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LE CARCERI ITALIANE

DETENZIONI - CARCERI ITALIANE

Carcere di Nola

Scritto da: Marco Rabino

Pubblicato il: 05-04-2017


Nola, Campania, Italia

2016 in costruzione

COME FARE


 

News cultura, arte, teatro, lavoro


Carcere di Nola. Si torna a parlare del futuro carcere aperto
2017 | 31 maggio

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Il nuovo carcere di Nola fa parlare di se
2017 | 29 marzo

Il nuovo carcere di Nola fa parlare di se. È ancora in fase di progettazione e la stampa riporta già qualche malumore circa il luogo sul quale dovrà sorgere. Al centro della fertile Campania degli antichi, la Campania Felix, verde e bucolica, ora si trovano centri commerciali e un polo di distribuzione commerciale da un milione metri quadrati sorto nel 1986. È la località Boscofangone, che ospiterà il nuovo carcere da 1200 persone, terzo carcere per importanza della regione Campania dopo quelli di Napoli Poggioreale e Secondigliano. Il bando di gara è stato chiuso il 29 marzo 2017 ed ora comincia l'epoca delle polemiche. In un articolo su today.it Corrado Marcetti, architetto della Fondazione Michelucci di Firenze, spiega le ragioni di una scelta poco non adeguata rispetto al territorio napoletano che diventerebbe la città metropolitana a più alta densità detentiva d'Italia. Inoltre la zona risulta particolarmente inquinata da interramenti di rifiuti industriali che negli anni passati sono stati realizzati dalla malavita organizzata. I rapporti con la città sono pressoché nulli e il carcere sarebbe mal collegato con la zona metropolitana. Questo particolare non rientra sicuramente nella concezione di un luogo di trattamento sperimentale, quale vuole essere quello di Nola, nel quale i detenuti a fine pena vivrebbero senza costrizioni di mura perimetrali e con la speranza di riagganciare un collegamento con la società libera. Alessio Scandurra responsabile dell'associazione Antigone per l'Osservatorio sulle carceri, rincara la dose. Secondo lui questa zona diventerebbe la prison Valley italiana con una struttura penitenziaria che potrebbe arrivare a detenere fino a 2400 detenuti. Questi numeri, sommati a quelli degli altri due penitenziari napoletani, genererebbero l'impossibilità di creare verosimili e credibili percorsi di restituzione e reintegrazioni della popolazione detenuta.

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Mercoledì 22 marzo 2017 si è tenuto un incontro a Roma presso l'Università di Roma Tre
2017 | 22 marzo

Mercoledì 22 marzo 2017 si è tenuto un incontro a Roma presso l'Università di Roma Tre dal titolo Spazio della pena e architettura carceraria, il caso Nola dopo gli Stati Generali dell'esecuzione penale. Promotori dell'incontro Associazione Antigone e Fondazione Giovanni Michelucci. Presenti gli architetti del Ministro della giustizia e l'Ordine degli Architetti di Roma. Durante la presentazione e in seguito, durante il confronto, sono emerse delle perplessità circa l'adeguatezza del progetto alle disposizioni iniziali.

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La stampa si esprime sul nuovo carcere di Nola
2017 | 14 marzo

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Il nuovo carcere di Nola
2016 | 7 maggio

Notizia del 7 maggio 2016. Il sindaco della cittadina di Nola informa sulla decisione di avviare il progetto del nuovo carcere a Nola che è stato annunciato dal ministro della Giustizia Orlando. Il nuovo carcere ospiterà 1200 detenuti. Questo nuovo progetto deve far fronte alla ormai drammatica situazione del sovraffollamento degli istituti penitenziari della Campania. Sarà il terzo carcere più grande dopo quello di Napoli Poggioreale e Napoli Secondigliano. Il progetto è quasi terminato e si è stabilito di far nascere il nuovo carcere in una zona di confine tra Nola e Camposano. Titolare del progetto è il Ministero delle Infrastrutture con un budget di 75 milioni di euro. Il progetto prevede che l'istituto sia di tipo sperimentale, senza alte mura di cinta che ospiterà detenuti in attesa di essere reinseriti nel tessuto sociale. Si prevedono molte attività di tipo laboratoriale.

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OPERANO IN QUESTO CARCERE / C.C. di Nola,

Le informazioni circa progetti culturali, artistici, di istruzione e lavoro operati all'interno delle carceri italiane provengono dalla stampa nazionale e dagli uffici stampa delle organizzazioni titolari dei progetti. Le immagini delle carceri italiane provengono dalla stampa nazionale e non sono state realizzate in proprio