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TEATRO

Casa Circondariale di Chiavari

Un incontro a Camogli sul teatro in carcere

Associazione Culturale L’Ochin

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 23-11-2013

Hotel Cenobio dei Dogi
Camogli, Liguria, Italia,

2013 | 24 novembre

COMUNICATO

Domenica 24 novembre, alle 17.00 all’Hotel Cenobio dei Dogi di Camogli, nell’ambito delle iniziative organizzate dall’Associazione Culturale “L’Ochin”, “Esperienze di Teatro in carcere” con la partecipazione di Silvia Neonato e Luca Guzzetti (Associazione L’Ochin), Milò Bertolotto (già assessora alle carceri-Provincia di Genova), Franca Fioravanti (Teatro delle nuvole), Alessandro Baldacci, Buby Senarega (cantautore), Mikael Kazgandjian (Università di Genova) e la proiezione di due filmati sulle esperienze di teatro nei carceri di Chiavari e Marassi

Ingresso libero.

Dopo l’incontro dell’anno scorso dedicato alla visione del filmato girato nel carcere di Genova dal Laboratorio di Sociologia visuale dell’Università di Genova, L’Ochin ritorna sul tema del carcere proponendo una riflessione sul tema del ruolo che le attività teatrali possono svolgere in un contesto carcerario.

Parlare di carcere attraverso il racconto di esperienze teatrali cui partecipano persone detenute nelle carceri di Genova Marassi e Chiavari.

Un’occasione per conoscere una realtà, quella dei laboratori teatrali negli istituti di pena, che permette alle persone recluse di esprimere se stessi ed i propri talenti attraverso un lavoro impegnativo di studio e di riflessione.

C’è chi ha detto che l’arte vera è dove nessuno la va a trovare. Non sappiamo se tra gli attori detenuti del Teatro Necessario e del Teatro delle Nuvole ci siano futuri grandi attori, ma è certo che questi lavori hanno il merito di portare all’attenzione del mondo la voce degli esclusi.

Perché il carcere, di cui si parla quasi esclusivamente per invocare la certezza della pena, per fatti tragici come i suicidi sempre più numerosi (115 da inizio 2013) in realtà è un non luogo dove chi entra diventa invisibile al mondo esterno. Una ingiustizia che si somma a tutte le altre violazioni di diritti delle persone recluse per i quali l’unica pena da scontare per i reati commessi dovrebbe essere la privazione della libertà.

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