Scena dal film Bully
Scena dal film Bully
Ceci n’est pas Ubu - Liceo Classico di Cesena, Vincenzo Monti

Liceo Classico di Cesena, Vincenzo Monti

Di DETENZIONIstruzione

Pubblicato il: 15-02-2017

Piazza Sanguinetti, 47521 Cesena FC
Cesena, Emilia-Romagna, Italia

2017 | 15 febbraio

Il 22 e il 29 novembre 2016 dentro il carcere di Forlì sono andati in scena due spettacoli organizzati dall'Associazione Con...tatto. "Ceci n’est pas Ubu", uno di questi spettacoli, vede in scena attori detenuti che hanno partecipato al laboratorio interno al carcere e studenti attori del liceo classico Vincenzo Monti di Cesena. Lo spettacolo, con il suo titolo, rimanda ad un celebre quadro di René Magritte, il pittore francese surrealista molto attento alla semantica del linguaggio. Il testo è stato scritto dalle allieve del liceo Monti di Cesena e dai detenuti della casa circondariale di Forlì ispirandosi al Macbeth di Shakespeare, al teatro dell'assurdo, alla Patafisica e all’Ubu Roi di Alfred Jarry. Il protagonista dell'opera e Jerry, Ubu, il suo personaggio, scompare, mettendo così a rischio la realizzazione dello spettacolo. Comincia così la ricerca di Ubu in diversi luoghi. Si cerca nel deserto, si cerca nel circo, in un teatro di burattini nel mare, nella foresta e perfino sulla luna. Non vi è alcun risultato e quindi non rimane che aspettare la fine dello spettacolo per capire dove è nascosto Ubu. Lo spettacolo è frutto di una collaborazione con il liceo Vincenzo Monti di Cesena, grazie al dirigente scolastico del liceo classico Vincenzo Monti il professor Domenichini e la professoressa Solfrini, coordinatrice del progetto teatro liceo Monti. Ancora, la professoressa Romanelli, l'associazione che raccoglie i genitori del liceo classico Monti, Dante Alighieri, il coordinamento teatro in carcere Emilia Romagna, la professoressa Valenti del DAMS di Bologna, lo scenografo Stefano Camporesi, l'associazione teatrale Malocchi e Profumi.

Mercoledì pomeriggio 10 giugno 2015 gli studenti del liceo classico di Cesena Vincenzo Monti hanno recitato all'interno del carcere di Forlì con i detenuti ospitati nella struttura penitenziaria. Lo spettacolo, frutto di un laboratorio, si intitola Hotel Gerusalemme ed è una riflessione sulla guerra che si ispira al testo di Torquato Tasso. Durante il laboratorio teatrale ai detenuti è stato chiesto di confrontarsi con il poema dell'autore. A dirigere l'operazione è stata la regista Sabina Spazzoli dell'Associazione Con...tatto. i partecipanti al progetto hanno scritto dei testi che si sono integrati con il testo di Torquato Tasso, recitato dai ragazzi del liceo Vincenzo Monti prossimi alla maturità. Gli studenti hanno partecipato ad un laboratorio scolastico teatrale. Lo spettacolo fa parte di un ciclo più ampio organizzato dal Coordinamento teatro carcere Emilia Romagna.

In un periodo che va dal 8 al 29 giugno 2015 detenuti di alcune Carcere dell'Emilia Romagna saranno impegnate nella realizzazione della Gerusalemme liberata in carcere. Le carceri che partecipano al progetto sono quelle di Bologna, il carcere di Castelfranco Emilia, il carcere di Ferrara, il carcere di Forlì, Parma, Reggio Emilia. In tutto sei spettacoli che hanno tratto ispirazione dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso. Ad organizzare la manifestazione sono le compagnie teatrali che fanno parte del coordinamento teatro carcere Emilia Romagna. La finalità principale del coordinamento è quella di realizzare laboratori e percorsi di recupero all'interno delle carceri della Regione. Cristina Valenti è il consulente scientifico del progetto sulla Gerusalemme Liberata. Le compagnie teatrali sono Cooperativa Teatro Nucleo di Ferrara, cooperativa teatro del Pratello di Bologna, cooperativa teatro Jolly di Parma, cooperativa le mani parlanti di Parma, Teatro dei Venti di Modena, associazione contatto di Forlì, gruppo elettrogeno di Bologna. All'interno del carcere di Forlì, guidati da Sabina Spazzoli, i detenuti hanno indagato il testo di Torquato Tasso partendo dalle domande interne al poema. La rilettura è stata indirizzata all'analisi della storia e in particolare alle guerre di Troia, alla prima crociata per arrivare al contemporaneo. I progetti che portano gli studenti nelle carceri sono da prendere in grande considerazione perché permettono ai ragazzi, già maggiorenni, di entrare in contatto con una realtà che si spera non sia parte della loro esperienza. Entrare in carcere per proporre un progetto culturale e di conseguenza di alto valore umano è uno degli strumenti che possiede l'amministrazione penitenziaria per avviare seri e proficui programmi di recupero e restituzione della pena.

Il liceo Vincenzo Monti di Cesena, come altri istituti italiani, dà molta importanza alla legalità e nell'ambito di questo argomento martedì 11 febbraio 2014 ha organizzato, per le classi quarte, un incontro con la dottoressa Elena Valentini, ricercatrice di procedura penale dell'Universtità di Bologna con argomento “sovraffollamento carcerario: fotografia del presente e possibili rimedi per il futuro”. Questo incontro ricade nell’ambito di un progetto più generale intitolato “Artefici del proprio destino e capaci del proprio riscatto”. In seguito ad una esamina dell’attuale legislazione italiana, in materia di detenzione, la professoressa Valentini è passata alle ragioni storico-sociali che hanno prodotto la difficile situazione all'interno delle carceri italiane e che hanno spinto l'Unione Europea a chiedere alla Nazione di intervenire per far fronte ai problemi di sovraffollamento e di disagio all'interno delle carceri italiane. L'occasione è stata sicuramente importante per far conoscere agli studenti una realtà difficilmente a loro portata di mano ma che è necessario in quanto cittadini consapevoli conoscere.

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