettato su un fondo di paglia ugualmente macchiato di sangue, e portato a S. Pietro in vincula, con la testa avvolta in un panno e deposta accanto al corpo. Jane, così, vede suo marito che si avvia alla Tower Hill per l’esecuzione e più tardi vedrà il corpo di lui, privo di testa, riportato alla Torre.

Ora è venuto per Jane il suo turno per affrontare la morte. Indossa la stessa veste nera che aveva portato al processo. Prende con sé il suo libro di preghiere. E’ scortata da Sir John Brydges, luogotenente della Torre, la sua balia, la s.ra Ellen, e pure l’accompagna la sua servente, la s.ra Tylney. Piangono entrambe, ma Jane è calma e composta. Dopo tutto aveva perfino già assistito all’erezione del suo stesso patibolo vicino alla Torre bianca (le sue camere fornivano una vista eccellente su tutto il complesso). Dato che era una principessa di sangue reale, la sua esecuzione è privata. Ad essa viene invitato solo un piccolo gruppo di persone. Presso gli scalini del patibolo, Jane saluta Feckenham: “Iddio vi conceda tutti i vostri desideri ed accettate i miei ringraziamenti più sentiti per tutta l’attenzione che mi avete riservata. Indubbiamente le vostre attenzioni mi hanno messo alla prova più ancora di quanto la morte possa ora terrorizzarmi”.

Jane, così, sale sul palco del patibolo e si rivolge alla folla presente. Ammette di avere commesso tradimento, allorché aveva accettato la corona, ma: “Davanti a Dio e davanti a vuoi, buoni cristiani, io ora lavo le mie mani nell’innocenza”. Fa’ così segno di lavarsi le mani e chiede loro che essi siano testimoni della sua morte, affermando di morire come una buona cristiana. Questa, senza dubbio, era un’ulteriore indicazione della sua forte fede protestante. Dice: “Ed ora, buona gente, mentre sono ancora viva, io vi prego di assistermi con le vostre preghiere2”. Si inginocchia, e chiede a Feckenham: “Posso recitare questo Salmo?”. Legge così il Salmo 51 in inglese, a cui fa eco lo stesso Feckenham in latino.

Dopo la preghiera, dice a Feckenham: “Imploro Iddio di ricompensarvi abbondantemente per la gentilezza che mi avete mostrata”. Poi Jane si rialza e completa i suoi doveri finali. Consegna alla sua attendente, la s.ra Tylney, i guanti e il fazzoletto, come pure il suo libro di preghiere al fratello del luogotenente, Thomas Brydges. Comincia a slacciarsi la gonna, com’era tradizione, e il carnefice avanza. Era tradizione che le vesti esterne diventassero di proprietà del carnefice. Forse Jane non lo sapeva, o forse era semplicemente spaventata dalla figura mascherata che veniva verso di lei. Fa un passo indietro “desiderando essere lasciata sola”. Le sue attendenti completano di slacciare le sue vesti. Poi le passano un foulard affinché con esso si copra gli occhi. Poi il carnefice si inginocchia di fronte a Jane, chiedendole perdono. Anche questa era un’usanza che lei si aspettava. Al che Jane gli concede “molto volentieri” il suo perdono.

Non c’era più null’altro da fare se non eseguire la pena. Il carnefice le chiede di disporsi sulla paglia posta sul palco. Forse Jane, proprio in quel momento, vede per la prima volta il ceppo sul quale dovrà poggiare la testa. La sua compostezza per un attimo vacilla. Sussurra: “Vi prego di fare in fretta quello che dovete fare” e comincia ad inginocchiarsi. Esita un po’ e chiede: “Me la toglierete prima che io mi metta giù?”, riferendosi alla benda sugli occhi. Il carnefice risponde: “No, signora”, e così le lega il fazzoletto attorno alla testa sugli occhi. Jane, così, si inginocchia ma, bendata, non riesce a trovare il ceppo su cui deve poggiare la testa. Le sue braccia battono l’aria per alcuni istanti, e poi Jane grida: “Che debbo fare? Dov’è?”. Coloro che si trovano attorno al patibolo esitano – devono aiutarla? Così, uno della folla sale sul patibolo e l’aiuta. Guida le sue mani verso il ceppo. Jane appoggia poi la testa sul ceppo e distende il suo corpo. Le ultime sue parole sono: “Signore, nelle Tue mani affido il mio spirito”. Il carnefice, così, con un colpo d’ascia preciso le stacca la testa. Il sangue schizza dappertutto sul patibolo e su molti dei testimoni. Poi il carnefice prende la testa di Jane, la alza affinché tutti possano vederla e dice: “Così periscano tutti i nemici della Regina. Ecco la testa di un traditore”. Così finisce la vicenda di Lady Jane Grey. Era il 12 febbraio 1554.

...

Il sito dedica alla vicenda di Lady Jane ampio spazio. La vicenda è narrata e supportata da documentazione ufficiale e immagini dell'epoca. La vicenda è raccontata e suddivisa in capitoli che ambientano e ampliano storicamente il racconto della vita e dei fatti.

Gli argmenti trattati sul sito sono i seguenti:

La vicenda di Lady Jane

Copertina
Introduzione
Il tempo dei fatti narrati
La famiglia di Lady Jane
Le ambizioni dei genitori su Jane
Jana, educata come una principessa
Jane a Corte
Thomas Seymour
Tre anni con i suoi genitori
Personalità in conflitto
John Dudley e il matrimonio di Jane
L'incoronazione di Jane
Regina per nove giorni
Documenti originali di Jane Regina
Jane deposta
Il processo di Jane e le ultime speranze
Ragionamenti di Jane Grey con il Feckenham
Preghiera di Lady Jane in vista dell'esecuzione
L'esecuzione di Jane
Foto Torre di Londra
Epilogo
Linea temporale (16. e 17. secolo).
Linea di successione di Enrico VIII

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