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I Prigioni - Michelangelo

La scheda per l'analisi di un'opera figurativa e le competenze di arte

Marco Rabino

Di DETENZIONIstruzione

Pubblicato il: 25-02-2017


2017 | 25 febbraio

L’opera d’arte e la scheda per la lettura e l’analisi

Fornire un metodo per analizzare un'opera d'arte ad uno studente è il dovere e la preoccupazione di ogni insegnante. Libro alla mano, davanti alla proiezione dell'immagine o, meglio ancora, di fronte all'opera all'interno di un museo, partiamo dal presupposto che non si può prescindere dal contesto nel quale si analizza l'opera d'arte. Inoltre poiché questa lettura è mediata da un formatore occorre tenere presente anche il tipo di relazione che vi è tra il discente e l'insegnante. Mettiamo da parte qualsiasi aspetto personale poiché si sa che ogni studente affronta la materia in relazione alla simpatia o antipatia che nutre verso la persona che gli sta di fronte. Consideriamo, invece, il tipo di relazione che intercorre tra chi spiega e l'uditore e il luogo in cui questa spiegazione avviene. Leggere un'opera di fronte all'originale, all'interno di un museo, più o meno importante, con un gruppetto di studenti è altra cosa che raccontare, leggere o analizzare tratti dell'opera dalla cattedra di una classe scolastica. Sicuramente l'uscita sul territorio accende l'interesse dei ragazzi. E questo è un passo fondamentale per innescare una motivazione all'osservazione e all’interpretazione dell'opera dipinta o scolpita.

Bene, abbiamo acceso l'interesse dei nostri studenti. Chiediamo loro di osservare l'opera e di parlarne. Il ragazzo si trova quindi di fronte ad una superficie dipinta della quale deve parlare in termini appropriati. Ecco che, quindi, inizia il primo presupposto legato al luogo e alla situazione nel quale ci troviamo. Per appropriato il ragazzo intende la condizione ben precisa di rispondere alla domanda: cosa vuole sentire da me il professore? Il nostro osservatore, novello critico, cercherà di capire quali sono le informazioni che il professore vuole che lui tragga dalla sua osservazione. La prima vista accenderà sicuramente la memoria pregressa del ragazzo che assocerà alle immagini che guarda altre immagini e situazioni che ha già vissuto. Nozioni scolastiche, gite con altri insegnanti, visite realizzate in famiglia, documentari che ha visto in tv e così via. Ma questo agli insegnanti ovviamente non basta. Ecco che è necessario, allora, guidare la visione dello studente e fornire chiaramente una griglia osservativa che permette di scoprire gli aspetti dell'immagine che ci interessano, raccogliere le informazioni necessarie, metterle in relazione storicamente o strutturalmente e creare il discorso che ci interessa.

Di schede per l'analisi dell'opera ve ne sono molte. Le case editrici forniscono le proprie matrici che gli autori predispongono. Probabilmente, visto che ogni modello presenta più o meno le stesse voci, anche se organizzate in maniera diversa, non vi è molta differenza di valore tra le tante schede che ogni insegnante propone ai propri alunni. In realtà la condizione primaria che si vuole far passare con una analisi dell'opera mediante scheda è quella di una lettura sistemica, analitica, che fornisca un metodo chiaro per l'osservazione di una immagine. Di fronte a un'opera d'arte infatti il primo istinto è quello di mettere le relazioni le immagini con il proprio vissuto. Anche Umberto Eco, il famoso semiologo del tutto, asseriva che la prima lettura di un'opera è quella emotiva. Occorre quindi una seconda lettura più razionale e quindi sistemica.

Aiuto ci sono le competenze!

Siamo però in epoca di competenze e la questione si complica. Basta pronunciare il termine “competenze” che ogni collegio docente si agita e ad ogni insegnante corre un brivido lungo la schiena. Il progetto per competenze è una bestia nera da affrontare e da proporre alla propria classe in tempi da record, impotenti di fronte alla progettualità che richiede questo tipo di didattica. Il primo approccio è quello, sgradevolissimo, di dover affrontare una nuova terminologia, a volte un po' confusa già a partire dalla formazione, dei nuovi assetti di apprendimento all'interno della classe, una didattica che mette da parte la nozione e i contenuti a favore di un setting di gruppo che crea difficoltà di gestione e parecchio rumore in tutta la scuola.

Come fare quindi a non sentirci oberati dal lavoro, spiazzati dalla nuova terminologia e dall’utilizzo di nuovi schemi di valutazione e di progettazione, basiti di fronte a numerosi fogli di cartaceo che ci spiegano come organizzare una lezione per competenze e come fare a monitorare e infine a valutare il livello ha raggiunto da ciascun studente? Per quanto riguarda la lettura di un'opera d'arte, probabilmente, il lavoro che richiede una metodica per competenze è già presente nel lavoro e nella professionalità di ogni insegnante della disciplina. L'osservazione, competenza trasversale ad ogni materia, è alla base dell'analisi di ogni opera d'arte figurativa. L'interpretazione, operazione conseguente all'osservazione accurata e attenta, è oggetto di lezione quotidiana da parte del docente nel momento in cui esercita la sua professione di insegnante di storia dell'arte.

