logo

TEATRO

Teatro degli incerti

I figli, il video prodotto nel carcere di Viterbo

Teatro degli incerti

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 14-11-2013

Biancovolta, ore 17.00
Viterbo, Lazio, Italia,

2013 | 17 novembre

Laboratorio FUORI/DENTRO

La nostra compagnia, in accordo con Arci Solidarietà Viterbo, propone un laboratorio teatrale che coinvolge sia attori “esterni” che detenuti. Da novembre 2013.

Il carcere fa parte della società e della città. La cultura è un ponte tra loro. Gli spettacoli che il Teatro degli Incerti ha realizzato all’interno della casa circondariale di Viterbo dopo lunghi e intensi laboratori, hanno avuto vita breve: due repliche al massimo e questo è piuttosto triste. I detenuti hanno qualcosa di profondo da dirci. Chi ha commesso reati e vive recluso può spiegarci qualcosa della vita e della società di cui mai potremmo venire a conoscenza. E’ un rischio che vogliamo correre?

Sono stati portati semi di cultura da parte di moltissimi operatori all’interno del carcere, vogliamo che un seme di cultura dal carcere arrivi alla società proponendo ad attori professionisti e non di lavorare a “Sulla ruota dei pensieri- ragionando su Macbeth“, spettacolo che si presta particolarmente a questa operazione, che ha commosso tutto il pubblico interno ed esterno e che è andato in scena il 6 febbraio 2013 (sezione protetta).

L’idea è di riprendere in mano le tematiche proposte ai detenuti attori con attori “liberi”. Affrontare/confrontarsi con  la loro elaborazione. Elaborare forse una nuova lettura.

Riprendere i gesti e le azioni teatrali proposti dai detenuti e ascoltare cosa si muove nello spirito, nell’emozione, nel corpo ed elaborarlo.

Presentare questo secondo spettacolo presso il carcere alle persone che l’hanno realizzato per prime. Creare un confronto. Assistere al lavoro originale, replicato dai detenuti per l’occasione.

Creare una doppia partitura in modo che i due spettacoli possano avvenire contemporaneamente, integrandosi sulla scena.

SCENE

- Le belle speranze - Le streghe lusingano Macbeth - Chi siamo - Contrasto e convincimento - La scena del tavolo - Il re e il coro - Apparizione - Le streghe provocano Macbeth - La foresta si muove contro Macbeth

AMBITI EMOTIVI DI LAVORO

- Visione di alcuni spettacoli realizzati presso la casa circondariale, in video. – Emozione, sentimento e sensazione in Shakespeare. – I sogni e le speranze. – Lady Macbeth e Macbeth come pensieri di un’unica testa: cerco di convincere la parte di me che vorrebbe ma non osa. – Un oggetto di scena (il tavolo nel nostro caso) diventa veicolo di comunicazione ed emozione. – Il re ha preso il potere: a cosa ha rinunciato? Che cosa ha ottenuto? – Rinuncia, proiezione, fedeltà. Confronto con il pensiero di James Hillman. – La fedeltà al re non esiste se non per la fedeltà a sé stessi.

cerchiamo ATTRICI e ATTORI

Una dozzina tra uomini e donne, possibilmente di diverse età e provenienza (Italia, Filippine, Sri Lanka, Romania, Costa d’Avorio sono i paesi d’origine del gruppo con cui abbiamo lavorato, tra i 60 e i 20 l’età). Per partecipare al laboratorio/spettacolo non è necessaria esperienza precedente. Necessaria, non per partecipare all’attività, ma per entrare nel carcere è invece la maggiore età.

TEMPI E SPAZI

Il laboratorio potrebbe avere la durata di 3 mesi con cadenza da decidere insieme.

Il luogo proposto per lo svolgimento del lavoro è il Supercinema di Tuscania, ideale per il lavoro teatrale, con il necessario pavimento in legno rialzato, l’ampiezza della sala, l’attrezzatura audio e luci professionale e il riscaldamento a pavimento.

CONDUTTRICI

Mariella Sto, attrice, regista e autrice

Cristina Failla, danzatrice e coreografa, esperta di pratiche che coinvolgono il corpo e la mente.

 

LEGGI ANCHE