Scena dal film Bully
Scena dal film Bully
Picco - Regia di di Philip Koch, 2010

Il ruolo delle istituzioni scolastiche nella prevenzione della devianza minorile

Professoressa Mira Carello

Di DETENZIONIstruzione

Pubblicato il: 21-03-2014


Italia

2014

Considerato l’elevamento dell’obbligo scolastico a 16 anni, le Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado intercettano tutta la popolazione giovanile presente in Italia e costituiscono quindi un partner imprescindibile per chi voglia occuparsi di prevenzione della criminalità e di diffusione di conoscenza della realtà carceraria con conseguente incremento di sensibilità nei confronti dei detenuti e di tolleranza e promozione dei diritti umani per tutti.

La materia giuridica non è specificatamente prevista all’interno dei curricoli scolatici, se non in alcune tipologie di Scuole Secondarie di Secondo Grado, tuttavia è indispensabile che tutti i ragazzi, con modalità adatte all’età e alla conseguente capacità di apprendere, familiarizzino almeno con alcuni concetti giuridici fondanti, quali la differenza tra capacità giuridica e capacità di agire, la definizione di reato, il tema dell’imputabilità. Se ciò non accade, il rischio è che i minori siano spesso all’interno delle loro scuole soggetti attivi di condotte criminose, senza rendersi pienamente conto del disvalore e della gravità del loro agire. Se  si pensa all’ingiuria, alla diffamazione, alla rissa, alle lesioni personali, allo spaccio o alla ricettazione, si ha un ventaglio di condotte non così infrequenti tra la popolazione scolastica che costituiscono per il nostro Codice Penale altrettanti reati. Insegnanti e personale scolastico che abbiano ricevuto un’adeguata formazione e siano sensibili a queste tematiche possono aiutare i ragazzi a comprendere che certi comportamenti non sono solo delle bravate sanzionabili con al massimo una sospensione, ma costituiscono vere e proprie condotte criminali punibili per legge. 

Quanto al bullismo, le linee guida per la prevenzione e il contrasto di tale complesso fenomeno, emanate dal MIUR il 5 febbraio 2007, richiamano l’attenzione, oltre che sulla centralità della persona di ogni singolo alunno, anche sulla promozione della cultura della legalità e sulla necessità di richiamare la legge penale come punto di riferimento per la valutazione della sanzione da irrogare. Infatti, se la scuola in quanto Istituzione educativa può intervenire solo nei limiti che le sono consentiti, deve anche essere in grado di informare i minori della rilevanza penale dei loro comportamenti, oltre che promuovere le iniziative necessarie perché sia applicata la legge penale per fatti di bullismo particolarmente gravi.

Conoscere la realtà carceraria, comprendere che determinati comportamenti possono avere come conseguenza la reclusione, riflettere sui meccanismi di esclusione e discriminazione nella nostra epoca e nel nostro territorio, ma anche in un’ottica di confronto sincronico e diacronico,  promuovere la cultura del diritto di tutti, anche dei reclusi, ad una vita dignitosa sono tutti obiettivi che si inscrivono perfettamente nella dimensione educativa di Cittadinanza e Costituzione, insegnamento introdotto, come è noto, nelle scuole italiane di ogni ordine e grado dalla L.169/2008 – legge di conversione del D. L. 137/2008. Tra i temi che le scuole sono chiamate ad affrontare si segnalano, infatti, la legalità e la coesione sociale, i diritti umani ed il rispetto delle diversità. 

Una riflessione sui rischi della devianza minorile e sul rapporto tra il carcere e l’esterno, quindi, rientra a pieno titolo nei percorsi di Cittadinanza e Costituzione e risulta particolarmente significativo ai fini dell’acquisizione di conoscenze più approfondite circa la detenzione e di habitus comportamentali fondati sul senso di responsabilità individuale e collettiva.

A fronte di problematiche così multidimensionali e complesse, le singole Istituzioni Scolastiche non trovano gli strumenti adeguati per intervenire e rischiano di limitarsi ad iniziative che, pur meritevoli, restano episodiche e dunque poco rilevanti. La proposta delle Rete intende ovviare a questo inconveniente e consentire di mettere in comune risorse strumentali ed umane, condividere best-practices, interagire sia tra livelli di scuola affini sia nell’ottica della continuità, al fine di realizzare un apprendimento connettivo efficace.

In questo modo si evitano l’episodicità, la ripetitività, la competizione e l’isolamento e si condividono invece modelli, progetti, partner, materiali visibili e riutilizzabili da altri.

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DETENZIONI, in accordo con la rete di scuole denominatasi "Dietro le sbarre, Oltre le sbarre" e in collaborazione con enti ed organizzazioni territoriali, coordina e promuove un progetto di sensibilizzazione rivolto agli studenti di tutti gli ordini e grado, riguardante i temi della legalità ed in particolare a quello della detenzione.


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