Si tratta quindi affrontare l'amaro calice della progettazione e della rendicontazione attraverso una maggiore produzione di documentazione scritta. La prima volta è sicuramente uno shock. Man mano che ci si esercita il copia incolla ci può venire in aiuto e con maggiore sicurezza ed esperienza nuovi progetti di competenze verranno spontaneamente da sé. Nella confusione che spesso regna in contesti di formazione, seppur di alto profilo, causati da una mancanza di terminologia in comune e dall'utilizzo di nuovi termini per vecchie attività, una certezza è però chiara. Per lavorare con le competenze occorre mettere da parte il contenuto e lavorare con un metodo. Il metodo con il quale portare avanti l'esperienza è il focus necessario per creare un progetto trasversale all'interno dell'esperienza del consiglio di classe o dell'intero collegio dei docenti. Certamente si può partire da un contenuto, un argomento e declinarlo all'interno di ogni materia. Inevitabilmente, però, qualche insegnante sarà costretto ad affermare che l'argomento nella sua disciplina non rientra per niente. Ecco quindi saltata la compattezza della trasversalità del progetto.

Se, invece, ad essere al centro del lavoro l’elaborazione di un metodo e una competenza da valutare ecco che la trasversalità sarà più facile da realizzare. Qui ci viene in aiuto proprio l'esperienza dell'insegnante di storia dell'arte e di disegno. L'osservazione è una competenza che da sempre gli insegnanti di arte cercano, consapevolmente o inconsapevolmente, di trasmettere e di attivare ai loro studenti. La scheda per la lettura di un'opera è proprio la schematizzazione del processo di osservazione di un'opera d'arte. Certo per fare un passo avanti verso le competenze il processo di elaborazione di una scheda dovrebbe essere frutto di un setting di gruppo nel quale l'insegnante è solo il conduttore di un lavoro collettivo che porta alla realizzazione di un modello di osservazione.

Ecco, quindi, che torna il concetto di contesto. E per contesto non si intende solamente il luogo fisico nel quale avviene il magico evento dell'osservazione, ed in seguito dell'interpretazione. Per contesto si intende anche il gruppo nel quale gli studenti, mediati e condotti dall'insegnante, espongono teorie sul metodo di lettura e ne propongono una formalizzazione. Si elabora insieme un metodo di osservazione. La competenza chiamata osservazione viene quindi attivata, sviluppata, osservata e valutata dall'insegnante che innesca il processo che porta al suo sviluppo all'interno del gruppo che la sta elaborando lì ed in quel momento. La competenza “osservazione” non è una realtà astratta e definita. È un processo che diviene nel qui ed ora con individui dotati di una precisa esperienza umana e cognitiva, che si trovano in un particolare spazio fisico di fronte ad una oggetto di osservazione che in questo caso è un'opera d'arte. L'esperienza di osservazione produce, quindi, un sapere competenziale che evolverà in seguito verso un'altra esperienza dello stesso tipo innescando nuovi metodi, sempre diversi, perché adeguati al diverso contesto spaziale e umano.

Questa è proprio la difficoltà e il fastidio che produce il lavorare per competenze. Non vi sono formule predefinite e non vi sono metodi preconfezionati. Ogni progetto per competenze deve creare il proprio metodo relativo al teatro di conoscenze che si sta organizzando all'interno dello spazio fisico, attraverso una particolare metodologia progettata preventivamente e con un preciso gruppo di persone. A spaventarci è proprio la mancanza di esattezza e la discreta energia che ci vuole per affrontare la progettazione dell'esperienza e la messa in campo di un setting di classe diverso da quello consolidato della lezione frontale che permette un controllo degli alunni solido e sicuro.

Una buona conoscenza dei contenuti della disciplina è fondamentale per progettare l’esperienza

È richiesta, però, una condizione dalla quale non si può scappare. Il conduttore, l'insegnante, deve conoscere molto bene il fine al quale si sta mirando. Insomma deve conoscere bene l'opera, deve aver ben chiaro quali sono gli aspetti da osservare e quali sono le chiavi da utilizzare per una successiva interpretazione. Un progetto per competenza non può essere improvvisato al momento. Al momento si possono e si devono valutare quelle correzioni di mira che servono per coinvolgere l'intero gruppo e svegliare l'attenzione degli studenti. La capacità del conduttore è quella di cogliere e valorizzare i contributi che provengono dagli osservatori e dirigerli in modo discreto sulla via dell'esperienza progettata che porterà a sviluppare la competenza in oggetto, in questo caso quella dell'osservazione di un'opera d'arte.

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La deposizione dalla croce di Beato Angelico è un'opera molto delicata, poetica, che segna un momento di passaggio dalla pittura medievale a quella rinascimentale. Colori brillanti e figure modellate delicatamente sono la cifra del Beato Angelico che ha realizzato insieme a Lorenzo Monaco questa pala d'altare per i suoi confratelli del convento di San Marco a Firenze.


La progettazione dell'attività da sottoporre agli alunni prevede la predisposizione di un percorso interpretativo. Occorre tenere ben presenti il percorso progettato e i contenuti della materia. se è vero che le competenze si costruiscono attraverso un processo di scoperta del gruppo, il conduttore deve possedere una solida conoscenza disciplinare.


La lettura interpretativa di una immagine parte dall'analisi del campo testuale (teoria del campo gestaltico) nel quale tutti gli elementi coesistono e si integrano contribuendo al significato dell'opera. Non basta elencare le varie parti dell'immagine quali bersaglio di risposte a domande poste su una scheda preconfezionata.


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