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TEATRO

Associazione Culturale Teatro Artestudio

Associazione Culturale Teatro Artestudio

Di DETENZIONI redazione

Pubblicato il: 04-03-2015

Istituti Penitenziari del Lazio
Lazio, Italia

dal 2008

ArteStudio è una Associazione culturale riconosciuta che lavora professionalmente nel campo della cultura e del sociale da oltre trent’anni collaborando continuativamente con diversi Enti e Amministrazioni tra cui la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Roma Capitale e la Provincia di Roma, l’Università RomaTre e l’Università La Sapienza di Roma, la Regione Lazio, la Provincia e l’ Università di Viterbo, l’Unione Europea, il Ministero della Cultura, il Ministero della Giustizia, il Ministero degli Esteri, l’UNHCR, INTERSOS, il Servizio Civile Internazionale, il Dipartimento di Salute Mentale della ASL ROMAB, e dell’ ASL ROMAA, il reparto di neuropsichiatria infantile della ASL di Viterbo, il Consiglio Italiano per i rifugiati, il C.A.R.A. di Gradisca d’Isonzo e di Castelnuovo di Porto, Centro Accoglienza Richiedenti Asilo, e vari Istituti penitenziari fra cui Regina Coeli, Rebibbia Femminile, Rebibbia Reclusione, Rebibbia N.C., Velletri N.C., e Civitavecchia n.c.

ArteStudio ha lavorato - ideazione e organizzazione - per una mostra su i teatri di Roma, “Roma Splendidissima e Magnifica”, realizzata col Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali, che è stata presentata all’ Acquario Romano, settembre/gennaio ‘98, e nell’ ambito della quale erano previsti una serie importante di spettacoli.

ArteStudio ha curato per l’ Amministrazione capitolina l’inaugurazione del nuovo Museo Doria Pamphilj a Roma, in Villa Vecchia (settembre 1998), ancora una volta un progetto espositivo accompagnato da un programma di eventi che mette assieme in maniera significativa arte e spettacolo. In questo senso per la settimana della cultura nel 1999 ArteStudio con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha realizzato Ad’Arte, un programma di spettacoli in diversi Musei di Roma e del Lazio. Per l’Unione Europea ArteStudio ha condotto nel' ambito del programma URBAN il progetto DISPLAY che si è svolto nella periferia romana di Tor Bella Monaca come azione di recupero culturale in zone a rischio di degrado ed ha presentato nell' ambito dell' estate romana 1999 il progetto AL CIRCO in VII Circoscrizione, con oltre 40 giorni di spettacoli al parco tor tre teste. Con il Comune di Milano ha realizzato a Palazzo Reale un seminario scenico dedicato a Hokusai nell' ambito della grande mostra sull' artista giapponese presentata nel settembre del '99. ArteStudio ha curato per il Comune di Roma, l'Ufficio Ville, un convegno sul Museo Territoriale e ha realizzato con la Regione Lazio in oltre 20 centri della regione varie edizioni del progetto DALL' ABBAZIA AL CASTELLO, un programma di laboratori e spettacoli dedicati al teatro italiano medievale. Con la Provincia di Viterbo e la Regione Lazio realizza “il Teatro dei Farnese”, un progetto sul teatro rinascimentale italiano in numerosi centri fin dal 1996.

ArteStudio ha presentato a PALAZZO VENEZIA la mostra evento per il Grande Giubileo del Duemila “ANNO 1300 IL PRIMO GIUBILEO BONIFACIO VIII E IL SUO TEMPO”, con la Presidenza del Consiglio, il Ministero dei Beni Culturali, la Soprintendenza ai Beni

Storici e Artistici di Roma , l’Università di Roma La Sapienza, il Vaticano, il Comune di Roma, la Regione Lazio inaugurata ad aprile alla presenza del Presidente della Repubblica e del Ministro per i Beni Culturali ( aprile/luglio 00, Palazzo di Venezia) dove era realizzato una importante sezione di eventi di studio e spettacolo in collaborazione col Ministero della Cultura e il Ministero della Giustizia. Realizza per la REGIONE LAZIO AD’Arte una rassegna a tema di spettacoli e laboratori (Viterbo, 2002; Rieti, 2003) dedicati alla valorizzazione dei luoghi storici e turistici.

