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STORIE CRIMINALI

Caso di Cinzia Baldo - Psychetius, 2009 | 7 aprile

Caso di Cinzia Baldo

Psychetius

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 21-10-2014


Vestenanova, Verona, Italia

2009 | 7 aprile

Mamma, per la seconda volta. Uno dei più grandi sogni per una donna, sogno che però, nel 10-15% dei casi, si trasforma in un incubo, conosciuto come depressione post-partum:il tono dell'umore della donna cala notevolmente, ella si sente spossata, priva di stimoli e senza motivazione ed interesse nel curare il neonato. I pensieri più cupi prendono il posto dell'immensa felicità iniziale e tra questi sono frequenti i sentimenti di colpa e la perdita di speranza nel futuro. Questo è ciò che ha dovuto affrontare Cinzia, preoccupata e ansiosa, schiacciata dalla pressione di chi le voleva bene. La relazione col piccolo Mattia era rovinata da sentimenti di colpa, vergogna e inidoneità al ruolo di madre: un bambino avvertito come un peso, verso il quale non provava emozioni, se non la paura di rimanere sola con lui e un vissuto di inadeguatezza nel prendersene cura. Il piccolo non mangiava e lei non poteva allattarlo: impossibile per lei crescere un figlio sano, bello e felice senza poterlo allattare con il latte materno.

Cinzia, come recita la perizia, si rivela "una donna fragile, che tende alle reazioni ansioso depressive anche di fronte alle contrarietà della vita". 

Per il giudice parve incontestabile che la capacità di intendere e di volere della donna fosse da escludere totalmente, "stante la sua infermità". 

Nell'elaborato si parla di un futuro "quanto mai denso di incertezze, rispetto al ruolo di moglie, di madre e di insegnante".

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Una insegnante di scuola materna, Cinzia Baldo, sofferente di depressione post-partum, il 7 aprile del 2009 annegò nella vasca da bagno il piccolo figlio Mattia di appena un mese.