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STORIA

La Rochelle - Convoglio di forzati in partenza per la Cayenna francese

Storia e prigione - Colonie e bagni penali

Marco Rabino

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 05-03-2017


Nel mondo

1800 - 1900

Il termine colonia penale non è utilizzato abitualmente e pochi lo conoscono. Si tratta di una realtà molto diffusa nel passato che oggi sopravvive in Italia in qualche struttura penitenziaria sulle isole nazionali. Nel passato la colonia penale veniva anche chiamata bagno penale ed era un luogo dove venivano inviati detenuti costretti a lavori forzati. Come dice il nome, colonia penale, si trattava di luoghi lontani dalla madrepatria e di proprietà nazionale. Ogni stato imperialista, impegnato nella conquista di territori lontani, poteva organizzare le proprie colonie penali che servivano diversi scopi contemporaneamente. Apparentemente le colonie penali permettevano di sfoltire le carceri metropolitane da detenuti e prigionieri in esubero, particolarmente violenti o problematici da trattare. La colonia penale, proprio grazie al fatto che si trovava molto lontana da occhi e orecchie indiscreti, offriva un luogo sicuro dove relegare nemici politici o di altro tipo. Inoltre il trattamento riservato ai detenuti delle colonie penali era molto rigido. Non erano solamente i duri lavori forzati a minare la salute e la vita dei detenuti, contribuivano anche il trattamento umano e le condizioni quotidiane della popolazione carceraria. Inoltre il personale di sorveglianza non era sicuramente incline a considerare il detenuto come un essere umano alla pari e quindi si trovava di fronte alla possibilità di permettere ai propri istinti peggiori di emergere. Quanto poi siano reali le cronache dell'epoca oppure espedienti di narrazione per creare storie drammatiche da raccontare prima nei libri e poi nei film ad essi ispirati, occorre verificare sui testi che riportano i diari dei detenuti espatriati nelle colonie come i diari dei deportati inglesi nella colonia penale australiana che sono diventati, nel 2007, attraverso una dichiarazione dell'Unesco memoria del mondo.

Un altro scopo, per il quale sono state utilizzate le colonie penali, fu quello di colonizzare un territorio difficile è molto lontano dalla madrepatria. L'Inghilterra utilizzò i territori dell'Australia, colonia dell’Impero britannico, come sede di molte colonie penali nelle quali venivano inviati detenuti anche in seguito a loro richiesta per evitare condanne peggiori nelle carceri londinesi o in patria.

Nella storia sono state molte le nazioni che hanno allestito colonie penali. L'impero britannico oltre ai territori dell'Australia ha utilizzato anche molte parti del Nord America e come colonie penali soprattutto della Georgia, colonia penale per eccellenza. Sembra che furono almeno 50.000 gli inglesi inviati nella colonia penale del Nord America. Questi detenuti espatriati venivano utilizzati nelle piantagioni e trasportati con navi mercantili private per poi essere affidati ai proprietari terrieri.

L'Australia venne utilizzata come colonia penale in seguito alla guerra di indipendenza americana che sottrasse i territori del Nord America alle ambizioni espansionistiche inglesi. Le zone più importanti dell'Australia utilizzate per insediamenti di detenuti furono l'isola di Norfolk, il Nuovo Galles del Sud e la terra di Van Diemen. In queste zone furono deportati i condannati politici della Home Rule irlandese. L'impero britannico utilizzo poi anche altri territori quali quelli indiani delle isole Andamane e di Hijili. Anche la Francia ebbe le sue tristi colonie penali nei tropici. La più famosa è anche la più raccontata dalla letteratura ed al cinema su quella organizzata all'interno della Caienna, la Guyana francese sull'Isola del diavolo tra il 1852 e il 1938. Qui la Francia spediva falsari e criminali comuni che erano destinati ad essere dimenticati dalla nazione. Altre colonie penali francesi erano in Nuova Caledonia e in Melanesia dove venivano mandati i dissidenti comunardi e ribelli insieme a altri criminali comuni. Colonie penali si trovarono anche organizzate sulle isole di San Cristobal nelle Galapagos ed in Ecuador tra il 1869 e il 1904.

La Siberia fu la colonia penale della Russia durante il suo periodo imperiale e dell'Unione Sovietica. Qui le condizioni erano e sono ai limiti dell'umana sopravvivenza e sono state documentate da letteratura e film sebbene durante il periodo sovietico le informazioni circa la detenzione di dissidenti e altre persone che il regime voleva nascondere erano poche e di difficile divulgazione. Il sistema delle colonie penali o più propriamente bagno penale per quanto riguarda la Siberia in periodo sovietico è stato il Gulag mentre veniva chiamato Katorga nel periodo zarista. Nei Gulag i detenuti lavoravano per i regimi e per lo zar fornendo legno e minerali all'industria.