ARTESTUDIO conduceva a Corviale col Comune di Roma l’Assessorato alle Periferie, il progetto UNA STANZA NELLA TORRE dedicato alle nuove forme della comunicazione culturale influenzate dalla nuova urbanizzazione.

ARTESTUDIO ha collaborato col CIR per progetti di pratica teatrale con i rifugiati vittime di tortura.

ArteStudio lavora con giovani della periferia a rischio di devianza ed esclusione sociale mentre negli Istituti di prevenzione lavora anche con persone con handicap psichici. Collabora con la ASL di Viterbo e ETABETA per progetti teatrali che riguardano giovani con handicap mentali.

Realizza per la PROVINCIA di ROMA, l’Assessorato alle Politiche Giovanili nel territorio

PROGETTO DI CONFINE, dedicato alle nuove tendenze della comunicazione collaborando con decine di Comuni. ARTESTUDIO collabora col DAMS dell’ Università di Romatre per laboratori teatrali e stage.

ArteStudio con altre sei associazioni realizza il progetto PORT ROYAL dedicato con la pratica teatrale alla cura del sé con laboratori, spettacoli, stage, incontri.

ArteStudio collabora continuativamente per laboratori di pratica teatrale col DSM della ASL RomaB. ARTESTUDIO con il COMUNE di ROMA realizza LA DEA MADRE con la Commissione delle Elette (2005,2006, 2007, 2008) e con la PROVINCIA DI ROMA conduce il progetto IL CANE PEZZATO, la prima compagnia teatrale multietnica a Roma.

Ha realizzato un progetto con centro ARIME per adolescenti affetti da gravi patologie ematologiche (2007) e un lavoro al G8 di Rebibbia N.C. la sezione delle trans (2007).

ArteStudio realizza il progetto di cooerazione AMLETO MEDITERRANEO con laboratori di pratica teatrale in Palestina (Hebron, 2006) e Libano (Beirut, 2007) e il progetto IL TEATRO A RIGHE con la Provincia di Roma e la REGIONE LAZIO con il carcere di Regina Coeli e la Comunità Terapeutica di san Basilio URBANIA del DSM dell’ ASL

ROMAB (2008/2011)

Ha partecipato al progetto della PROVINCIA DI ROMA su teatro e formazione. Ha presentato lo spettacolo NAFTA CAFE’ al TEATRO PARIOLI (marzo 08) Ha presentato per l’ESTATE ROMANA 2008 alla Città dell’ Altra Economia un progetto su IL TEATRO VULNERABILE.

Realizza per l’ESTATE ROMANA il nuovo progetto TEATRO VULNERABILE (2009 e 2010) presso gli spazi del LANIFICIO 159 e ancora per la REGIONE LAZIO, STRADALUNGA dedicato alla via Francigena.

Ha realizzato per il COMUNE DI ROMA e ZETEMA il progetto ROMAFUTURA nell’ambito di ROMA Città Natale 2009.

Partecipa al progetto dell’ UNIONE EUROPEA “OCCHI” con associazioni che lavorano tra cultura e sociale in Lituania, Grecia e Cipro (2009/2011) nell’ ambito del disagio sociale.

Realizza per l’Istituto ITC G. DI VITTORIO il laboratorio STANZE DI SHAKESPEARE con cui vince il premio MACCHINA TEATRALE per la miglior regia (2009)

Ha realizzato per il 53 Festival Dei Due Mondi di Spoleto il progetto PAESAGGIO CON SPETTATORE (2010)

Realizza per la PROVINCIA DI ROMA il progetto L’ ASINO MEDITERRANEO, un laboratorio teatrale in 3 centri dedicato al tema dell’ emarginazione (2011 e 2013)

Realizza per la REGIONE LAZIO il progetto PORT ROYAL, OFFICINE DI TEATRO SOCIALE 2008 - 2009 e 2010 – 2011 collaborando con 4 comunità terapeutiche per disabili mentali e 4 istituti penitenziari.

ARTESTUDIO realizza per la REGIONE LAZIO il TEATRO A RIGHE presso il CARCERE di REGINA COELI (2008/2015) con laboratori e spettacoli.

