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TEATRO

Paolo Bellotti - Visti da dentro

Visti da dentro, il libro di Paolo Bellotti diventa uno spettacolo teatrale

Il racconto del carcere a teatro diretto dal regista Silvestro Castellana

Di

Pubblicato il: 17-10-2017

Teatro Giulia di Barolo, piazza Santa Giulia, 2
Torino, Piemonte, Italia

2017 | 20 ottobre, ore 21

"Visti da dentro", il libro di Paolo Bellotti è stato adattato dal regista Silvestro Castellana in un dramma in 2 atti. L'autore, capo educatori presso il carcere di Alessandria, ha voluto raccontare la vita di quattro detenuti da una prospettiva privilegiata, quella di un operatore che è giornalmente a contatto con le persone recluse e ha modo di ascoltare le loro disperazione, le loro ansie e le loro speranze.

Il ruolo di un educatore, in carcere, è tanto importante, quanto sconosciuto a coloro che non conoscono la realtà della prigione. Dal momento in cui una persona entra in carcere viene seguita nel suo percorso interno dall'educatore che si occupa di monitorare lo stato della sua permanenza nel carcere e tiene i contatti con l'esterno. Pur essendo chiaramente definita da un regolamento, l'attività di questo operatore è molto fluida e la sua efficacia dipende dalla persona che la incarna. La capacità empatizzare e la volontà di occuparsi della persona detenuta fanno la differenza, così come il possesso di abilità sociali da impiegare nelle quotidiane visite ai detenuti. All'educatore fanno riferimento anche le équipe che si occupano dei diversi aspetti della vita detentiva, i formatori, tutti coloro che intraprendono un percorso con un recluso. Da qui la possibilità che un educatore ha di raccontarci un ritratto vero e compassionevole della persona reclusa.

Lo sguardo di Paolo Bellotti non è rimasto in superficie, ha cercato un contatto empatico con i protagonisti per raccontare la loro esperienza detentiva da dentro, appunto, attraverso un meccanismo di identificazione per cogliere gli stati d'animo, le paure, le emozioni che si agitano nella vita di un detenuto. Bellotti sa bene che occorre sempre ricordare alle persone, che non conoscono il carcere, l'identità della persona detenuta. Normalmente si associa al luogo prigione anche la parola detenuto, raccogliendo intorno a questo termine una costellazione significati negativi, che derivano dalla molteplicità dei reati compiuti. Il detenuto, colui che sta in prigione, assume quindi una personificazione generica, collettiva che azzera la sua identità, già messa a dura prova dalla reclusione e dal trattamento, che scheda e classifica la persona a partire da una tassonomia del reato che la trasforma in reperto da museo della tragicità. Ma ogni detenuto è diverso come unica la sua storia.

Paolo Bellotti nel suo libro e Silvestro Castellana, nella trasposizione teatrale, compiono un'azione riumanizzante, sottraendo i protagonisti allo stritolamento della macchina giudiziaria, permettono loro di esprimersi e ci chiedono di ascoltarli. Questa operazione è una, tra le tante, fortunatamente, che agiscono nell'ottica di una giustizia riabilitativa che permette alla persona, che compie un'esperienza di reclusione, di rielaborare il proprio crimine e di intraprendere un percorso di consapevolezza attraverso il meccanismo dell'autonarrazione. Il lettore e lo spettatore ne hanno un gran beneficio, così come la collettività, potendo osservare dall'esterno, un'esperienza drammatica e sofferente impegnata in un processo di riscatto umano sociale. Assistere allo spettacolo permette di vivere una vera esperienza ponte, tra carcere e società libera, che rinnova il significato di impegno sociale e ci rende protagonisti di una legalità partecipata.

Il libro è del 2015. In breve tempo si è arrivati alla sua trasposizione teatrale, segno che il testo ha saputo trasmettere una visione della detenzione efficace e con forti potenzialità, tali da suscitare l'interesse di Silvestro Castellana, regista della Filodrammatica "Teatro insieme" di Alessandria, attiva dal 1985. Da sempre, il gruppo cerca spunti di vita reale da portare in scena per costruire spettacoli che permettano di stimolare la visione critica del pubblico. Non poteva, quindi, mancare una riflessione sulla vita del carcere. La buona occasione si è manifestata con il libro di Paolo Bellotti che aggiunge alla narrazione una coloritura emotiva che rende più vivi i personaggi, quasi familiari. Silvestro Castellana ha intrecciato il testo con alcuni aneddoti forniti dai volontari dell'Associazione di Volontariato Betel che opera nel carcere di Alessandria.

Lo spettacolo è stato portato in scena, per la prima volta, il 27 settembre 2017, presso il teatro Alessandrino. È seguita la rappresentazione del 14 ottobre al teatro di Serravalle Scrivia, quindi, Torino al teatro Giulia di Barolo il 20 ottobre 2017, organizzata dal Garante dei detenuti della città, con un intervento dell scrittore torinese Alessandro Perissinotto. Il 28 ottobre sarà al teatro Giacometti di Novi Ligure.

Personaggi e Interpreti

Paolo - Educatore, Giovanni Castellana

Antonio - Educatore, Raffaele Zerbetto

Direttore del carcere, Marco Visca

Giuseppe Balbi, Silvestro Castellana

Ruocco, Marcello Ferrucci

Esposito - Guardia carceraria, Aldo Gorrone

Aldo Farina - volontario, Gianluigi Gusmara

Avvocato, Paolo Lenti

Direttore del canile, Severino Maspoli

Regia: Silvestro Castellana

Il libro di Paolo Bellotti Visti da Dentro

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