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STORIA

DETENZIONI - PENA DI MORTE

I boia di Torino. Torture e squartamenti

Angelo Toppino

Di DETENZIONI redazione

Pubblicato il: 26-07-2015


Torino, Piemonte, Italia

1850

Vi era inoltre da dire che fino alla fine del ‘700 quando i boia accompagnavano i condannati erano sopra un carro che attraversava mestamente la città. Su quel carro il boia aveva delle “pinze infuocate”  e, come ricorda anche il Pantoni nelle sue memorie, il condannato molte volte arrivava al patibolo senza una gamba o senza un braccio.

I secoli precedenti al Pantoni erano secoli bui in cui si avevano le peggiori torture, si bruciava e si squartavano le persone; addirittura vi furono casi di persone squartate in piazza Castello con quattro cavalli. Ogni cavallo aveva una corda che legava un arto al poveraccio, partendo i cavalli si aveva lo squartamento.

Facendo questo tipo di lavoro era naturale che i boia non fossero ben visti dalla gente, gli amministratori pubblici che dovevano pagare il boia lanciavano i soldi per terra per evitare che lui toccasse anche solo la loro scrivania. Nessuno parlava con loro. Facevano una vita molto squallida, in via dei Fornelletti (dal 1869 divenne via Bonelli), luogo in cui abitavano, via vi erano solo postriboli.

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