Presenta COME SCIMMIE FRA GLI ALBERI al TEATRO ELISEO di ROMA (2012) Presenta al carcere di GORGONA lo stage AGAMENNONE UNA SCENA per il primo convegno del coordinamento nazionale TEATRO E CARCERE (Firenze 2012)

Realizza il progetto UBUNTU, un corso per attore sociale, con la REGIONE LAZIO e la

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (2012)

Realizza con gli ospiti del CARA CENTRO ACCOGLIENZA RICHIEDENTI ASILO di Gradisca d’Isonzo (Gorizia) il progetto TERRA DEI RE (2013) e LA PORTA DEGLI UOMINI (2014).

ARTESTUDIO realizza per ROMA CAPITALE, ESTATE ROMANA 2013 e 2014, il FESTIVAL TEATRO A RIGHE al carcere di Regina Coeli.

Ha realizzato con INTERSOS e UNHCR il progetto HIKAYA, un programma di teatro in Libano con giovani rifugiati siriani (2013) e TEATRO IN FUGA, in Giordania (2015).

Ha presentato il progetto LE FESTE A REGINA COELI con ROMA CAPITALE e IL TEATRO DEL RAMMENDO, a Corviale, con spettacoli, performance, lezioni teatrali nei bar e nelle case.

Prepara la produzione del progetto SABBIA al TEATRO ARGENTINA DI ROMA, giugno 2015.

NOTA:

La caratteristica del nostro lavoro in carcere è che questo non tende a formare con i detenuti partecipanti una compagnia teatrale professionale in grado di realizzare spettacoli all’ esterno, anche se è questo - lo spettacolo conclusivo professionalmente realizzato - quello che appare, per così dire è “il risultato più evidente”, soprattutto quando il gruppo si presenta o si apre all’ esterno. Il carcere nel nostro lavoro non ha l’intenzione di mostrarsi – farsi mostro - o uscire dal carcere per andare a fare teatro, componendo proprio sullo spettacolo teatrale regole e comportamenti, tensioni e abilità, regole e sistemi della cultura e del sociale. Il nostro lavoro, ogni volta comunque concordato con gli operatori dell’ Istituto, sia le pratiche di elaborazione ed i suoi risultati dunque, sono tutti nella fase preparatoria laboratoriale. A cominciare dallo sconfinamento del termine chiuso TEATRO, nel termine aperto di PERFOMANCE, è possibile rintracciare i motivi essenziali della nostra attività svolta nei diversi centri. Lo spettacolo conclusivo è di fatto una direzione operativa, una tensione artistica. Si tratta di un teatro che finisce per “essere” facendo a meno del “fingere”, dove l’esperienza teatrale coincide con l’esistenza doppiando il concetto contemporaneo

ripreso dalle avanguardie artistiche dell’ Arte uguale alla Vita; un teatro che apre i propri schemi alle esperienze della perfomance pittorica e musicale e che fa saltare ogni barriera di relazione fra attore e spettatore, un teatro insomma che favorisce la fase creativa rispetto a quella imitativa e che appartiene in effetti ad una serie di esperienze novecentesce. Al tempo stesso bisogna considerare che il TEATRO in CARCERE corre gli stessi rischi di una qualunque attività o attività artistica per di più in un luogo di sofferenza. In altre parole il TEATRO in CARCERE non è detto abbia sempre una valenza positiva a prescindere, ma dipende dalle esperienze, dalle persone. Ad esempio il teatro in carcere ne mette in crisi l’istituzione o ne favorisce l’ esistenza?A nostro avviso, secondo la nostra poetica o il nostro tentativo teatrale, il teatro non deve illustrare alcunchè, carcere compreso, deve semmai illimitare il linguaggio e non contribuire alla formazione di nuovi schematismi. Il TEATRO SOCIALE deve essere per noi prima di tutto teatro: deve mischiare con rischio e consapevolezza gli esseri umani – attori, registi, operatori, detenuti, - senza ripararsi dietro le figurine del teatro (spettacolo, regista, attore, critico, pubblico etc.), e favorire il molteplice, scompigliare le carte, evidenziare i problemi del carcere e del teatro invece di rifargli il trucco. In questo senso non siamo dei professionisti del teatro sociale, siamo artisti che a volte, in questo momento, lavorano con persone che hanno varie e diverse difficoltà, decidendo di realizzare assieme un lavoro artistico, confidando in un buon esito ma assumendoci tutti i rischi di una disfatta e affidando ad altri l’eventuale analisi dell’utilità del lavoro svolto.

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