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TEATRO

Evasioni di Philippe Talard

Evasioni di Philippe Talard presso l'anfiteatro romano di Lecce

17 detenuti del carcere di Lecce impegnati in una performance sottolineata dei testi di Jean Genet

Di Marco Rabino

Pubblicato il: 10-07-2017

Anfiteatro Romano
Lecce, Puglia, Italia

2017 | 14, 15 luglio

Evasioni, un titolo ambiguo. Particolarmente ambiguo e contraddittorio se pensato nel contesto estivo e vacanziero quando, la maggior parte di noi, ha la mente rivolta al meritato riposo estivo. Evadiamo quindi dagli impegni professionali, dalla scuola e dalle incombenze sociali. Evasioni è un titolo che allude, come in questo caso, al tentativo di rendersi liberi dalle costrizioni della detenzione, come tanti prison movie ci hanno abituato a immaginare come prima necessità di un detenuto. Philippe Talard, francese, fa di mestiere il coreografo e ha collaborato con grandi nomi della danza, nomi che hanno fatto la storia di questa disciplina, Pina Bausch, Maurice Béjart, Mikhail Baryshnikov e Rudolf Nureyev. A Philippe Talard interessa molto la questione della detenzione visto che ha già lavorato nelle carceri di Lussemburgo, Marsiglia, Roma, Berlino, e Ostrava. In Italia il suo spettacolo "E - Vasione" è stato realizzato da 25 detenuti del carcere di Firenze Sollicciano il 28, 29 e 30 ottobre 2013. I suoi spettacoli nascono da un laboratorio teatrale che mira a creare momenti rappresentativi delle problematiche detentive per pubblico esterno ed esterno, creando ponti culturali all'interno di una comune partecipazione. La scelta di sottolineare la perforance con le parole dello scrittore francese Jean Genet è forte e dichiarativa. Genet trattò, come temi fondanti della sua poetica, la prigione, il crimine metropolitano, la vita irregolare l'omosessualità e li raccolse in un cortometraggio intensamente poetico intitolato Un chant d'amour, del 1950 che si basa sull'esperienza che Genet fece in carcere, in seguito alla condanna per furto. Nel video, Genet, affronta l'argomento della sessualità con evidenti allegorie e alcune scene esplicite. Le Evasioni messe in scena da Philippe Talard rappresentano le tante modalità di fuga mentale dei protagonisti messe in scena attraverso momenti di danza, lotta, musica voce e azioni sceniche.

Ecco la presentazione scritta da Antonio Miccoli per l'evento:

" EVASIONI " - UNA CREAZIONE IDEATA E REALIZZATA DA Philippe Talard

IN COLLABORAZIONE CON CITTA’ DI LECCE | AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA | Koreoproject | Io Ci Provo Centro Teatrale Aperto

ANFITEATRO ROMANO | LECCE 14-15 LUGLIO 2017 ORE 21.30

PREVENDITE BIGLIETTI CASTELLO CARLO V, LECCE

(Costo biglietto 10,00 euro)

Tante sono state le produzioni di Philippe Talard, negli ultimi quindici anni, nelle carceri di tutta Europa. 

Oggi è Lecce la protagonista di questo nuovo lavoro, che vede impegnati accanto al coreografo e regista 17 artisti "ritenuti" nella casa circondariale della città, insieme anche a nove artisti esterni, Ana Arroyo, Laura Bandelloni, Giorgia Maddamma Sara Bizzoca, Manu Okus Di Martino, Konan Jean Kouassi, Alessia Rosato, e Charlotte Virgile.

Titolo e ispirazione della nuova creazione di Talard è “Evasioni”

Titolo fin troppo semplice se si parla di carceri. Verrebbe da dirlo.. ma poi se ci fermiamo a pensare, la necessità di evadere non riguarda solo chi sogna di oltrepassare un muro, ma tutti noi. Evadere dai problemi, dalle frustrazioni, dal quotidiano. 

Da un carcere, da una guerra, dal disagio dai dolori o anche solo dai nostri soliti pensieri.. cercare uno spazio nuovo per la mente.. cercare uno spazio metafisico dove le energie si trasformino in bellezza, non certo in violenza.

Questo lavoro è un tentativo di Evasione... anzi i tentativi sono numerosi, quasi quanto i fallimenti. Ed è questo continuo tentativo che noi portiamo in scena. Forse non è la riuscita che determina il successo, ma il desiderio; è il desiderio che ci porta a continuare a lottare. 

Una nuova produzione che si manifesta come un nuovo capitolo ma che tramanda anche da una prigione all’altra le emozioni, le difficoltà e la poesia di ciascun collettivo. 

Ne esce un progetto multidisciplinare, apparentemente frammentario ma che cerca il dialogo, l'interazione tra danza, musica, lotta, video, voce; il tutto accompagnato dei testi più visionari di Jean Genet, il grande ispiratore.

Tanti linguaggi, tanti momenti diversi, che sono come piccole e solitarie tessere; pezzetti di vita che assieme compongono il grande mosaico della mente umana.

Volevamo infiammarvi, non istruirvi.

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