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STORIE CRIMINALI

Josef Fritzl

Josef Fritzl

Il carceriere della giovane figlia

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 09-03-2017


Amstetten, Austria

1984 - 2008

Josef Fritzl nasce ad Amstetten il 9 aprile 1935. Figlio unico, di Josef jr. e Maria, il piccolo Josef Fritzl, viene cresciuto dalla madre perché il marito abbandona la famiglia poco dopo la nascita del figlio. Josef Fritzl ha 4 anni ed è senza padre. È il 1939 e incombe sull'Europa un disastro che ha inizio proprio nel centro dell'Europa. Scoppia la seconda guerra mondiale e il padre di Josef decide di arruolarsi nella Wehrmacht. La guerra riserva una brutta sorpresa alla famiglia e l'uomo viene ucciso in azione nel 1944. Josef Fritzl è ufficialmente un orfano del genitore e rimane con la madre che non risparmia al piccolo una terribile infanzia. La vita della donna deve essere stata molto dura, sola, durante la guerra in una situazione di stenti. Maria trova il modo di andare avanti di andare avanti nella religione. L'unico momento che concede al piccolo Joseph di affetto e di vicinanza e quello di portarlo con lei alla Messa della domenica. Nonostante questo Maria tratta il figlio senza affetto, lo maltratta e gli fa subire quelle umiliazioni che probabilmente mineranno il suo equilibrio psichico.

Josef Fritzl cresce e nonostante gli affetti familiari gli siano stati negati porta avanti la sua istruzione diventando un ingegnere elettronico. Questa formazione gli permette di essere assunto nel 1956, a 21 anni, in un’azienda di Linz. Il lavoro è arrivato in un dopoguerra in piena espansione economica per l'Europa e anche il giovane Josef ha la possibilità di crearsi una famiglia e trovare la pace familiare che gli era stata negata durante l'infanzia e l'adolescenza. Trova una ragazza, probabilmente molto carina, più giovane di lui. Rosemary che ha 17 anni ma le cose non sembrano andare molto bene perché gli amici ei parenti affermeranno, in seguito, che non andavano per nulla d'accordo. Josef Fritz si dimostrava spesso aggressivo e violento sia verbalmente che fisicamente. L'uomo aggrediva la moglie ed i figli che appena maggiorenni si allontanarono rompendo i rapporti con il padre.

Arrivano anche problemi con la legge e nel 1967 Josef Fritzl viene arrestato con l'accusa di stupro nei confronti di una giovane donna di 24 anni abitante a Linz. Una donna, sola, il marito è in viaggio per lavoro e Josef Fritzl approfitta della vulnerabilità della giovane. Forse, per la prima volta, Josef Fritzl da ascolto alle voci che da tempo, se non dall'infanzia, lo portano a nutrire così tanto rancore verso la figura femminile. Josef Fritzl si reca nella casa della sua vittima, entra senza che la ragazza se ne accorga, le punta un coltello alla gola e la costringe ad un rapporto sessuale. È una vera violenza e l'uomo viene condannato a 18 mesi di carcere.

Josef Fritz viene rilasciato e trova lavoro presso un'azienda che realizza materiale da costruzione. In seguito diventa venditore di attrezzature di tipo tecnico e questo tipo di attività lo porta a viaggiare in tutta l’Austria. È nel 1995 che si ritira dal lavoro a 60 anni. Josef è in pensione e potrebbe godersi una felice vecchiaia insieme a moglie figli e nipoti. Ma non è così. I figli lo hanno abbandonato e i rapporti con la moglie sono freddi e distaccati. Josef Scende spesso in cantina ma non va di sotto per coltivare un hobby da ingegnere come dice di fare. Nella cantina di Josef Fritzl c'è una brutta cosa che va avanti dal 1984. Nella cantina Josef Fritzl ha imprigionato sua figlia Elisabeth.

È il 24 agosto 1984. I coniugi Fritzl avvisano le autorità che la figlia Elizabeth è fuggita di casa. Probabilmente Elizabeth si è unita ad una setta religiosa ed è fuggita da Amstetten. La ragazza si è allontanata di casa volontariamente anche perché non è il primo tentativo di fuga, il primo non era riuscito perché, fortunatamente, la polizia, l'aveva trovata e l'aveva riportata a casa. Elizabeth si era nascosta a Vienna, dopo aver raggiunto l'autogrill di Stengberg, Ma dopo due settimane viene dalla polizia e non servono a nulla le sue suppliche. Elisabeth chiede agli agenti di non riconsegnarla al padre che sarebbe stata la sua fine. Gli agenti, però, non le credono e consegnano la ragazza tra le mani del suo carnefice.