L'Italia ha avuto le sue colonie penali, soprattutto agricole dove, in periodo fascista, venivano inviati antifascisti e personalità scomode per il regime. Erano omosessuali, mafiosi e intellettuali che si opponevano alla fede dell'epoca. Oltre alle strutture costruite sulle isole venivano anche utilizzate delle strutture e delle fortezze di epoca precedente come il forte di Fenestrelle in Piemonte. Sono state soprattutto le isole ad ospitare le colonie penali italiane come l'isola dell'Asinara in Sardegna le isole di Pianosa, di Capraia in Toscana Lampedusa e Ustica in Sicilia, le Tremiti in Puglia e l'isola di Ventotene nel Lazio sulla quale sorge il Carcere Borbonico con struttura panottica e architetture molto interessanti. Attualmente il sistema penale italiano permette la persistenza di colonie penali a scopo agricolo per detenuti particolarmente indicati a questo tipo di trattamento della pena.

La Cayenna, il terribile bagno penale situato nelle isole della Guyana francese nei primi decenni de Novecento. Già ai tempi del suo utilizzo fu oggetto di macabra e morbosa curiosità. Vi erano stati inviati detenuti eccellenti come Alfred Dreyfus (Mulhouse, 9 ottobre 1859 – Parigi, 12 luglio 1935), oggetto anche dui dei primi documentari cinematografici. Tra questi vi è un film di Georges Méliès del 1899, "Dreyfus Rencontre Sa Femme À Renne".

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Nelle colonie penali, per facilitare la bonifica del territorio e la produzione agricola, venivano utilizzati i detenuti incatenati e costretti a lavori forzati. I detenuti erano allineati lungo le strade per sistemare i bordi pietrosi, pulirne le carreggiate, oppure nei campi per coltivare a zero costi le piantagioni del nord America, in Georgia.


Angelo Toppino presenta il libro di carattere storico "Le catene dei Savoia", di Juri Bossuto e Luca Costanzo. Durante la presentazione Toppino modererà una riflessione sulle carceri piemontesi del passato e nel presente con Pietro Buffa (Direttore di istituto penitenziario dal 1993), Claudio Sarzotti (Professore e Presidente di Antigone Piemonte) e Antonio Pappalardo (Responsabile Giustizia minorile Piemonte).


Un’inchiesta narrativa che ha sconvolto il mondo: con lucidità e precisione, Sol×enicyn ripercorre il periodo della dittatura comunista in U.R.S.S. e dei campi di concentramento (Gulag, appunto) disseminati per tutta l’unione Sovietica, tra autobiografia, ricerca storica e saggistica.


Questo libro sulle isole Solovki e' una documentazione a più voci forte, intensa, immediata. Le Solovky sono un arcipelago del Mar Baltico che a partire dal 1920 e per circa un ventennio da monastero furono trasformate dal regime comunista in uno dei primi lager voluto da Stalin in persona: lager "ideale" in cui mettere a punto un sofisticato e tragicamente efficace sistema di repressione, ben presto allargato a tutta l' URSS.


Dry Guillotine é un romanzo di René Belbenoit scritto nel 1938 e pubblicato negli Stati Uniti. Racconta della dura vita condotta dai detenuti costretti a vivere in tremende condizioni nel bagno penale della Guyana francese.


Il bagno penale di Saint Laurent du Maroni, nella Guyana francese e l'Isola del Diavolo, al largo delle sue coste, furono uno dei luoghi peggiori di detenzione attivi dal 1852 al 1946. Vi furono detenuti personaggi del mondo della politica e della cultura. Un celebre film "Papillon" racconta la storia di una evasione da quei luoghi. Ora è meta di turismo storico.


"For the Term of His Natural Life" è un un film considerato straordinario dalla critica e si basa su un racconto di Marcus Clarke. Questo è un lungometraggio sviluppato da una versione una più corta del 1908 e racconta la storia dei primi insediamenti penali in Australia: Macquarie Harbour dal 1820, Port Arthur dal 1830, e la temuta Norfolk Island. Il protagonista della vicenda è lo sfortunato Rufus Dawes, accusato ingiustamente dell'omicidio del padre biologico.