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DETENUTI FAMOSI

Rubin Hurrucane Carter - Pugile statunitense, 1937 – 2014

Rubin Hurricane Carter

Pugile statunitense

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 26-09-2015


USA, Canada

1937 – 2014

La fama di Rubin Carter, chiamato Hurricane, (Clifton, 6 maggio 1937 – Toronto, 20 aprile 2014), non deriva solo dalla sua carriera pugilistica, stroncata dalla condanna, ma dal fatto di essere stato una eccellente vittima dell'intolleranza razziale degli statunitensi verso gli uomini di colore. La sua carriera nella boxe durò molto poco, dal 1961 al 1966, data della sua condanna a tre ergastoli perché ritenuto colpevole di un triplice omicidio durante una sparatoria a Paterson in New Jersey. Dopo venti anni di carcere ingiusto venne liberato, non senza alcune resistenze della giustizia americana. Di lui si interessò Bob Dylan che scrisse il famosissimo brano "Hurricane", nel 1975 pubblicato nel 1976, per raccontare la sua storia, e a lui venne dedicato un film Hurricane - Il grido dell'innocenza del 1999 interpretato da Denzel Washington.

Adolescenza e riformatorio

La vita di Rubin fu complicata fin dalla sua adolescenza, passata a Paterson, la città nella quale venne poi coinvolto nella sparatoria del bar. Rubin aveva 6 fratelli ma la vita familiare scorreva normalmente. Il primo problema con la giustizia lo porta in riformatorio, forse a causa di una reazione violenta verso un uomo che lo molestò sessualmente. Dal riformatorio evase nel 1954 e si arruolò nell'esercito americano a 17 anni. 

L'esercito

Anche sotto le armi Rubin collezionò qualche guaio. Dopo l'addestramento a Fort Jackson, Carolina del Sud, fu inviato in Germania. La corte marziale lo convocò 4 volte per insubordinazione. Durante questo periodo si avvicinò alla boxe. Il periodo militare fu breve e nel 1956 fu congedato, tornò nel USA e venne arrestato per l'evasione dal riformatorio.

Il carcere per reati minori e la boxe

Dopo dieci mesi di detenzione fu libero per poco, tornò nella prigione del New Jersey per altri 4 anni a causa di furti e aggressioni. Fu il carcere a far ricordare a Carter che la sua strada poteva essere quella dei combattimenti e al suo arresto, nel 1961 riuscì a diventare un professionista combattendo nella categoria dei pesi medi. Il soprannome di Hurricane gli venne assegnato a causa del suo aspetto minaccioso e della sua tecnica pugilistica altamente spettacolare.

La sparatoria

La carriera proseguì spedita fino al 17 giugno del 1961 quando alle 2.30 del mattino nel "Lafayette Bar and Grill" di Paterson due uomini di colore fecero fuoco uccidendo Fred "Cedar Grove Bob" Nauyoks ed il barista Jim Oliver. In seguito morì una donna, Hazel Tanis, per gravi ferite e un uomo, Willie Marins, perse un occhio. A Carter la polizia arrivò in seguito a testimonianze di alcuni testimoni che dichiararono di aver visto la sua auto. Tra questi un noto criminale Alfred Bello e alcuni residenti. Nel momento del riconoscimento nessuno indicò Carter ma pistola e proiettile trovati nella vettura coincidevano con quelli dell'agguato. Le risposte di Cater e del suo amico risultarono false al poligrafo ma non essendo attendibile come prova vennero rilasciati.

Il primo processo

Durante il primo processo furono Alfred Bello e Arthur Dexter Bradley a dichiarare che Carter era uno dei due uomini della sparatoria. Venne incriminato anche l'amico Artis. La condanna a vita fu comminata nonostante le prove non erano perfettamente limpide.

L'autobiografia

"The Sixteenth Round: From Number 1 Contender to #45472" (Il sedicesimo round: da sfidante numero 1 a numero 45472) fu la sua autobiografia pubblicata nel 1974 e inviata a Bob Dylan che si interessò immediatamente al suo caso scrivendo la canzone "Hurricane" e dedicandogli un concerto in carcere.

Il secondo processo

Bello e Bradley intanto ritrattarono ma il giudice Bradley negò la mozione basata sulla ritrattazione. Fu la corte suprema a concedere a Carter e a Artis un nuovo processo nel 1976. Nel processo che segui Bello riconfermò la prima versione e i due furono nuovamente condannati al carcere a vita.

La riabilitazione

Lesra Martin era un ragazzo di colore canadese che scrisse a Carter in carcere dopo la seconda condanna. In seguito al carteggio Lesra riuscì, con un gruppo di amici, a promuovere una petizione alla Corte Federale. Nel 1985, il giudice della Corte Federale Haddon Lee Sarokin sentenziò che Carter e Artis erano stati vittime di una condanna "basata su motivazioni razziali".

Carte nel 1986 subì una ulteriore detenzione per traffico di cocaina e possesso di auto rubata. Nel 1988 visse in una fattoria vicino a Toronto, in Canada interessandosi in qualità di direttore esecutivo dell'Associazione per la Difesa dei Condannati per Errore (ADWC) dal 1993 al 2005.

Ricevette il, 14 ottobre 2005, una laurea Honoris Causa in Legge dall'Università di New York, da quella di Toronto e dalla Griffith University di Brisbane, grazie al suo lavoro per l'ADWC. Rubin Hurricane Carter morì a Toronto il 20 aprile 2014 all'età di 76 anni a causa di un tumore alla prostata.

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L'autobiografia scritta in carcere da Rubin Hurricane Carter. Dopo averla letta Bob Dylan scrisse il brano Hurricane.


Una biografia sula vita e la triste vicenda che costò la carriera a Rubin Hurricane Carter, pugile americano degli anni Sessanta del Novecento.



The Hurricane (Hurricane - Il grido dell'innocenza) è un film ispirato alla vita di Rubin Carter, pugile professionista che scagionato dopo 20 anni di carcere da innocente.


Accusato di triplice omicidio, 'Hurricane' scontò venti anni di carcere, condannato sulla base delle testimonianze di due criminali, che solo in seguito ritrattarono sulla versione raccontata agli inquirenti.