Quel 24 agosto 1984, però, Elizabeth non è fuggita volontariamente. Elizabeth è chiusa nella cantina della famiglia. È legata ad un letto e drogata perché non riveli la sua condizione. È anche costretta dal padre a scrivere una lettera che testimonia la sua fuga all'estero. Elizabeth deve essere terrorizzata, si trova rinchiusa in uno spazio buio, illuminato solo dalle luci delle lampadine. La circondano umidità e muffa. Il padre scende a visitarla ogni tre giorni. Josef Fritzl, però non scende per accertarsi se la figlia stia bene, le porta del cibo e la violenta. Così per 24 anni Durante i quali Fritz scende spesso in cantina, rimanendovi anche intere notti, per progettare delle macchine da vendere alle imprese locali. Fritz è molto geloso di questa attività da non lasciare nemmeno scendere la moglie.

Elizabeth rimane incinta per ben sette volte e i parti avvengono senza assistenza. È lei che deve cavarsela tutta da sola in una cantina umida e buia. Intanto la famiglia Fritzl decide di adottare dei figli. Sono Lisa adottata a 9 mesi nel 1993, Monica quando ha 10 mesi nel 1994 e Alessandro, un po' più grande, di 15 mesi, giunto a casa Fritzl nel 1997. Sono tutti i figli di Elizabeth che, ufficialmente, ha chiesto ai genitori di prendersi carico dei bambini. Lo testimoniano dei biglietti scritti proprio dalla ragazza che, come sempre, non vuole essere raggiunta. I servizi sociali e le autorità ne sono a conoscenza e credono alle affermazioni della famiglia Fritzl. Elizabeth però non è sola. Con lei ci sono gli altri tre figli Kerstin, Stefan e Felix che condividono con lei il buio e l'umidità di quel bunker sotterraneo privo di luce e di aria fresca, gelido d'inverno e soffocante in estate.

Nel 1996 nasce Michael. Nella cantina l'aria è malsana. L'umidità e la muffa agrediscono il piccolo Michael che, 3 giorni dopo la nascita, comincia a soffrire molto e ha dei gravi problemi a respirare. Improvvisamente il suo volto diventa cianotico e la respirazione si fa affannosa. Elisabeth è preoccupata, vuole che il padre porti il bambino in ospedale ma l'uomo si rifiuta e lascia che la malattia abbia il suo corso, volontariamente. Quando Michael muore il padre lo porta via dalla cantina, ne brucia il piccolo corpo nell'inceneritore e sparge le ceneri nel suo giardino di casa.

È il 19 aprile del 2009 quando Kerstin si ammala. La ragazza ha 19 anni e della figlia più grande di Elisabeth e del padre. Joseph non può fare altro che accompagnarla all'ospedale.

Josef Fritzl per 24 anni ha tenuto segregata la figlia Elisabeth all'interno di un bunker sotterraneo da lui costruito nella cantina di casa. Durante tutti gli anni della prigionia, Josef Fritzl ha abusato ripetutamente della donna, con la quale ha concepito sette figli:

Kerstin: nata nel 1989 e vissuta sempre nel bunker
Stefan: nato nel 1990 e vissuto sempre nel bunker
Lisa: nata nel 1992 nel bunker e poi adottata e cresciuta nella casa del padre/nonno
Monika: nata nel 1994 nel bunker e poi adottata e cresciuta nella casa del padre/nonno
Alexander: nato nel 1996 nel bunker e poi adottato e cresciuto nella casa del padre/nonno
Michael: nato e morto nel 1996 nel bunker
Felix: nato nel 2002 e vissuto sempre nel bunker

Il 19 aprile del 2008, Kerstin, la figlia più grande, di diciannove anni, viene condotta dal padre in un vicino ospedale a causa dei gravi sintomi. I medici chiedono all'uomo di vedere la madre e Fritzl è quindi costretto a liberare Elisabeth e gli atri due figli, giustificando la cosa alla moglie come il ritorno della loro figlia in seguito ai problemi di Kerstin.

Il personale ospedaliero, insospettito, avvisa le autorità ed Elisabeth ha la possibilità di rivelare il suo terribile segreto. Le autorità arrestano Josef Fritzl.

Il 19 marzo 2009, Josef Fritzl viene condannato al carcere a vita e destinato a scontare la sua condanna in una struttura per detenuti psichiatrici ad Garsten Abbey, un ex-monastero dell'Alta Austria.

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