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LA STORIA DELLE CARCERI DI TORINO

A cura di
ANGELO TOPPINO

Angelo Toppino

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Scritti in prigione

Diario dal carcere - Egon Schiele Diario dal carcere

Egon Schiele
1922

PROGETTI DENTRO/FUORI

STORIA

Casa di Reclusione di Paliano

Carcere di Paliano, Casa di Reclusione

Di: Marco Rabino

Pubblicato il: 01-05-2017


Paliano, Lazio, Italia

1864

Nel carcere ci sono luoghi deputati alla salute mentale dei detenuti. Le biblioteche carcerarie sono dei presidi culturali di estrema importanza. Per il fisico occorre predisporre spazi adeguati, campi da calcio, da rugby e palestre. La salute mentale di un detenuto non passa solamente attraverso lo sport o la formazione, importante è anche la creatività, forse è l'elemento più importante in una situazione di detenzione perché stimola l'autostima e permette di mantenere vive tutte le funzioni mentali e fisiche.

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Archivio Storico del Comune di Torino

Angelo Toppino

Il Correzionale di Torino in epoca francese. Un carcere umido e malsano in pieno centro

Di: Angelo Toppino

Pubblicato il: 18-03-2017

Via Barbaroux 32
Torino, Piemonte, Italia

1802 - 1870

Nel 1802, in seguito alla dominazione napoleonica di Torino, i francesi che comandavano la città decisero di installare un carcere nell'edificio che ora ospita l'archivio storico di Torino in via Barbaroux 32. Erano spazi più luminosi di quelli delle Carceri senatorie ma gli ambienti erano umidi e malsani e spesso si sviluppavano molte malattie. Si interessò a questo carcere anche la marchesa Giulia Falletti di Barolo. Famose erano le contese tra detenuti uomini e detenute donne che potevano incontrarsi in momenti prestabiliti.

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La forca e la pena di morte a Torino

Angelo Toppino

Il cappio e la Forca. La pena di morte nella storia di Torino

Di: Angelo Toppino

Pubblicato il: 11-03-2017


Torino, Piemonte, Italia

1800

A Torino negli anni i luoghi nei quali eseguire le condanne a morte cambiarono e furono anche diverse le modalità con le quali e mettere a morte i condannati. Le donne ad esempio venivano lanciate in acqua con una pietra al collo. Per i detenuti maschi la sorte era la pubblica forca. Nella città sabauda fu utilizzata l'impiccagione nonostante i medici ritenessero più sicura la ghigliottina. Da piazza Castello a Porta Susa fino al rondò della forca i cittadini erano spettatori di impiccagioni decretate dalla Pubblica giustizia.

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La Rochelle: Embarquement des forçats (Imbarco dei forzati) - primo novecento

Marco Rabino

Storia e prigione - Colonie penali e lavori forzati

Di: Marco Rabino

Pubblicato il: 06-03-2017


Nel mondo

1700 - 1800 - 1900

Nelle colonie penali, per facilitare la bonifica del territorio e la produzione agricola, venivano utilizzati i detenuti incatenati e costretti a lavori forzati. I detenuti erano allineati lungo le strade per sistemare i bordi pietrosi, pulirne le carreggiate, oppure nei campi per coltivare a zero costi le piantagioni del nord America, in Georgia.

1533


La Rochelle - Convoglio di forzati in partenza per la Cayenna francese

Marco Rabino

Storia e prigione - Colonie e bagni penali

Di: Marco Rabino

Pubblicato il: 05-03-2017


Nel mondo

1800 - 1900

Le colonie penali erano isole appartenenti all'impero che venivano destinate ad accogliere detenuti scomodi o problematici. In realtà furono un valido strumento di colonizzazione di luoghi poco apprezzati dalla popolazione della madre patria. Anche le cartoline dell'epoca non mancavano di rappresentare il mondo della colonie penali. In Francia, molte furono dedicate alla famigerata Cayenna, situata nella Guyana francese, il bagno penale più famoso delle colonie francesi del primo Novecento.

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San Giuseppe Cafasso, 1811-1860

Angelo Toppino e Marco Rabino

Il testamento di don Cafasso

Di: DETENZIONI redazione

Pubblicato il: 23-02-2017


Torino, Piemonte, Italia

1856 | 20 ottobre

Don Cafasso testimoniò fino alla fine della sua vita la sua missione lasciando ogni suo avere ai suo fratelli in Cristo e ai poveri detenuti delle carceri cittadine. Conosciuto come il Sacerdote dei condannati a morte don Giuseppe Cafasso volle assistere fino all'ultimo, anche dopo la sua morte, gli ultimi della città di Torino.

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San Giovanni Bosco

Angelo Toppino

San Giovanni Bosco

Di: Angelo Toppino

Pubblicato il: 16-02-2017


Settimo Torinese, Torino, Italia

1815 - 1888

Don Bosco, la straordinaria figura del sacerdote piemontese che nell'Ottocento fece molto per i ragazzi detenuti. Da catechista nelle varie carceri di Torino iniziò ad occuparsi spiritualmente dei detenuti che si affidavano a lui. Amico di don Giuseppe Cafasso fu uno dei primi a preoccuparsi di prevenire la devianza giovanile.

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